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Omaggio al Marianna L motoveliero per l’isola dell’amore eterno

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Omaggio al Marianna L motoveliero per l’isola dell’amore eterno
Omaggio al Marianna L motoveliero per l’isola dell’amore eterno

Libri e fiumi di parole si leggono sulla storia di navi celebri, pochissime o per niente per la memoria delle navi di medio e piccolo cabotaggio che hanno fatto lavorare tanti marinai e navigare migliaia di passeggeri felicemente, come il motoveliero che per circa vent’anni ha portato all’’isola di Giannutri - una delle “sette perle” dell’Arcipelago Toscano davanti al Promontorio dell’Argentario chiamata dai suoi veri conoscitori l’isola dell’amore eterno per la dolce e solitaria vicenda d’amore di Marietta Moschini con l’ardito Gualtiero Adami capitano Garibaldino, vissuta lì insieme fino alla morte - gli ospiti delle residenze estive e escursionisti amanti dei luoghi incontaminati e della tranquillità che Artemare Club, grazie
alle documentazioni e i racconti ricevuti da Alberta Costaglione, figlia dell’ultimo comandante della “Marianna L”, ricorda con questo scritto e con un  manifesto esposto nella sede dell’Associazione nel Corso antico di Porto Santo Stefano.

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Ex Adele, Aristide, Marianna Dormio, la “Marianna L” è stato un motoveliero misto armato dal Porto Romano Giannutri sas, società costituita per Giannutri negli anni 60 per iniziativa del romano Vittorio Battaglia e finalizzata alla realizzazione di villette nella piccola isola “della mezzaluna”. Le presenze giornaliere sull’isola variavano dalle 20 persone del periodo invernale alle 600 di quello estivo tra queste diversi personaggi celebri da Mario Monicelli a Maria Canale da Nino Castelnuovo a Naj Oleari da Luxardo ai Malaspina.

Il Marianna L. nasce però come motoveliero da carico  nel 1947 di proprietà Giuseppe Dormio di Monopoli, nel 1959 passa a Baldassare Cicero di Palermo e nel 1960 a Antonio Betti di Viareggio poi a Giuseppe Vassallo Isidoro Vallone e nel 1963 a Giuseppe Battaglia e poco dopo alla Porto Romano sas che lo fa trasformare in motoveliero misto nei cantieri di Viareggio con capacità di imbarcare 180 passeggeri e 100 tonnellate di carico, nella sua stiva vengono alloggiati due contenitori da 25.000 litri ciascuno per le essenziali esigenze idriche dell’isola.

Il traghetto svolge per tanti anni la sua attività navale principalmente per i collegamenti tra Porto Santo Stefano e le isole del Giglio e di Giannutri, con l’equipaggio formato dai padroni marittimi Ettore Sordini prima e poi Benedetto Costaglione e dai marinai Marcello Moriani, Guido Lavoratori, Luigino Perillo, Elio Capitani e Mario Ballerano – si chiede venia se manca qualcuno - fino al 27 luglio del 1978, quando affonda per cause non precise nella Baia di Talamone, come riportato nei libri del naviglio della Capitaneria di Porto di Livorno,  in un punto contraddistinto con le coordinate lat. 42°30’39” nord long. 11°81’48” est.

Quest’estate, regole pandemia covid permettendo, Artemare Club si recherà con il proprio tender sul luogo dove è inabissato il Marianna L per una breve cerimonia di ricordo di etica marinaresca per le unità navali che sono in fondo al mare.

Omaggio al Marianna L motoveliero per l’isola dell’amore eterno
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