MILANO – Il primo giorno di apertura del Seaquip è stato arricchito da una serie di convegni di alto livello, in primis quello organizzato da Azimut Benetti e dedicato all’attività di Ricerca & Sviluppo del gruppo: nell’occasione Press Mare ha incontrato Alessandro Rossi, responsabile della divisione R&D.
PM - All'interno del gruppo Azimut Benetti quanto è grande il team dedicato alla ricerca e sviluppo?
AR - Abbiamo oltre 200 tecnici tra ingegneri e architetti impegnati nella parte di innovazione prodotto, quindi uffici tecnici, ricerca e sviluppo e uffici design. E’ tutta forza lavoro interna e rappresenta oltre il 20% dei white collar. All'interno di questo gruppo poi abbiamo l’ufficio di Varazze, dedicato esclusivamente a ricerca e sviluppo, in cui lavorano 20 ingegneri.
PM – Per quanto riguarda gli investimenti quanto è l’impegno complessivo di Azimut Benetti?
AR - Nel prossimo triennio investiremo oltre 40 milioni di euro nell'innovazione prodotto, che ovviamente ingloba ricerca e sviluppo, progettazione di base, design e creazione di nuovi modelli.
PM – Parliamo dei professionisti impiegati, immaginiamo che sarete sempre alla ricerca di nuovi profili. Quali?
AR - Abbiamo tante collaborazioni con l'università, con le facoltà di ingegneria navale, nautica e i vari politecnici. Lavoriamo molto anche sulla parte di design, quindi cerchiamo giovani provenienti sia dai politecnici che da istituti come lo IED. Gli ingegneri navali e nautici si possono inserire sia nella parte di progettazione di base che negli uffici tecnici e di cantiere per seguire le costruzioni delle barche nuove.
PM – Sono professionalità che trovate facilmente?
AR – No, facciamo fatica, perchè sono relativamente pochi e a volte anche geograficamente non vicini, avendo noi diversi siti produttivi dislocati sul territorio: non è sempre semplice trovare risorse che siano disponibili a spostarsi e viaggiare. Tutta la parte di design di prodotto da noi è internalizzata, anche se collaboriamo con studi di architettura. Stiamo infine cercando risorse sulla parte di nuove tecnologie, mi riferisco ad elettrificazione, controllistica, Human Interface, domotica, audio-video, monitoraggio di bordo e nuove frontiere dell’IA, tutti settori che vanno aumentando al crescere della complessità del prodotto barca.
PM - Qual è la vostra politica nella gestione delle collaborazioni con i vari produttori di motori? Non sono tantissimi e non potete legarvi in esclusiva con nessuno, corretto?
AR - Per i progetti strategici e su tematiche specifiche facciamo delle collaborazioni in esclusiva, ma sono esclusive a tempo. Sostanzialmente su soluzioni nuove come abbiamo fatto con Siemens, con Volvo e con MAN, dove ci garantiamo un’anteprima assoluta su un nostro nuovo prodotto, lo sviluppo del progetto è coperto da un NDA (Non disclosure agreement) fino al lancio sul mercato.
PM – In che tempi avviene, di solito?
AR – Al massimo un paio d'anni, anche se poi è modulabile in funzione dei volumi e del tipo di imbarcazione. Normalmente garantiamo esclusive a termine, poi ci sono contratti di co-sviluppo che comprendono una parte di testing o di validazione che viene fatta in associazione.
Durante il convegno sull’innovazione organizzato al Seaquip, il project manager R&D del gruppo, Jacopo Senarega, ha fatto una panoramica sulle varie partnership in atto oggi nell’ambito della ricerca, che si fondano su tre direttrici principali: efficienza energetica e riduzione impatto ambientale, sviluppo scafo e propulsione, riduzione rumorosità: “Tutto deve essere misurato e misurabile, ma soprattutto sicuro” ha spiegato il manager sintetizzando l’impostazione generale.
Con Asea Nautica, presente in fiera con Lorenzo Mattioli, il gruppo torinese sta lavorando sui progetti Hotel Mode e Mild hybrid per l’Azimut 44M. “Arriviamo da oltre 20 anni di lavoro su una nostra ‘green route’ che era partita nel 2006 con il Benetti Ambrosia 65 M” ha dichiarato Gilberto Francesini, altro project manager di Azimut: il risultato principale raggiunto è un -15% di consumo di carburante, abbinato a un sistema di ricarica veloce delle batterie da effettuare in navigazione.
Con MAN, rappresentata da Andrea Balossino, manager dell’importatore Ranieri Tonissi, Azimut sta sviluppando il sistema ibrido integrato del Benetti B.Neos 40M, barca fortemente innovativa in quanto è il primo megayacht progettato con propulsione ibrida standard. Il sistema garantisce fino a un +30% di efficienza, in spazi tecnici ottimizzati.
Infine Gabriele Marni, responsabile R&D di Saim, ha presentato la collaborazione avviata con Azimut Benetti per la realizzazione del sistema Exilator sui generatori di bordo, che arriva ad eliminare del tutto elementi sgradevoli per armatori, ospiti e comandanti come gli odori derivati dalle emissioni e anche le macchie di olio incombusto.
Riccardo Masnata