TISG, due diligence sulle commesse: nel mirino irregolarità e governance

03/03/2026 - 08:31 in Editoriale by Press Mare

Ormai non passa giorno senza che le vicende The Italian Sea Group, il Gruppo fondato e guidato da Giovanni Costantino, meritino un aggiornamento. Oggi torniamo sulla vicenda degli extra costi emersi nelle commesse in corso, che hanno reso necessario un finanziamento soci da 25 milioni di euro. Un’iniezione di liquidità effettuata da parte dell’amministratore delegato e primo azionista attraverso il fondo GC Holding, cassaforte della famiglia Costantino.

Con la nota diffusa ieri mattina, 2 marzo, il gruppo collega l’origine degli scostamenti a “irregolarità” poste in essere da un gruppo di soggetti, tra cui “alcune figure apicali dell’azienda”. Il riferimento è ai contenuti del consiglio di amministrazione del 26 febbraio.

Nel comunicato la società ricorda che già il 18 febbraio era stata comunicata l’emersione “di extra budget nella maggioranza delle commesse in progress”, con impatti negativi sulla posizione di cassa. Da qui la decisione di rafforzare la liquidità con il citato finanziamento.

Poi si precisa che i soggetti ritenuti responsabili “hanno posto in essere un sistema atto a scavalcare il blocco del superamento delle spese previste dal budget autorizzato per ciascuna commessa”. Il perimetro e l’identità delle persone coinvolte, al momento “parzialmente definiti”, sono oggetto di approfondimento nell’ambito di una due diligence forensic affidata a KPMG.

L’attività dovrà determinare con precisione l’ammontare complessivo degli extra costi e valutare i profili finanziari, legali e reputazionali connessi alla gestione delle commesse. “Dalle prime risultanze – svela la nota – è emerso che tra i soggetti coinvolti nelle irregolarità figurano alcune figure apicali dell’azienda, tra l’altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa dell’ad, del cda e degli organi di controllo”. Sempre secondo quanto riferito al consiglio, “la società ha già provveduto ad inviare formali lettere di contestazione disciplinare, in alcuni casi con sospensione cautelativa, ai responsabili individuati a oggi”.

La comunicazione dà conto anche di un passaggio formale rilevante. A seguito di una richiesta di pagamento pervenuta da International Factor Italia (Bnl, Gruppo Bnp Paribas), il collegio sindacale e la società di revisione Bdo, tra il 24 e il 25 febbraio, hanno trasmesso segnalazioni al consiglio di amministrazione ai sensi del Codice della crisi e dell’insolvenza, concedendo dieci giorni di tempo per riferire sulle iniziative intraprese.

Ciò che è stato comunicato ieri da TISG segna dunque un’evoluzione rispetto alle precedenti informazioni rese al mercato. Se finora l’attenzione era concentrata sull’impatto economico degli extra budget e sull’erosione della cassa, ora il focus si sposta sulla tenuta dei presìdi di controllo interno e sulle responsabilità nella gestione delle commesse.

L’affidamento a KPMG di una due diligence forensic sull’intera gestione operativa e finanziaria indica la volontà di chiarire non solo l’entità degli scostamenti, ma anche il funzionamento dei meccanismi autorizzativi. In un gruppo quotato che opera su piattaforme full custom tra i 50 e i 100 metri, la tracciabilità dei costi di commessa e il rispetto dei budget autorizzati, rappresentano elementi centrali della governance industriale.

Resta ora da comprendere quale sarà l’effettiva dimensione degli extra costi e come incideranno sulla struttura patrimoniale del gruppo. L’esito della due diligence costituirà il passaggio tecnico determinante per valutare la sostenibilità finanziaria e la capacità di ripristinare un quadro di stabilità gestionale.

Nel frattempo, sul piano territoriale e occupazionale, la vicenda approda oggi a un confronto istituzionale: è infatti previsto un tavolo sollecitato dalla sindaca di Carrara, Serena Arrighi, al quale parteciperanno TISG e le parti sociali. Un passaggio che aggiunge una dimensione industriale e sociale alla crisi, in un distretto – quello di Marina di Carrara – dove la continuità produttiva del gruppo riveste un ruolo strategico per l’intero comparto nautico locale.

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