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Team Malingri pronto per battere il record Dakar-Guadalupa

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Team Malingri
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Le condizioni meteo, monitorate dai Malingri e da Navimeteo, sono buone: l’anticiclone finalmente sembrerebbe stare fermo in centro atlantico per il tempo sufficiente. Le depressioni previste lungo il tragitto sembrerebbero restare più, a nord, dando meno fastidio al flusso degli alisei. Rimangono due punti critici, che sono ora sotto continua verifica, la depressione che il 10 e 11 potrebbe dare fastidio a metà percorso e un’altra depressione che invece potrebbe complicare le cose dal 15 all'arrivo.

Con questa meteorologia é stato scelto di passare a sud del arcipelago di Capo Verde, scendendo gradualmente fino al 13° parallelo e navigando a quella latitudine per la maggior parte del percorso. Sempre pronti però a scendere più a sud, in caso apparissero dei cali di vento sulla rotta.

La partenza è prevista domenica 9 aprile verso le 10,30; la linea di partenza è definita da due boe in prossimità della piccola isola di Gorèe, situata immediatamente a sud del porto di Dakar. A bordo della barca appoggio ci sarà anche Benoit Hallier, il giudice del WSSR Council, che prenderà il tempo ufficiale e farà i debiti controlli per l'omologazione del record.

La rotta prevede la traversata dell’Oceano Atlantico da Est a Ovest, dall’Africa alle Antille, 2551 miglia  nautiche; si tratta di una  rotta interessata nella prima fase dagli alisei di N/E, nella seconda da quelli da E, e in quella finale da quelli di S/E. Zone di calma, che rallenterebbero di parecchio Feel Good, sono possibili nell’ultima fase e questo è difficilmente prevedibile adesso in quanto le previsioni accurate arrivano fino a 5 giorni, mentre la tendenza si delinea a 7/8 giorni dalla partenza. Gli ultimi 2/3 giorni Vittorio, Nico e Feel Good dovranno macinare miglia 

con “quello che passa il convento”. A questo proposito si cercherà di prendere più anticipo possibile nella prima e seconda fase, in modo da potersene “giocare” un po’ all'arrivo.

Le difficoltà: Attraversare un oceano su un piccolo catamarano non abitabile di 6 metri richiede una serie di attenzioni. Non per niente si parla di “extreme sailing”. E’ indispensabile evitare che il catamarano si rovesci, quelli piccoli tendono a farlo. Nel caso succedesse i Malingri hanno la possibilità  di  raddrizzare  la  barca  in  un  paio  di  minuti,  usando  il  proprio  peso  e  leve appropriate, ma devono farlo in fretta altrimenti l'albero galleggiante rischia di rompersi, in questo caso la barca si rovescerebbe completamente rendendo la faccenda molto più lunga e complicata.

Il resto è una questione di comfort, alimentazione, gestione del sonno e concentrazione sull'obiettivo per gli 11 giorni necessari, facendo camminare forte la barca. Non è facile fare tutte queste cose appollaiati sulle due terrazze laterali, su una barca che si muove in continuazione in velocità tra le onde.

Solo  cibi  freddi, ma si è scelto di non abbandonarsi alle  razioni  spaziali  per  conservare maggiore qualità e trovare nel cibo anche una fonte di appagamento psicologico. Piccoli salumi e formaggi sottovuoto dall'eccellenza italiana, carne secca, diversi tipi di gallette, noccioline, torroni di miele e cereali, corn-flakes e latte in polvere, cioccolato, succhi di frutta, biscotti dolci, frutta e verdura nella prima fase.

Si dorme come si può, senza lenzuola o sacchi a pelo, sulle terrazze che fungono anche da sedute. Si può contare solo sulla protezione di un tendalino e alcuni paraspruzzi di tela. V ittorio e Nico dormono alternandosi per conservare velocità e precisone di rotta.  Hanno previsto di riposare di notte, quando, anche per questioni di visibilità, si naviga più tranquillamente, e compensare con una navigazione più aggressiva nelle ore diurne che, a queste latitudini, sono parecchie.

Ma il rischio vero è quello mentale. Per arrivare a farcela in tempo Vittorio e Nico dovranno usare tutte le loro risorse umane e non perdere mai la volontà di farcela. L'alternanza di veglia e sonni brevi per giorni già di per se provoca una costante pesantezza di fondo. In tutto questo bisogna inoltra evitare la pigrizia ed eseguire le manovre, decidendo lucidamente la rotta da tenere, rispettarla accuratamente per ottimizzare i tempi della navigazione, mantenere la calma per affrontare gli inevitabili problemi in barca. Insomma “starci dentro” e tornare velocemente a casa.

I record men: Vittorio Malingri, classe 1961, pioniere della vela oceanica italiana, è stato il primo azzurro a partecipare al Vendeé Globe, l’“Everest dei mari”. Nico Malingri, secondogenito di Vittorio, 25 anni, ha attraversato a vela l’Atlantico 11 volte ed è qui alla sua prima prova agonistica.

La barca: Feel Good, un catamarano in carbonio di sei metri non abitabile, è considerata l’imbarcazione più veloce e innovativa della sua classe. Può tenere medie attorno ai 15 nodi, con percorrenze di oltre 300 miglia al giorno.

Vittori e Nico Malingri fanno parte del Citroën Unconventional Team (CUT), fucina di talenti degli sport adrenalinici che per stile di vita condividono una visione non convenzionale

Vittorio Malingri, già pioniere della vela d’altura, e suo figlio Nico intendono superare in doppio il primato attuale della Dakar-Guadalupa (ad ora 11 giorni, 11 ore e 25 minuti detenuti dai navigatori francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin), il record oceanico più classico della classe di imbarcazioni F20 (f ormula 20').

L’impresa è supportata da Citroën, main partner, e da OneSails, partner tecnico.