Ferretti International Holding respinge l’OPA di KKCG: “Nomineremo la maggioranza del CdA”

22/01/2026 - 09:53 in Editoriale by Press Mare

 

Ferretti International Holding S.p.A. (FIH), azionista di controllo di Ferretti S.p.A., ha formalizzato oggi la propria posizione sull’offerta pubblica di acquisto parziale lanciata da KKCG Maritime, dichiarando ufficialmente di non accettare e di non avere alcuna intenzione di accettare l’OPA.

Nel comunicato diffuso il poco fa, FIH ribadisce con chiarezza la natura strategica e di lungo periodo del proprio investimento nel gruppo forlivese e conferma la volontà di mantenere il controllo della governance della società, inclusa la nomina della maggioranza dei componenti del Consiglio di Amministrazione, a partire dal CEO.

FIH precisa che l’OPA parziale di KKCG non viene ritenuta coerente con la propria visione industriale e strategica per Ferretti Group. La holding sottolinea la piena fiducia nella strategia di lungo periodo della società, nei fondamentali industriali e nelle prospettive di crescita.

Dal momento dell’ingresso come azionista di controllo, FIH dichiara di aver sempre sostenuto uno sviluppo sostenibile del gruppo, garantendo continuità gestionale, stabilità nella governance e creazione di valore nel lungo periodo per tutti gli azionisti.

FIH ribadisce inoltre che il proprio investimento in Ferretti è da considerarsi strategico e non finanziario. In questa logica, la holding ricorda di aver già incrementato la propria partecipazione nel tempo e non esclude, in funzione delle condizioni di mercato e nel rispetto delle normative vigenti in Italia e Hong Kong, di poter valutare ulteriori aumenti della propria quota.

Una posizione che rafforza la percezione di un azionista industriale orientato alla stabilità e al controllo di lungo periodo del gruppo.

Sul piano della governance, FIH conferma di esercitare il controllo ai sensi dell’articolo 93 del Testo Unico della Finanza e dichiara l’intenzione di nominare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione anche nella prossima assemblea annuale.

L’obiettivo dichiarato è garantire continuità, stabilità e coerenza nell’esecuzione della strategia industriale di Ferretti Group, mantenendo un assetto di governo societario solido e allineato alla visione di lungo periodo.

FIH sottolinea inoltre che la propria comunicazione è resa esclusivamente in qualità di azionista di controllo e non rappresenta la posizione del Consiglio di Amministrazione di Ferretti S.p.A.

La presa di posizione di FIH arriva in un momento in cui l’OPA di KKCG appare già fortemente indebolita anche dal punto di vista di mercato. Il titolo Ferretti a Milano si avvicina alla soglia dei 3,9 euro per azione, mentre a Hong Kong ha raggiunto quota 40 HKD, pari a circa 4,40 euro al cambio.

Valori significativamente superiori ai 3,50 euro offerti da KKCG, rendendo l’adesione all’OPA sempre meno conveniente per gli azionisti.

A sostenere il rialzo delle quotazioni contribuisce anche l’attività di Weichai, che da settimane sta acquistando azioni Ferretti sia sul mercato di Hong Kong sia su quello di Milano, rafforzando progressivamente la propria posizione nell’azionariato.

A questo si aggiunge l’ingresso recente di Bader Nasser Al-Kharafi con una quota del 3%, che ha ulteriormente internazionalizzato la base azionaria del gruppo.

Alla luce del rifiuto ufficiale dell’azionista di controllo, della conferma della volontà di mantenere la maggioranza del CdA, dell’apprezzamento del titolo oltre il prezzo dell’offerta, degli acquisti continui di Weichai, e dell’ingresso di nuovi investitori strategici, l’OPA di KKCG Maritime appare oggi sempre più isolata sia sul piano industriale sia su quello finanziario.

Formalmente l’offerta resta in piedi fino all’avvio del periodo di adesione, ma il contesto attuale suggerisce che, alle condizioni proposte, le probabilità di successo siano ormai estremamente limitate.

Ferretti Group si avvia così verso la prossima assemblea degli azionisti con una governance che appare sempre più saldamente ancorata all’azionista di controllo e a una visione industriale di lungo periodo, mentre l’iniziativa di KKCG rischia di rimanere un tentativo di pressione finanziaria privo di reali prospettive di incidere sugli equilibri societari.

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