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Canale di Suez: Artemare ricorda il ruolo della Marina allo sminamento del 1984

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 Il Canale di Suez, fonte Wikipedia - U.S. Navy
Il Canale di Suez, fonte Wikipedia - U.S. Navy

I fatti di mare di questi giorni con il blocco del Canale di Suez per l’insabbiamento della Ever Given, tra le più grandi navi portacontainer del mondo e con più di 400 navi impedite a proseguire la loro navigazione, danno l’occasione a Artemare Club di ricordare la fondamentale importanza della libera navigazione dei traffici marittimi per l’economia mondiale e una delle importanti missioni della nostra Marina poco conosciuta.  
 
Con una grande festa a Porto Said il 17 novembre del 1869 veniva inaugurato il Canale di Suez, realizzato dal francese Ferdinand de Lesseps su progetto dell'ingegnere italiano Luigi Negrelli, consistente di due tratte, a nord e a sud del Grande Lago Amaro, costruzione che durò 10 anni, lavoro svolto grazie a una cooperazione tra molte nazioni europee.

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Il Mediterraneo così si allargò improvvisamente e per il commercio internazionale fu la prima vera fase del processo della globalizzazione che vide coinvolta anche l’Italia, che si trovò davanti a una concreta possibilità di sviluppo con i propri porti per il commercio dei propri manufatti grazie alla diminuzione dei costi dei noli.
 
Per tale importanza, nel 1984 la Marina Militare italiana partecipò alla missione marittima internazionale, l'operazione Red Sea Demining, svolta tra la fine di agosto e la fine di ottobre, che l’ha vista impegnata con  le marine militari americana, britannica, francese ed egiziana in operazioni di sminamento e bonifica delle acque, quando nella zona immediatamente a sud del Canale di Suez alcune esplosioni subacquee avevano provocarono l'interruzione della navigazione commerciale, come risultato di un'operazione terroristica su vasta scala che riportò alla ribalta l'efficacia delle mine navali e l'urgenza di non sottovalutarne la minaccia.

A partire dai primi di luglio alcune esplosioni di mine navali nel Mar Rosso nella zona immediatamente a sud del Canale di Suez provocarono l'interruzione della navigazione commerciale, l’Egitto fece richiesta di un intervento internazionale di bonifica delle acque, considerando l'importanza del canale come via di traffico di importanza mondiale facendo richiesta al governo italiano di unità navali di contromisure mine.

La Marina Militare inviò per le operazioni di bonifica un gruppo navale formato da tre cacciamine e dalla nave appoggio Cavezzale, l'operazione denominata in ambito italiano Missione Mar Rosso, ebbe inizio il 21 agosto quando venne costituito il 14º Gruppo Navale formato dalla nave appoggio Cavezzale, con compiti di unità comando e supporto, nello stato maggiore un giovane comandante Daniele Busetto di Artemare Club, dai cacciamine Frassino, Castagno e Loto.

Le unità del 14º Gruppo Navale lasciarono La Spezia il mattino del 22 agosto, arrivando a Porto Said la sera del 28 agosto e dopo aver transitato il canale di Suez il 29 agosto nelle stessa sera giunsero nella base navale di Adabiya, iniziando le operazioni il mattino del 31 agosto nella Baia di Suez, la zona di maggiore priorità; tali operazioni durarono fino al 17 settembre. In media venivano utilizzati due cacciamine, con il terzo in porto per manutenzione.

Il 18 settembre le unità si trasferirono al Grande Lago Amaro dove le operazioni iniziarono il 19 settembre ma vennero interrotte la sera del 20 settembre a seguito della richiesta egiziana di intervenire urgentemente nell'area di seconda priorità nel Golfo di Suez dopo che era stata registrata un'ulteriore esplosione nella parte centrale del Golfo, assegnata agli inglesi riaccendendo così le preoccupazioni generali.

Il 21 settembre il 14º Gruppo Navale si trasferì nella nuova area operando 23 settembre al 3 ottobre impiegando giornalmente tutte le unità dall'alba al tramonto. Ultimate le operazioni le unità lasciarono la zona facendo rientro ad Adabiya da dove il 5 ottobre si trasferirono al Grande Lago Amaro per completare le operazioni interrotte precedentemente, che vennero ultimate il 7 ottobre. Dopo un trasferimento ad Ismailia per uno scalo tecnico il 10 ottobre, le unità iniziarono il viaggio di ritorno verso l'Italia, giungendo a La Spezia il mattino del 19 ottobre.
 
La missione ha visto impegnate le unità di contromisure mine per 59 giorni, di cui 42 trascorsi nelle zone di operazioni, esplorando in totale un'area di 124 miglia quadrate, effettuando in totale 2.485 ore di moto e percorrendo 15.644 miglia. Al rientro i partecipanti della “mission accomplished” ricevettero onorificenze e riconoscimenti internazionali.
 

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