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Artemare club: Il brigantino Spluga e fu yachting all’Argentario

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Il brigantino Spluga in testa al molo del Porto del Valle a Porto Santo Stefano - archivio Artemare Club
Il brigantino Spluga in testa al molo del Porto del Valle a Porto Santo Stefano - archivio Artemare Club

Artemare club ricorda la storia dello Spluga all’Argentario, ormeggiato nella darsena vecchia del Porto del Valle di Porto Santo Stefano, un vecchio brigantino dove sessant’anni anni fa nacque la prima sede dello Yacht Club Santo Stefano, residenza galleggiante che diventò con gli anni il punto d’incontro di molti personaggi con la passione della vela  a quel tempo frequentatori del Promontorio, fra i quali i Reali dei Paesi Bassi. Lo Spluga, termine che significa "spelonca" o anche "grotta", varato nel 1903 ebbe anche i nomi Aurora e Giuseppe Donato ed era un brigantino da carico a vela che nel 1946 fu dotato di motore ausiliario, per continuare il cabotaggio tra porti del Mediterraneo, l’ultimo armatore fu Stefano De Pirro di Porto Santo Stefano. Ristrutturato per l’occorrenza nella sua stiva fu ricavato un ampio salone per gli eventi a bordo.

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Agli inizi degli anni 70, a seguito dello sviluppo commerciale del Porto del Valle, non fu più possibile tenere ormeggiato lo Spluga al molo e conseguentemente lo YCSS trasferì la sua sede nella Villa Cortesini, bellissima residenza sulla costa della vicina Rada di Pozzarello. Fu decisa la fine dello storico brigantino Spluga per autoaffondamento e dopo aver ottenuto i necessari permessi dell’Autorità Marittima furono mantellate le infrastrutture e l’11 gennaio 1972 il brigantino trainato dal motopesca Montecristo a 4 – 5 miglia a ponente dell’Isola del Giglio  verso le ore 15 alla presenza di una motovedetta della Capitaneria di Porto Santo Stefano lo scafo fu fatto colare a picco in un fondale di 700 metri, con tre cariche esplosive poste a prua al centro della stiva e a poppa, dai marinai Bruno Bertelli e Alfredo Fanciulli detto Pecione e da Antonio Loffredo detto Canapino capitano del motopesca, le cariche furono poste da Gino Tantulli palombaro di Porto Santo Stefano  .

La fine più dignitosa per una imbarcazione, con cerimonia tradizionale per il mondo del vero yachting, consona per un’unità del suo rango costruita per veleggiare sul mare e nel mare riposa da 10 lustri!

Lo Spluga nel 1961- archivio Artemare Club
Lo Spluga nel 1961- archivio Artemare Club

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