Il Tribunale di Firenze ha disposto la conferma delle misure protettive richieste da The Italian Sea Group nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi avviata lo scorso 16 marzo. Il provvedimento, che riguarda anche GC Holding S.p.A. e Celi S.r.l., avrà una durata massima di quattro mesi a partire dalla data di apertura della procedura.
Secondo quanto comunicato dalla società, il Tribunale ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’accoglimento della richiesta, con particolare riferimento alla “ragionevole perseguibilità del risanamento”, anche alla luce delle iniziative industriali e finanziarie prospettate dal gruppo. Un passaggio che consente di proseguire il percorso di riequilibrio economico-finanziario in un quadro giuridico più stabile.
Nel dettaglio, le misure protettive erga omnes comportano l’inibizione temporanea delle principali azioni da parte dei creditori: dall’avvio o prosecuzione di azioni esecutive e cautelari sul patrimonio della società – incluse le imbarcazioni in costruzione nei cantieri – fino all’impossibilità di acquisire diritti di prelazione non concordati. Viene inoltre sospesa la possibilità di avviare procedure di liquidazione giudiziale o di accertamento dello stato di insolvenza.
Un elemento rilevante riguarda l’estensione delle tutele anche agli armatori, con l’inibizione della facoltà di risolvere i contratti di costruzione in corso. Una misura che contribuisce a preservare la continuità delle commesse e, più in generale, l’operatività industriale del gruppo.
Il provvedimento consente quindi a The Italian Sea Group di proseguire l’attività in continuità aziendale e di mantenere il dialogo con i principali stakeholder – clienti, fornitori e istituti finanziari – nell’ambito del percorso di risanamento.
Sul fronte dei mercati, il titolo continua a mostrare una dinamica di recupero nelle ultime sedute. Dopo il +29,01% registrato il 16 aprile, con chiusura a 1,43 euro – già in accelerazione rispetto al +11,97% della vigilia – le quotazioni hanno ulteriormente proseguito il movimento rialzista.
Nella seduta odierna il titolo ha superato la soglia dei 2 euro per azione, chiudendo a 2,10 euro, con un incremento giornaliero di +0,53 euro (+33,76%). Su base settimanale, negli ultimi cinque giorni di contrattazione, la performance cumulata si attesta a +1,19 euro (+131,79%).
Il recupero si inserisce in un contesto in cui il mercato sembra aver reagito positivamente alle recenti iniziative sul fronte della governance e del rafforzamento dei presidi finanziari. A partire dal 20 aprile, Fabio Zanobini assumerà il ruolo di direttore finanziario, mentre il consiglio di amministrazione ha nominato Elena Bocchino responsabile della funzione di Internal Audit per un periodo di un anno. Due interventi che incidono direttamente sui sistemi di controllo interno e sulla struttura finanziaria del gruppo.
Nonostante il rimbalzo di breve periodo, il quadro complessivo resta tuttavia caratterizzato da una performance su base annua ancora negativa, riflesso della fase di criticità attraversata dal gruppo negli ultimi mesi.
In questo contesto, la conferma delle misure protettive rappresenta un elemento di stabilizzazione sul piano legale e operativo, mentre l’evoluzione del titolo in Borsa continua a riflettere le aspettative del mercato rispetto alla capacità del gruppo di dare concreta attuazione al percorso di risanamento avviato.