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Vela: da Les Sable d'Olonne a Tropea, il viaggio continua

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Da Les Sable d'Olonne a Tropea
Da Les Sable d'Olonne a Tropea

9/12/15 L’autobotte spunta dietro le colline solo dopo le 10.00. Giusto il tempo per un rabbocco di cambusa. Finito il bunkeraggio riprendiamo il largo. Adios Viveiro! Vento in poppa e onda da est. Sfiliamo a nord di La Coruna. Riprende il tran tran dei turni tra l’alta costa spagnola, che sfila a sinistra e l'oceano Atlantico.

Durante la notte i delfini ci fanno compagnia ancora una volta. Siluri luminescenti che, sotto il pelo dell'acqua, lisciano la nostra fiancata. Illuminando con la lampada frontale scopriamo che c'è un branco di acciughe che saltano fuori dall'acqua in centinaia di riflessi argentati. La maggioranza sfugge ma delle più deboli o sfortunate i predatori fanno sicuro pasto. Uno spettacolo indimenticabile.

10/12/15 Continua la navigazione con prua verso Sud. I turni scandiscono la routine e i giorni passano sempre uguali, ma c'è sempre qualche chiacchiera da fare via radio con le altre barche, leggere, osservare l’Atlantico e svuotare pian piano la nostra oceanica, ma sobria cambusa. Ci sarà tempo all’arrivo a Tropea per bere un bel rosato di Cirò, giocare a bocce e fare gli spiritosi con le cameriere. Prima abbiamo ancora davanti quasi 2000 miglia ad alcol zero, come i nostri gentili lettori già sanno. Scatolette da marinai, patate, riso, carne, acqua, ma niente bibite frizzanti e imperialistiche. Quelle bolle calde piene di democrazia americana purtroppo fanno venire il mal di mare. Vi ricordate il subcomandante Marcos? Lui di coca cola ne beveva un secchio al giorno (“così finisce prima”) ma la guerriglia la faceva sulle montagne del Chapas, mica in catamarano!

Noi comunque non siamo qui per esportare socialismo libertario. Siamo marinai, e oggi per noi è un giorno speciale: doppiamo Capo Finisterre, il cui nome risuona con una suggestione che la vicinanza con il santuario di Santiago de Compostela rende addirittura mistica.

La rotta stabilita è molto discosta da terra, ben oltre la scarpata continentale, perché di fronte al Portogallo il traffico è veramente consistente. Di notte occhi sul cartografico che rileva i segnali AIS, ma anche a prua perché alcuni pescherecci, gelosi delle loro posizioni, tengono spento. Intanto il cielo limpido e la distanza da terra permettono di fare un po' di ripasso della via lattea: la Cintura di Orione, ben visibile in questa stagione, Cassiopea a forma di W, l'Orsa Maggiore, (come è ruotata rispetto all'estate mediterranea!). E la stella polare, piccola e preziosa guida, fissa al paterazzo. Passiamo Finisterre nottetempo e continuiamo verso Sud, grazie alle buone condizioni meteo che ci accompagnano.

 11/12/15 Oggi atterriamo per un rifornimento di gasolio e cibo al porto di Peniche, anche perché poi è prevista navigazione continua fino a Gibilterra (e come è noto anche a Pulcinella: “Pe’mmare nun c’è taverna!”).

Ormeggiamo alle 13.00, tra un peschereccio e l’altro. Grossi capannoni dedicati alla lavorazione del pesce dominano tutta la zona nuova del porto. Dall'altra parte c'è quello che un tempo era il paesino dei pescatori, dominato dalla rocca sul capo. Abbiamo tempo per percorrere qualche vicolo, trangugiare dell'ottimo Bacalaho e rientrare in barca. A metà pomeriggio salpiamo, ma un problema ad un carrello della canaletta della randa ci rallenta. In ritardo ci rimettiamo in rotta, questa volta molto più a costa rispetto a ieri. È un incubo di segnali di reti e nasse! Cercare di evitarle di giorno è un sport complicato, ma di notte, complice la luna nuova, diventa addirittura una specialità da olimpiadi dello Jedi. Sul VHF arriva l’appello di Ugo: “marinai, usate la forza!!”

Sono pochi i secondi per staccare l'autopilota in emergenza e accostare. Diversi segnali scorrono a pochi metri dallo scafo senza poter toccare i comandi. Una cima nell’elica non è quello che ti auguri a dicembre in oceano. La mano è sempre pronta a mettere in folle al primo rumore sospetto. Ma l'incrocio peggiore avviene di notte quando due pescherecci giganteschi senza AIS incrociano contemporaneamente le nostre prue. È difficile capire dove vanno perché cambiano rotta repentinamente e le grosse lampade per illuminare le reti ci abbagliano. La difficoltà nel valutare le distanze di notte fa il resto. Qualcuno di noi rallenta e modifica la rotta vistosamente, mentre altri, interrompendo la paranza, sfilano vicini, forse attratti da quella forma galleggiante di morte nera.

 12/12/15

Il resto della notte passa senza problemi. Il Nuovo obiettivo è Cabo sao Vicente, spartivento naturale a sudovest della penisola iberica. Una stretta finestra di tempo stabile ci obbliga a puntare a sud il più velocemente possibile. Tra poco a questa latitudine si alzeranno venti fino a 8 BF con onda molto significativa. Il vento di Sud Est ci rallenta e le nuvole sono sempre più minacciose. In prossimità del capo un cumulonembo in formazione ci sfiora e ci scarica un po' di pioggia addosso. Successivamente in poche centinaia di metri il vento salta di 90 gradi a Sud Ovest: abbiamo agganciato l'alta pressione che ormai da giorni impera sull'Europa. La finestra che aspettavamo è "spalancata" di fronte alle nostre prue! Lasciamo a sinistra Cabo sao Vicente e accostiamo verso Gibilterra. Intanto Cristian, il comandante del 380 non sta bene ma decide di continuare il più possibile verso la meta.

13/12/15 Il vento, prima di bolina larga, gira in prua all’imbrunire, ma fortunatamente cala di intensità. Procediamo a motore, tra qualche chiacchiera alla radio con i compagni "turnisti", una boa scampata per un pelo e la compagnia gli amici delfini, sempre meno a dire il vero. I mari pescosi più a nord danno maggiori possibilità ai nostri cari mammiferi marini.

Il peggioramento delle condizioni di salute del comandante ci impone una sosta a Barbate, poco fuori dallo stretto. I turni sono un po' stravolti, ma la vicinanza della meta, il mare calmo e il traffico marittimo ridotto forniscono a tutti un supplemento di motivazioni ed energie.

Ricordiamo a tutti gli appassionati che stanno seguendo la navigazione dei nostri amici sui catamarani, che è possibile monitorare la loro rotta effettuando il link al seguente indirizzo: http://bit.ly/1NfpuzB

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