La partita in corso su Ferretti Group sta entrando nella sua fase più delicata. Con l’OPA promossa da KKCG ormai prossima alla scadenza, il confronto si fa sempre più acceso anche sul piano comunicativo.
Con una nota diffusa nelle ultime ore, Karel Komárek ha contestato apertamente le valutazioni contenute nell’aggiornamento del comunicato dell’emittente, definendo l’offerta “equa, trasparente e vantaggiosa per gli azionisti di minoranza” e criticando in particolare le analisi dell’advisor Altus Capital Limited. Secondo KKCG Maritime, il parere non valorizzerebbe adeguatamente il premio implicito nel prezzo aggiornato di 3,90 euro per azione, né terrebbe conto del contesto di mercato e della limitata liquidità del titolo.
Nel mirino finiscono anche le raccomandazioni del Consiglio di Amministrazione e del comitato indipendente, ritenute influenzate - secondo l’offerente - da componenti espressione dell’azionista di riferimento Weichai. La stessa nota richiama le divisioni interne al board, evidenziando come figure come Piero Ferrari e Stefano Domenicali abbiano espresso posizioni divergenti rispetto alla linea ufficiale, arrivando a raccomandare l’adesione all’offerta.
È su questo sfondo che la partita si sposta progressivamente dal prezzo e dalle adesioni agli equilibri che si definiranno in vista dell’assemblea di maggio. Negli ultimi giorni si è registrata un’accelerazione significativa delle adesioni, che riflette sostanzialmente la consegna del pacchetto detenuto da Piero Ferrari, pari al 4,6%, confluito nell’offerta promossa da KKCG Maritime. Non si può dire sia stato il segnale che il mercato stava aspettando per muoversi, come spesso accade in operazioni di questo tipo, proprio nella fase finale dell’offerta. Al momento la mossa di uno dei personaggi più influenti del mondo industriale e finanziario italiano e internazionale, non sembra avere avuto effetto endorsement verso Komárek e il suo KKCG Maritime quanto, indubbiamente, è stata un'ottima opportunità per Ferrari di portare a casa un'importante plusvalenza visto che 3,90 euro ad azione è una valutazione molto alta, prossima al massimo storico, 4,16, toccato qualche giorno fa. Ricordiamo che nel 2023, quando il Gruppo Ferretti è entrato in Borsa nel listino Euronext Milan la quotazione era stata di 3,0 euro ad azione.
Tuttavia, più che il dato finanziario in sé, è la composizione della proprietà a offrire una chiave di lettura: la dinamica in atto suggerisce che le posizioni dei principali azionisti stiano iniziando a consolidarsi.
Da un lato resta la posizione di Weichai, azionista di riferimento con una quota prossima al 40%, che ha già manifestato una linea chiara di opposizione all’OPA. Dall’altro KKCG, che punta a rafforzare in modo significativo la propria presenza nel capitale, con l’obiettivo dichiarato di avvicinarsi alla soglia del 30%. In mezzo si colloca un insieme di partecipazioni che diventa decisivo proprio in questa fase: investitori istituzionali e soci privati che, pur con quote più contenute, possono risultare determinanti nella costruzione di una maggioranza assembleare.
È su questo terreno che si giocherà la vera partita nelle prossime settimane. La chiusura dell’OPA, prevista per il 13 aprile, rappresenta infatti solo il primo passaggio. Il momento chiave sarà il 17 aprile, quando verranno presentate le liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, inclusa la candidatura alla carica di amministratore delegato. È lì che gli equilibri azionari si tradurranno in proposta di governance.
A quel punto si potranno delineare con maggiore chiarezza gli scenari. Il primo è quello di un confronto aperto tra due blocchi: da una parte l’area riconducibile a Weichai, dall’altra quella che potrebbe coagularsi attorno a KKCG. In questo caso, l’assemblea del 14 maggio diventerebbe un vero e proprio passaggio competitivo per il controllo del gruppo.
Un secondo scenario è quello di una convergenza, anche parziale, tra le parti. Una soluzione che potrebbe tradursi in una governance condivisa, con un riequilibrio dei poteri all’interno del Consiglio e una ridefinizione dei ruoli operativi.
Non è da escludere, infine, una terza ipotesi: quella di un assetto intermedio, in cui nessuno degli schieramenti riesce a esprimere una maggioranza piena. Una configurazione che porterebbe a una fase di gestione più complessa, caratterizzata da mediazioni continue e da una minore velocità decisionale.
In questo contesto, la figura dell’amministratore delegato Alberto Galassi assume un rilievo particolare. La sua posizione, finora formalmente neutrale nelle votazioni sull’OPA, si inserisce però in un sistema di relazioni che lo rende uno snodo centrale nella definizione dei futuri equilibri.
Parallelamente, iniziano a circolare le prime ipotesi sui possibili candidati alla guida operativa del gruppo. Al momento non emergono nomi consolidati, ma è evidente che il tema della leadership sarà uno degli elementi chiave nel confronto tra gli azionisti.
Allo stato, la soluzione più lineare - e per molti versi anche la più coerente con la continuità industriale - resta la conferma dello stesso Galassi, alla guida del gruppo dal 2014 e protagonista della fase di rilancio e crescita degli ultimi anni. Tuttavia, l’eventuale affermazione di nuovi equilibri azionari potrebbe aprire anche a soluzioni alternative, espressione diretta dei nuovi assetti di controllo. Il passaggio dalle adesioni all’OPA alla costruzione delle liste, rappresenta quindi un cambio di fase netto: da una logica prevalentemente finanziaria a una pienamente industriale e strategica. È in questo passaggio che si capirà non solo chi avrà il peso maggiore nel capitale, ma soprattutto chi sarà in grado di tradurre quel peso in governo effettivo del gruppo.
Le prossime settimane, in questo senso, non serviranno tanto a misurare il successo dell’offerta, quanto a definire la struttura di potere che guiderà Ferretti nei prossimi anni.
E, come spesso accade in queste situazioni, il vero esito non sarà determinato da un singolo passaggio, ma dalla capacità dei diversi attori di costruire o meno un equilibrio sostenibile nel tempo.