Groupe Beneteau: ricavi 2025 a 849 milioni, crescita attesa nel 2026

09/02/2026 - 19:23 in Editoriale by Press Mare

 

Il Groupe Beneteau ha comunicato oggi di aver chiuso l’esercizio 2025 con ricavi pari a 848,6 milioni di euro, in flessione del 18% rispetto al 2024 (-17,1% a cambi costanti), in un mercato che ha risentito per tutto l’anno del contesto macroeconomico e del rallentamento della domanda, in particolare nei segmenti vela e charter. La seconda metà dell’anno ha tuttavia mostrato un’evoluzione più favorevole rispetto al primo semestre. 

Nel primo semestre la contrazione era stata del 27,3% a cambi costanti, mentre nel secondo semestre il calo si è ridotto al 5,2%, grazie al contributo dei nuovi modelli e alla normalizzazione dello stock presso la rete distributiva. Il quarto trimestre si è attestato a 274,2 milioni di euro, penalizzato, stando a quanto dichiartato dal Gruppo, da ritardi nelle procedure di sdoganamento negli Stati Uniti per circa 20 milioni di euro di fatturato differito; al netto di questo effetto, le vendite del periodo sarebbero risultate sostanzialmente stabili. 

Il comparto vela, pari al 44% delle vendite barca del Gruppo, ha registrato ricavi per 362,8 milioni di euro, in calo del 26,6% a cambi costanti sull’intero anno, penalizzato dalla debolezza dei monoscafi e dalla frenata degli operatori charter. Stando sempre alle dichiarazioni di oggi, nella seconda parte dell’anno si è osservato un miglioramento legato all’introduzione di nuovi modelli, tra cui Oceanis 47 e 52 e Sun Odyssey 415, oltre ai catamarani Lagoon 38, Excess 13 e Lagoon 82. 

Il motore, che rappresenta il 56% delle vendite, ha chiuso a 456,4 milioni di euro (-9,8% a cambi costanti), ma con ritorno a segno positivo nel secondo semestre (+1%). Il Gruppo segnala continuità di domanda per la gamma M-Line di Prestige e contributi dai nuovi Swift Trawler 37 e Gran Trawler 63. Nel day boating si evidenzia la ripresa dei brand americani, sostenuta anche dal Wellcraft 38 T-Top e dal rinnovo delle gamme Four Winns. 

In Europa i ricavi sono stati pari a 477,6 milioni di euro (-15,6%), con ritorno a crescita nel secondo semestre (+2% a cambi costanti). La debolezza del mercato francese è stata in parte compensata dalle vendite di barche a motore in Italia. Nord e Centro America hanno registrato 226,2 milioni (-13,7% a cambi costanti), con domanda condizionata dall’incertezza economica e dall’introduzione di dazi, parzialmente bilanciata dal recupero del day boating. Il canale flotte e charter ha mostrato la flessione più marcata (-37,8%), con impatto rilevante sul mercato greco.

Gli ordini acquisiti nel 2025 sono cresciuti del 24% su base annua, sostenuti dai 23 nuovi modelli presentati e dall’attività commerciale svolta nei saloni. Il portafoglio ordini a inizio 2026 risulta su livelli superiori alle vendite degli ultimi dodici mesi, offrendo maggiore visibilità rispetto agli esercizi precedenti. Il piano industriale prevede 66 nuovi modelli tra 2025 e 2027. Il gruppo conferma il ritorno alla crescita dei ricavi nel 2026, con dinamica attesa più marcata nel primo semestre. 

Il quadro che emerge dai dati annuali 2025 risulta coerente con quanto il gruppo aveva indicato dopo il terzo trimestre. Nei dati Q3 erano già visibili tre segnali: stabilizzazione delle scorte nella rete, ripresa delle nuove commesse e progressivo riequilibrio del mix prodotto a favore del motore. Il consuntivo di fine anno conferma questa traiettoria, con un secondo semestre in recupero rispetto alla prima parte dell’esercizio e con un livello di ordini tornato superiore al fatturato degli ultimi dodici mesi.

Le indicazioni diffuse a novembre stimavano un quarto trimestre intorno ai 300 milioni di euro e un risultato operativo positivo nella seconda metà dell’anno. Il dato di fatturato del Q4 è risultato leggermente inferiore anche per fattori tecnici legati al citato problema dello sdoganamento negli Stati Uniti, ma la dinamica sottostante del sell-in appare allineata allo scenario di progressivo rientro.

Dal punto di vista industriale, la strategia di accelerazione dei lanci — 23 modelli nel 2025 e un piano più ampio su tre anni — ha sostenuto il portafoglio ordini e migliorato la copertura commerciale, soprattutto nei segmenti motore e multiscafi. Resta più lenta la normalizzazione del comparto vela monoscafi e del canale charter, che continuano a risentire della debolezza della domanda professionale e della prudenza degli operatori.

Nel complesso, i numeri indicano una fase di transizione: il 2025 chiude ancora in calo, ma con indicatori anticipatori — intake ordini, mix prodotto, portafoglio — orientati alla ripresa. La conferma della crescita nel 2026 sarà legata alla tenuta della domanda retail, all’evoluzione del quadro tariffario negli Stati Uniti e alla capacità della rete di assorbire i nuovi modelli senza ricostituire eccessi di stock. Per ora, la direzione indicata dai dati risulta tecnicamente coerente con quanto comunicato dal gruppo negli aggiornamenti trimestrali.

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