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Il 100 piedi Arca Fondi SGR Wild Thing allo Yacht Club Adriaco

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Arca Fondi SGR Wild Thing
Arca Fondi SGR Wild Thing

È stata presentata ieri presso la storica sede dello Yacht Club Adriaco di Trieste il 100 piedi da regata ARCA Fondi SGR – WILD THING lo scafo a disposizione del Fast and Furio Sailing Team.
 
Qualche mese fa, nella sede di Arca Fondi SGR a Milano, era stata svelata e presentata la sfida pluriennale da parte del team capitanato da Furio Benussi che, insieme ad Arca Fondi SGR, ha voluto ridare vita, nell’ambito di un progetto fortemente improntato ai valori dell’economia circolare, a uno tra i più veloci maxi yachts da regata mai realizzati e che, per troppo tempo, aveva abbandonato i campi di gara.
Profondamente rivisto e riportate a livelli di performance mai generati prima da questo scafo di carbonio, il nuovo Arca Fondi SGR – WILD THING ha raggiunto a inizio settembre Trieste dopo mesi di intenso lavoro da parte dello shore team nella base di Mahon (Minorca). Da ieri sono iniziati i primi training e speed test (con le nuove vele prodotte da Olimpic Sails) nell’ambito di una fase indispensabile alla creazione del feeling perfetto tra barca ed equipaggio.

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Arca Fondi SGR Wild Thing
Arca Fondi SGR Wild Thing

Ugo Loser, Amministratore Delegato Arca Fondi SGR – “ Una grande emozione vedere questa barca pronta a regatare, perché è il frutto di competenze, passioni e obiettivi comuni che si incrociano tra la visione di un team vincente come quello del Fast and Furio Sailing Team e la visione del nostro brand.  Vogliamo dimostrare come certe sfide possono nascere dalla gestione precisa e professionale di un insieme di singoli elementi e dal controllo di alcune variabili che, se affrontate nel modo corretto, permettono eccellenti performance e il raggiungimento di grandi risultati. La storia di questa barca che presentiamo oggi è questa e insieme lavoreremo duro per permettere al team di esprimersi al meglio nelle più importanti competizioni maxi internazionali”.
 
Furio Benussi team leader del Fast and Furio Sailing Team - “Siamo felici ed orgogliosi di poter iniziare oggi, da questo Club, la nostra sfida. Per me e per tutto il team a cui va il mio più sincero ringraziamento per il grande lavoro svolto fino ad ora, è una grande soddisfazione vedere questo gioiello nuovamente pronto a scatenare i cavalli dopo una pausa troppo lunga per un purosangue come questo. Il ringraziamento sincero di tutto il Fast and Furio Sailing Team va ovviamente al dott. Ugo Loser e ad Arca Fondi SGR che dopo averci affiancato nelle due precedenti stagioni, ha voluto consolidare il proprio investimento mettendoci in condizione di disporre di uno dei migliori Maxi in circolazione. Sono fiero che questa barca possa portare con sé il guidone dello Yacht Club Adriaco di cui mi onoro di far parte”.
 
Avv. Piero Fornasaro de Manzini, Presidente YCA - “Un giorno importante per lo Yacht Club Adriaco che grazie al socio Furio Benussi avrà il proprio guidone a poppa di Arca Fondi SGR- Wild Thing: una barca che non ha bisogno di presentazioni e che mira a confrontarsi in grandi palcoscenici.  Attorno a questa sfida si è creata una grande affinità di vedute e sinergia tra tutti coloro, in primis Arca Fondi SGR, che hanno reso possibile vedere oggi a Trieste questo 100 piedi che porterà ovunque i colori del nostro guidone sociale insieme anche all’anima rosa del Fast and Furio Sailing Team, il nostro equipaggio 49er FX di Francesca Bergamo e Alice Sinno”.

Arca Fondi SGR Wild Thing
Arca Fondi SGR Wild Thing

Arca Fondi SGR – Wild Thing farà il proprio esordio in regata venerdì 27 settembre in occasione della regata più antica regata offshore dell’Adriatico, la “Trieste – S.Giovanni in Pelago – Trieste” organizzata per il 58° anno consecutivo dallo Yacht Club Adriaco. Questa regata sarà anche la prima occasione da parte del Team per diffondere il messaggio di cui si è fatto parte attiva: quello di One Ocean Foundation a tutela e protezione dell’ambiente, per il quale il team ha sottoscritto e adottato il codice etico di comportamento come dettato dalla Charta Smeralda.
 

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