Julia Riedmeier, Code\Luxe: sostenibilità, design e nuovi modelli di lusso nello yachting

04/05/2026 - 19:58 in Yacht Design by Press Mare

In continuità con gli spunti emersi durante il panel organizzato da Smart Interiors Horizon (SIH), PressMare ha incontrato la Dr. Julia Riedmeier, fondatrice di Code\Luxe per approfondire come sostenibilità e innovazione stiano ridefinendo il settore dello yachting.

Se il panel SIH ha evidenziato il ruolo crescente dei materiali per interni e dell’intelligenza progettuale nella realizzazione di yacht più responsabili, questa conversazione amplia il tema affrontando il cambiamento di mentalità necessario per l’intero comparto.

PressMare – Durante il panel SIH ha affermato che il lusso è anche un concetto personale. Come definisce oggi il lusso e quale ruolo ha la sostenibilità in questa definizione?

Julia Riedmeier – Credo che il punto di partenza sia sempre la definizione stessa di lusso, perché a seconda di come lo definiamo cambia anche la risposta. A livello personale, il lusso non ha una definizione giusta o sbagliata: è ciò che per un individuo è significativo, raro e di valore.

Quando parliamo di lusso come industria, invece, lo associamo tradizionalmente a artigianalità, rarità, prezzi elevati e forte percezione del brand. Storicamente, il lusso era anche legato all’eccesso e all’esclusività, cioè avere più del necessario e più degli altri. In questo contesto, lusso e sostenibilità erano quasi opposti.

La sostenibilità nasce come concetto ambientale legato alla continuità e alla responsabilità nel lungo periodo. Oggi include dimensioni ambientali, economiche e sociali. È qui che deve evolvere una nuova definizione di lusso. Il lusso contemporaneo non può esistere senza responsabilità. Un brand oggi non può operare senza considerare il proprio impatto ambientale, sociale e la sostenibilità economica nel lungo termine.

Il lusso deve quindi integrare la sostenibilità – o meglio, la responsabilità – come nuova espressione di qualità, etica e innovazione. Ed è per questo che i clienti sono disposti a pagare un prezzo premium.

Il panel organizzato da Smart Interiors Horizon (SIH)

PM – Ritiene che il settore stia realmente guidando questo cambiamento o che stia ancora aspettando una domanda da parte dei consumatori?

JR – È responsabilità delle aziende guidare e offrire soluzioni. La sostenibilità non dovrebbe mai essere una scelta “o questo o quello”, ma un presupposto.

Le aziende devono sviluppare prodotti, processi e filiere. Per un brand, posizionarsi come pioniere in questo ambito rappresenta una leva strategica. Materiali innovativi a bordo o nuovi approcci progettuali allo scafo possono diventare nuovi simboli di status.

I consumatori, sempre più informati ed esigenti, possono chiedere innovazione e contribuire al cambiamento, ma sono le aziende a dover guidare, educare e definire gli standard.

PM – Durante il panel si è parlato anche di modelli di proprietà condivisa. Li considera una nuova espressione di lusso sostenibile?

JR – Assolutamente sì. Se analizziamo i dati di utilizzo, molti yacht vengono impiegati per una percentuale limitata del tempo. La condivisione della proprietà può migliorare significativamente l’efficienza nell’uso delle risorse, mantenendo comunque accesso e comfort.

Modelli simili esistono già in altri settori, come immobiliare e automotive. Il lusso non deve necessariamente coincidere con la proprietà esclusiva: può significare accesso condiviso e responsabilità condivisa. È un approccio molto contemporaneo.

Nel caso dello yachting esistono alcune criticità, legate soprattutto alla gestione degli equipaggi e alle differenze culturali, ma non sono insormontabili. Con le giuste regole e una corretta impostazione, la proprietà condivisa può offrire un’esperienza sostenibile e comunque di alto livello.

PM – Il benessere dell’equipaggio è stato un tema ricorrente nelle discussioni SIH. Perché lo considera un elemento così rilevante in termini di sostenibilità?

JR – Perché la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche umana. L’equipaggio viene spesso trascurato, soprattutto negli aspetti legati agli interni: spazi dedicati o percorsi di servizio. Il modo in cui questi ambienti vengono progettati riflette la filosofia generale dell’armatore.

Esiste spesso un doppio standard: spazi per gli ospiti curati nei minimi dettagli e aree operative trascurate. Nello yachting questo non dovrebbe accadere. Il benessere dell’equipaggio incide direttamente su sicurezza, qualità del servizio ed esperienza a bordo.

È una questione di buon senso: uno yacht che si definisce sostenibile deve esserlo in ogni suo spazio.

PM – Dal punto di vista degli interni, in che modo materiali e layout influenzano oggi l’esperienza dell’armatore?

JR – Gli interni incidono su più livelli. Dal punto di vista dei materiali, alcune pratiche del passato – come l’uso di pelli esotiche o legni provenienti da specie a rischio – non sono più accettabili. Oggi esistono materiali alternativi che riducono l’impatto ambientale mantenendo qualità estetiche e tattili elevate.

È importante sottolineare che non si tratta semplicemente di alternative: sono materiali di lusso e rappresentano un’evoluzione del settore.

Dal punto di vista del layout, gli interni influenzano benessere, comfort e salute. Illuminazione, ventilazione, flussi spaziali e persino la forma degli arredi – secondo principi di design biofilico – incidono su come le persone vivono gli spazi a bordo.

Poiché gli interni modellano comportamento ed esperienza, l’innovazione – attraverso materiali intelligenti, tecnologie integrate o soluzioni progettuali orientate al benessere – può migliorare in modo significativo la fruizione dello yacht.

PM – Ritiene che gli armatori siano pienamente consapevoli dell’impatto delle scelte di interior design su benessere e sostenibilità?

JR – Dipende molto dalla sensibilità e dal livello di consapevolezza del singolo armatore. Alcuni comprendono il legame tra interni ed esperienza, altri continuano a considerare gli interni principalmente come un elemento estetico.

Chi ha questa consapevolezza tende a partecipare più attivamente al processo progettuale e, di conseguenza, a vivere lo yacht in modo più completo.

PM – Smart Interiors Horizon pone grande attenzione al legame tra interni, innovazione e responsabilità. Dove vede le maggiori opportunità per gli interni nello yachting?

JR – L’opportunità principale sta nel considerare gli interni come un sistema integrato che comprende materiali, sensorialità, layout, tecnologia ed esperienza umana. Tutti questi elementi devono essere pensati insieme.

L’innovazione è fondamentale: si stanno sviluppando materiali alternativi, superfici intelligenti e soluzioni che migliorano la funzionalità senza compromettere l’estetica.

Gli interni hanno la capacità di unire lusso e responsabilità in modo concreto. Quando progettati correttamente, diventano una chiara espressione del lusso contemporaneo.

Rebecca Gabbi

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