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Italian Yacht Design Conference: domani a Milano la terza edizione

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Locandina Italian Yacht Design Conference
Locandina Italian Yacht Design Conference

Domani mercoledì 28 novembre presso l’Aula Castiglioni del Politecnico di Milano sede Bovisa, la terza edizione del convegno che riunisce le migliori espressioni di industria e design nautico. Sui discute di progetto, innovazione e sullo sfondo il tema della sostenibilità, di cui non si può tacere.

Sono le aule di una delle più importanti scuole di design ad ospitare la terza edizione del convegno Italian Yacht Design Conference, un momento che unisce i diversi attori della progettazione per la nautica da diporto, studenti, designer formati, industria. “In un contesto in cui i cambiamenti ci costringono a modificare rapidamente paradigmi per concepire nuovi prodotti, servizi nonché processi produttivi per veicolarli sul mercato - ha affermato Silvia Piardi, direttore del Dipartimento di Design - la possibilità di disporre di designer capaci di interpretare i segnali del cambiamento risulta più che mai strategico per qualsiasi comparto industriale. È un tema che ci ha visti impegnati negli ultimi vent’anni in modo specifico nel settore nautico e che certamente ha contribuito a supportare l’industria italiana nel ritagliarsi quel primato a livello mondiale che continua a essere legato alla capacità di generare idee, cultura e qualità”. Il coordinamento scientifico è a cura di Andrea Ratti, professore associato, direttore del Master in Yacht Design, coordinatore della laurea magistrale in design navale e nautico del polo universitario di La Spezia e di Antonio Vettese giornalista e scrittore con esperienza specifica nella nautica. Il titolo non espresso è infatti “il tavolo dell’architetto”, che sottintende quel mix di esperienze e culture che completano il percorso di progettazione.

L’intenso programma si apre con la presenza di tre ex studenti che hanno avuto fortune diverse nel campo della nautica: Silvia Sicouri ha navigato alle Olimpiadi di Rio, i designer Nicolò Piredda che lavora presso il cantiere olandese Oceanco e Pietro Cardinetti collaboratore del designer Philippe Briand. L’oceanografo Sandro Carniel, che lavora per Ismar Cnr ed è nel comitato scientifico di One Ocean Foundation, porrà l’accento sui temi ambientali che il progettista deve ormai considerare nel suo lavoro: “Studiamo da tempo come riscaldamento e altre dinamiche globali stiano profondamente cambiando il nostro oceano – racconta - Lo facciamo con rigore e metodo scientifico, ma è molto importante che, seppur lentamente, se ne parli anche oltre gli steccati degli specialisti. Perché il ruolo fondamentale dei mari deve diventare cultura diffusa. Eventi come questo servono a far maturare una presa di coscienza generale. Tuttavia è importante sottolineare come nelle varie fasi progettuali di un prodotto la salvaguardia dell'ambiente marino deve essere trattata con un approccio scientifico, e non come strumento al servizio del marketing. Gli strumenti soni la massima attenzione all'impiego di materiali riutilizzabili, riduzione degli impatti legati alle emissioni dei motori, miglioramento dell'efficientamento energetico del mezzo navale e delle rotte, analisi a priori sulle performance grazie a modelli matematici avanzati, sviluppo di sistemi in grado di compiere auto-diagnosi e programmare cicli di manutenzione intelligente. Sono solo alcuni degli esempi che dovrebbero guidare l'azione dei prossimi anni”.

Sarà Luca Bassani Antivari ad aprire la lunga serie delle relazioni, la sua capacità di innovazione, che con il suo marchio Wally ha sradicato alcuni concetti che tenevano tutto il settore in una comfort zone ancorata a tradizioni funzionali ed estetiche.
“Sono molto orgoglioso di ripercorrere la storia delle innovazioni Wally e di illustrarne la genesi per la prima volta – ha detto Luca Bassani - credo sia importante trasmettere ai futuri progettisti navali il percorso che abbiamo seguito in Wally fin dall’inizio grazie al quale abbiamo rinnovato il design nautico, giacché ritengo che la funzione sia alla base del design. Sono grato agli organizzatori e al Politecnico di Milano di darmi questa opportunità”.

Poi l’architetto Aldo Cingolani, che con Bertone Design ha una specifica esperienza nel settore automotive, sempre osservato come fonte di ispirazione dal mondo nautico.

Michele Gavino interviene per Cantieri Baglietto, cantiere storico che si affaccia al mondo explorer e sostenibile affrontando nuovi problemi per il diporto. “Per quanto la tecnologia oggi sembri annullare ogni limite – dice - il mondo offre ancora spazi inesplorati e lontani che occupano la nostra fantasia. Ed è forse quest’ultima frontiera di “esplorazione” a spingere sempre di più gli armatori verso imbarcazioni fatte per navigare dai poli all’equatore, alla ricerca di nuova conoscenza, in sicurezza e portando con se’ quanto necessario per vivere il viaggio in pieno comfort. Questo spiega la crescente richiesta da parte del mercato di “explorer yacht”. E navigare gli oceani sollecita riflessioni sulle sorti del nostro mare, così il tema della sostenibilità diventa imprescindibile per gli explorer yachts e deve diventarlo per l’intera industria nautica”. Ad aprire i lavori del pomeriggio Max Sirena, skipper di Luna Rossa ora al lavoro per la prossima edizione della Coppa America: i temi e i processi del mondo della regata somigliano molto a quelli dell’industria: non è tanto diverso cercare la velocità assoluta e il prodotto migliore.

Il designer Francesco Paszskowski, che è un riferimento per il settore dei megayacht, grande firma del made in Italy indagherà le diverse modalità di relazione che si tratti di disegnare per un armatore o per un cantiere: “Progettare uno yacht è un percorso complesso ed interessante perché porta ad affrontare una serie di problemi che richiedono un approccio di grande apertura mentale – dice il designer fiorentino - Uno degli stimoli fondamentali viene dal rapporto con il committente, diverso a seconda che si lavori direttamente per un armatore o lo si faccia per un cantiere. Sono due modalità che creano esigenze e relazioni spesso lontane tra loro. Il Politecnico rappresenta una proficua fucina di nuove leve per il futuro dello yacht design”.

Fulvio De Simoni è una firma storica con poche apparizioni pubbliche che ha saputo portare innovazione e stile lavorando molto su barche veloci. Lo Studio Rapisardi, con Maria Cristina Rapisardi (primo armatore italiano a percorrere il famoso “passaggio a nord ovest”) si occuperà di quegli aspetti di tutela della proprietà intellettuale che sono sempre più attuali in un mondo dove la circolazione di informazioni e la banale ispirazione sembra la norma. Enrico Chieffi, vice presidente di Nautor, racconterà l’impegno della dirigenza del cantiere che produce le barche più leggendarie, gli Swan, a conservare i valori che hanno fatto grande il marchio e la modernità necessaria a restare competitivi. Una presenza importante è German “Mani” Frers, erede di quello che può a ragione essere considerato il miglior progettista di barche a vela e anche lui protagonista di un percorso importante che lo porta a disegnare barche particolari. Chiude la giornata Massimo Paperini, che si occuperà di un tema tecnico ma non banale: la rappresentazione del progetto. In un settore che spesso da più importanza ai rendering che alle idee ha il suo valore.

La terza edizione della Italian Yacht Design Conference sarà presto l’Aula Castiglioni del Politecnico di Milano sede Bovisa il giorno 28 novembre, inizio delle registrazioni alle 9 e 15. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.