Se la fase precedente, di cui abbiamo scritto nella seconda puntata di questo articolo, ha segnato il passaggio a player globale, gli anni più recenti dell’era Galassi rappresentano il consolidamento di questo posizionamento, attraverso una crescita che combina disciplina finanziaria, espansione industriale e continua evoluzione del prodotto.
I numeri evidenziano con chiarezza questa traiettoria. Dopo il superamento del miliardo di euro nel 2022, il Gruppo Ferretti prosegue su un percorso di crescita costante: nel 2023 i ricavi superano 1,1 miliardi, mentre nel 2024 raggiungono circa 1,17 miliardi, accompagnati da un miglioramento della marginalità operativa e da un portafoglio ordini che tocca livelli record, fino a 1,7 miliardi di euro.
Il 2025 conferma questa impostazione, con ricavi oltre 1,23 miliardi e un EBITDA in ulteriore crescita, segno di una strategia che privilegia non solo i volumi, ma la qualità del portafoglio e il posizionamento nei segmenti a maggiore redditività. È proprio questo equilibrio tra crescita e marginalità a rappresentare uno degli elementi distintivi della gestione Galassi nella fase più recente: non un’espansione indiscriminata, ma una progressiva selezione del prodotto e del mercato, con particolare attenzione ai segmenti made-to-measure e superyacht.
Sul piano industriale, questa strategia si traduce in un rafforzamento significativo della capacità produttiva. L’acquisizione del cantiere di Ravenna nel 2023 entra pienamente a regime, contribuendo all’incremento della capacità complessiva e consentendo una maggiore flessibilità nella gestione dei programmi produttivi. Parallelamente, prosegue lo sviluppo del polo di Ancona, ormai configurato come hub per la costruzione di superyacht fino a 90 metri, mentre il cantiere di La Spezia viene oggetto di un profondo restyling, completato nel 2025, che lo rende interamente dedicato alla produzione dei modelli Riva di grandi dimensioni in composito.
La struttura risultante è quella di un sistema industriale distribuito ma altamente specializzato, in cui ogni sito produttivo è focalizzato su specifiche tipologie di imbarcazioni e processi, con una crescente integrazione tra progettazione, engineering e costruzione. In parallelo, il gruppo continua a sviluppare la propria offerta con modelli che riflettono l’evoluzione delle esigenze degli armatori e le nuove direttrici del mercato.
Nel segmento dei superyacht, il varo del Riva 54 Metri nel 2025 rappresenta un ulteriore salto dimensionale e qualitativo. Un’unità interamente in alluminio, sviluppata su quattro ponti e caratterizzata da soluzioni tecniche avanzate per il comfort acustico e la riduzione delle vibrazioni, oltre che da una forte integrazione tra spazi interni ed esterni.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità, il Riva El-Iseo introduce per la prima volta nella gamma del marchio una propulsione full electric certificata, con batterie ad alta densità energetica e sistemi di gestione avanzati, segnando un primo passo concreto verso soluzioni a zero emissioni nel segmento runabout. Allo stesso tempo, Ferretti Yachts sviluppa piattaforme come la Infynito 90, che integra sistemi energetici basati su pannelli solari e battery pack, consentendo autonomia in rada senza emissioni e senza rumore per diverse ore. Un approccio che riflette un cambiamento più ampio nella progettazione, sempre più orientata all’efficienza energetica e alla sostenibilità dei materiali.
Nel segmento sportivo, Pershing prosegue l’evoluzione della gamma GTX con modelli come il GTX70, che combinano l’impostazione granturismo con una maggiore vivibilità degli spazi e un rapporto più diretto con il mare, grazie a layout su più livelli e superfici esterne ampliabili. Custom Line, infine, rafforza la propria identità nel segmento made-to-measure con modelli come la Navetta 38, caratterizzata da volumi molto ampi, configurazione su quattro ponti e soluzioni progettuali orientate alla continuità tra ambienti interni ed esterni, confermando il ruolo del brand come piattaforma per yacht semi-custom di alta gamma.
L’evoluzione del prodotto non è episodica, ma si inserisce in una strategia di lungo periodo che punta ad ampliare e articolare l’offerta. Negli ultimi anni, il gruppo ha introdotto numerosi nuovi modelli distribuiti tra i diversi brand - Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, Custom Line e Wally - consolidando una presenza trasversale su tutti i principali segmenti dello yachting.
Questo ampliamento consente di presidiare in modo più efficace sia il mercato seriale sia quello dei superyacht, mantenendo al contempo un controllo diretto sulla qualità del prodotto e sull’identità dei singoli marchi.
In questo contesto di crescita e consolidamento industriale, negli ultimi mesi sono emersi anche elementi di discontinuità nei rapporti tra l’azionista di riferimento Weichai e il management guidato da Alberto Galassi. Le relazioni tra le parti si sarebbero progressivamente deteriorate già nel corso del 2024, con osservazioni – filtrate anche a mezzo stampa – da parte della proprietà su una ritenuta eccessiva centralizzazione dei processi decisionali presso la sede di Forlì.
Le tensioni si sarebbero ulteriormente acuite in seguito a un episodio avvenuto a Milano, dove un dirigente cinese avrebbe individuato attività di sorveglianza nei propri confronti, con il rinvenimento di dispositivi di intercettazione. La vicenda è stata portata all’attenzione della magistratura sia dai manager cinesi sia da una denuncia di Ferretti SpA, introducendo un elemento di complessità anche sotto il profilo della trasparenza verso il mercato. Successivamente per la vicenda è stata richiesta l'archiviazione al GIP per mancanza di prove, ma la notizia ha avuto comunque un importante eco.
Il confronto tra azionista e management assume quindi una dimensione che supera l’ambito strettamente industriale. Weichai Group è infatti un conglomerato a controllo statale, e le dinamiche interne al gruppo possono riflettersi anche su un piano più ampio, con implicazioni di natura geopolitica.
In Italia, inoltre, strumenti come il cosiddetto “golden power” consentono al governo di intervenire in settori ritenuti strategici. In questo contesto, Ferretti Group, oltre alla produzione di yacht da diporto, opera anche in ambito dual use, con unità destinate a forze di polizia e militari.
Un precedente significativo risale al 31 marzo 2024, quando il Consiglio di amministrazione della holding forlivese ha dovuto ritirare due delibere relative a un’operazione di acquisto e annullamento di azioni proprie (buy-back) fino al 10% del capitale, a seguito dell’esercizio dei poteri speciali da parte dello Stato italiano. Ovviamente Weichai non gradì.
Si tratta di elementi che, pur non incidendo al momento sui risultati operativi, hanno introdotto una variabile ulteriore nella lettura della fase più recente dell’era Galassi. A dodici anni dalla nomina di Alberto Galassi, il Gruppo Ferretti si presenta quindi come una realtà profondamente diversa rispetto a quella del 2014.
Il percorso dell’era Galassi è leggibile come una sequenza coerente: prima il risanamento, poi il consolidamento industriale, infine l’espansione globale. In questo arco temporale il gruppo ha ricostruito la propria base finanziaria, ridefinito la gamma, rafforzato la capacità produttiva e ampliato la propria presenza sui mercati internazionali.
Il risultato è un modello industriale che combina produzione seriale e made-to-measure, integrazione della filiera e sviluppo tecnologico, con una crescente attenzione alla sostenibilità e all’innovazione. In un settore dove il prodotto resta centrale, è proprio la capacità di coniugare design, ingegneria e organizzazione industriale che ha permesso al Gruppo Ferretti di tornare stabilmente ai vertici della yacht industry internazionale.
Con queste tre puntate abbiamo cercato di restituire una visione d’insieme, basata su fatti, modelli sviluppati e risultati economico-finanziari, del percorso compiuto dal Gruppo Ferretti sotto la guida di Alberto Galassi. Resta ora aperto il tema della governance: se sarà ancora l'Avvocato a guidare il gruppo nei prossimi anni o se i nuovi equilibri azionari porteranno a una diversa soluzione manageriale.
L’esito non è al momento definito. È però evidente che la partita, fin qui prevalentemente finanziaria, si sta progressivamente spostando su un piano industriale e strategico, dal quale dipenderà la configurazione futura della holding forlivese.