In continuità con gli spunti emersi durante il panel organizzato da Smart Interiors Horizon (SIH), PressMare ha incontrato la Dr. Julia Riedmeier, fondatrice di Code\Luxe per approfondire come sostenibilità e innovazione stiano ridefinendo il settore dello yachting.
Se il panel SIH ha evidenziato il ruolo crescente dei materiali per interni e dell’intelligenza progettuale nella realizzazione di yacht più responsabili, questa conversazione amplia il tema affrontando il cambiamento di mentalità necessario per l’intero comparto.
PressMare – Durante il panel SIH ha affermato che il lusso è anche un concetto personale. Come definisce oggi il lusso e quale ruolo ha la sostenibilità in questa definizione?
Julia Riedmeier – Credo che il punto di partenza sia sempre la definizione stessa di lusso, perché a seconda di come lo definiamo cambia anche la risposta. A livello personale, il lusso non ha una definizione giusta o sbagliata: è ciò che per un individuo è significativo, raro e di valore.
Quando parliamo di lusso come industria, invece, lo associamo tradizionalmente a artigianalità, rarità, prezzi elevati e forte percezione del brand. Storicamente, il lusso era anche legato all’eccesso e all’esclusività, cioè avere più del necessario e più degli altri. In questo contesto, lusso e sostenibilità erano quasi opposti.
La sostenibilità nasce come concetto ambientale legato alla continuità e alla responsabilità nel lungo periodo. Oggi include dimensioni ambientali, economiche e sociali. È qui che deve evolvere una nuova definizione di lusso. Il lusso contemporaneo non può esistere senza responsabilità. Un brand oggi non può operare senza considerare il proprio impatto ambientale, sociale e la sostenibilità economica nel lungo termine.
Il lusso deve quindi integrare la sostenibilità – o meglio, la responsabilità – come nuova espressione di qualità, etica e innovazione. Ed è per questo che i clienti sono disposti a pagare un prezzo premium.
PM – Ritiene che il settore stia realmente guidando questo cambiamento o che stia ancora aspettando una domanda da parte dei consumatori?
JR – È responsabilità delle aziende guidare e offrire soluzioni. La sostenibilità non dovrebbe mai essere una scelta “o questo o quello”, ma un presupposto.
Le aziende devono sviluppare prodotti, processi e filiere. Per un brand, posizionarsi come pioniere in questo ambito rappresenta una leva strategica. Materiali innovativi a bordo o nuovi approcci progettuali allo scafo possono diventare nuovi simboli di status.
I consumatori, sempre più informati ed esigenti, possono chiedere innovazione e contribuire al cambiamento, ma sono le aziende a dover guidare, educare e definire gli standard.
PM – Durante il panel si è parlato anche di modelli di proprietà condivisa. Li considera una nuova espressione di lusso sostenibile?
JR – Assolutamente sì. Se analizziamo i dati di utilizzo, molti yacht vengono impiegati per una percentuale limitata del tempo. La condivisione della proprietà può migliorare significativamente l’efficienza nell’uso delle risorse, mantenendo comunque accesso e comfort.
Modelli simili esistono già in altri settori, come immobiliare e automotive. Il lusso non deve necessariamente coincidere con la proprietà esclusiva: può significare accesso condiviso e responsabilità condivisa. È un approccio molto contemporaneo.
Nel caso dello yachting esistono alcune criticità, legate soprattutto alla gestione degli equipaggi e alle differenze culturali, ma non sono insormontabili. Con le giuste regole e una corretta impostazione, la proprietà condivisa può offrire un’esperienza sostenibile e comunque di alto livello.
PM – Il benessere dell’equipaggio è stato un tema ricorrente nelle discussioni SIH. Perché lo considera un elemento così rilevante in termini di sostenibilità?
JR – Perché la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche umana. L’equipaggio viene spesso trascurato, soprattutto negli aspetti legati agli interni: spazi dedicati o percorsi di servizio. Il modo in cui questi ambienti vengono progettati riflette la filosofia generale dell’armatore.
Esiste spesso un doppio standard: spazi per gli ospiti curati nei minimi dettagli e aree operative trascurate. Nello yachting questo non dovrebbe accadere. Il benessere dell’equipaggio incide direttamente su sicurezza, qualità del servizio ed esperienza a bordo.
È una questione di buon senso: uno yacht che si definisce sostenibile deve esserlo in ogni suo spazio.
PM – Dal punto di vista degli interni, in che modo materiali e layout influenzano oggi l’esperienza dell’armatore?
JR – Gli interni incidono su più livelli. Dal punto di vista dei materiali, alcune pratiche del passato – come l’uso di pelli esotiche o legni provenienti da specie a rischio – non sono più accettabili. Oggi esistono materiali alternativi che riducono l’impatto ambientale mantenendo qualità estetiche e tattili elevate.
È importante sottolineare che non si tratta semplicemente di alternative: sono materiali di lusso e rappresentano un’evoluzione del settore.
Dal punto di vista del layout, gli interni influenzano benessere, comfort e salute. Illuminazione, ventilazione, flussi spaziali e persino la forma degli arredi – secondo principi di design biofilico – incidono su come le persone vivono gli spazi a bordo.
Poiché gli interni modellano comportamento ed esperienza, l’innovazione – attraverso materiali intelligenti, tecnologie integrate o soluzioni progettuali orientate al benessere – può migliorare in modo significativo la fruizione dello yacht.
PM – Ritiene che gli armatori siano pienamente consapevoli dell’impatto delle scelte di interior design su benessere e sostenibilità?
JR – Dipende molto dalla sensibilità e dal livello di consapevolezza del singolo armatore. Alcuni comprendono il legame tra interni ed esperienza, altri continuano a considerare gli interni principalmente come un elemento estetico.
Chi ha questa consapevolezza tende a partecipare più attivamente al processo progettuale e, di conseguenza, a vivere lo yacht in modo più completo.
PM – Smart Interiors Horizon pone grande attenzione al legame tra interni, innovazione e responsabilità. Dove vede le maggiori opportunità per gli interni nello yachting?
JR – L’opportunità principale sta nel considerare gli interni come un sistema integrato che comprende materiali, sensorialità, layout, tecnologia ed esperienza umana. Tutti questi elementi devono essere pensati insieme.
L’innovazione è fondamentale: si stanno sviluppando materiali alternativi, superfici intelligenti e soluzioni che migliorano la funzionalità senza compromettere l’estetica.
Gli interni hanno la capacità di unire lusso e responsabilità in modo concreto. Quando progettati correttamente, diventano una chiara espressione del lusso contemporaneo.
Rebecca Gabbi