Fiera Nautica di Sardegna 2026, Porto Rotondo al centro tra industria, innovazione e filiera locale

14/04/2026 - 15:04 in Servizio by Press Mare

La quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna segna un’evoluzione nel posizionamento dell’evento, sempre più orientato a una funzione di piattaforma industriale per il territorio. La manifestazione, in programma dal 7 al 9 maggio alla Marina di Porto Rotondo, è stata presentata presso lo Yacht Club Porto Rotondo alla presenza di istituzioni e operatori della filiera. L’incontro è stato seguito in streaming da PressMare.

Ad aprire i lavori è stato Livio Fideli, presidente del Cipnes Gallura, che ha sottolineato il percorso di crescita della manifestazione e il rafforzamento della strategia di internazionalizzazione, resa possibile anche attraverso il coordinamento con l’Assessorato regionale all’Industria. Accanto a lui sono intervenuti Angelo Colombo, responsabile dell’organizzazione della fiera, e Aldo Carta, direttore del Cipnes, che hanno evidenziato rispettivamente le novità espositive e il ruolo dell’evento nel consolidamento della filiera produttiva regionale.

Da sinistra: il presidente del CIPNES, Livio Fideli, il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, e l'assessore regionale all’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani

Il quadro istituzionale è stato completato dagli interventi dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani e del sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che hanno richiamato il valore della nautica come leva di sviluppo economico e infrastrutturale. In chiusura, il Direttore Marittimo del Nord Sardegna, Gianluca D’Agostino, ha posto l’accento sul ruolo del mare come elemento culturale ed economico, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

L’impostazione emersa nel corso della presentazione è chiara: trasformare la nautica da leva prevalentemente turistica a componente strutturale del sistema produttivo regionale. In questo senso, il passaggio della competenza organizzativa all’Assessorato alla Programmazione e all’Industria rappresenta un elemento di discontinuità rispetto al passato, introducendo una visione più orientata alla produzione e all’attrazione di investimenti.

I numeri confermano una crescita progressiva della manifestazione. L’edizione 2026 prevede circa 200 imbarcazioni esposte e 150 stand, già quasi completamente assegnati, con la partecipazione di operatori lungo tutta la filiera, dall’artigianato alla produzione industriale. Un dato che riflette anche l’espansione del comparto nautico regionale, con un export che ha raggiunto i 43 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente.

Uno degli elementi distintivi dell’evento resta il legame con il territorio. Tra i requisiti di partecipazione figura infatti la presenza produttiva in Sardegna, scelta che punta a rafforzare la filiera locale e a consolidare il cosiddetto “Made in Sardinia” all’interno del più ampio sistema del Made in Italy. In questa direzione si inserisce anche il coinvolgimento dei consorzi industriali di diverse aree dell’isola, da Ogliastra a Sassari, fino a Porto Torres.

Sul piano espositivo, l’edizione 2026 introduce alcune soluzioni progettuali pensate per migliorare la fruizione degli spazi. In particolare, l’utilizzo di piattaforme galleggianti consentirà di realizzare un percorso continuo sull’acqua, configurando una sorta di semicorona espositiva senza interruzioni lungo il porto. Una scelta che risponde sia a esigenze funzionali sia a una maggiore integrazione tra banchine e specchio acqueo.

Accanto alla componente espositiva, la manifestazione rafforza il proprio ruolo di luogo di confronto. Il programma dei talk affronta temi legati allo sviluppo industriale, alla sostenibilità e alla formazione, con il coinvolgimento delle università di Cagliari e Sassari e delle strutture formative locali. L’obiettivo è duplice: da un lato trattenere competenze sul territorio, dall’altro rispondere alla domanda crescente di manodopera specializzata da parte dei cantieri.

Il tema ambientale rappresenta un ulteriore asse di sviluppo. L’attenzione si concentra sulla compatibilità tra crescita industriale e tutela dell’ecosistema marino, con approfondimenti dedicati a biocarburanti e tecnologie a ridotto impatto. In questo quadro, la sostenibilità viene letta anche come fattore competitivo per attrarre investimenti qualificati.

La fiera si inserisce così in una strategia più ampia che mira a posizionare la Sardegna come polo nautico nel Mediterraneo, capace di connettere produzione, ricerca e servizi. Un percorso che passa anche dal rafforzamento delle infrastrutture e dalla costruzione di un sistema integrato tra imprese e istituzioni.

L’appuntamento di Porto Rotondo si propone quindi non solo come vetrina, ma come momento di sintesi di una fase di evoluzione del comparto nautico regionale, in cui il mare diventa elemento di sviluppo economico oltre che di attrazione turistica.

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