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Appello di Papa Francesco per marittimi bloccati in tutto il mondo

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Mappa che mostra in tempo reale tutte le navi del mondo
Mappa che mostra in tempo reale tutte le navi del mondo

Domenica 20 dicembre anche Papa Francesco all’Angelus ha ricordato i 400.000 marittimi bloccati in tutto il mondo per il coronavirus per non dimenticare questo popolo del mare. Per un Natale per tutti uguale anche per i marittimi, e l’Argentario ne ha tanti apprezzati internazionalmente, scrive Artemare Club da Porto Santo Stefano deve essere messo in atto un programma specifico per il turn over di centinaia di migliaia di marinai intrappolati a bordo delle loro navi, incapaci di sbarcare a causa della restrizioni vaccinadoli in via prioritaria, riconoscendo ai marittimi il ruolo di “lavoratori chiave”, per la pandemia.

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L’ISPI – il prestigioso Istituto per gli Studi di Politica Internazionale riporta che la crisi provocata dal Covid-19 ha colpito il commercio mondiale, già indebolito nel 2019 a causa delle tensioni tra Cina e Stati Uniti, delle incertezze sulla Brexit, di dispute commerciali e dell'ascesa di molte politiche protezionistiche rafforzate dalla pandemia che ha accelerato questa tendenza. Secondo un rapporto del Global Trade Alert, alla fine del 2019 si registrava un maggiore protezionismo e una minore liberalizzazione del commercio, che a detta dell’UNCTAD influisce sul commercio marittimo mondiale,  alla fine del 2020 pare si registrerà un calo del 4,1% ma con la ripresa della produzione globale, il commercio marittimo dovrebbe tornare crescere del 4,8% nel 2021, Ciò naturalmente se non si verificheranno nuove ondate di pandemia che, colpendo le catene di approvvigionamento, le reti di trasporto e i porti, porterebbero a un crollo dei volumi di carico, mettendo a rischio le prospettive di ripresa, già molto incerte sia nel breve che nel lungo periodo. Per quanto riguarda le merci, alla fine del 2020, si stima un calo pari all’1,9% nel trasporto via mare dei containers e il settore del crocieristico quasi interamente bloccato da marzo 2020,  sia in Europa che negli Stati Uniti. In Italia, le crociere, rimaste ferme in primavera e per buona parte dell'estate fino a metà agosto, tornano a fermarsi a seguito del DPCM del 3 dicembre 2020 che stabilisce la sospensione dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 dei servizi di crociera delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo o di destinazione finale porti italiani. È altresì vietato alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera di fare ingresso nei porti italiani, anche per soste inoperose.

Secondo recenti statistiche, a causa del Covid-19, il mancato contributo all’economia italiana del turismo crocieristico a fine 2020 è pari a 1 miliardo di euro e si stima che, a fine anno, i passeggeri movimentati nei porti nazionali saranno circa 800 mila, con un crollo del 93,5% rispetto al 2019, con un ritorno ai livelli del 1993. Però i protocolli sanitari adottati dal settore crocieristico in collaborazione con le autorità, hanno dimostrato la loro piena efficacia negli ultimi quattro mesi di operatività e pare che il modello italiano rappresenta un’eccellenza presa a riferimento in tutto il mondo che fa sperare bene per il triennio 2021-2023 tenuto conto anche di 44 nuove navi ordinate a cantieri italiani.

Delle numerose problematiche che penalizzano un gran numero di compagnie di navigazione, la principale è la crisi umanitaria venutasi a creare a causa delle restrizioni ai viaggi internazionali introdotte dai governi per contrastare la pandemia da Covid-19, con più di 400.000 marittimi rimasti bloccati in mare per mesi, oltre la scadenza dei loro contratti, situazione insostenibile sia per il benessere dei marittimi, sia per la stessa sicurezza delle navi, e così tutte le organizzazioni marittime internazionali si sono attivate chiedendo alle istituzioni nazionali e mondiali di intervenire per risolvere la situazione, l’IMO – l’International Maritime Organization, l'Agenzia delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza e della protezione delle navi e della prevenzione dell'inquinamento marino ha redatto un protocollo per garantire avvicendamenti sicuri degli equipaggi attraverso i confini internazionali evitando di mettere a rischio il commercio mondiale. Il 1° dicembre l’Assemblea delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione che riconosce tale ruolo alla gente di mare e incoraggia i governi ad attuare immediatamente misure per consentire i cambi degli equipaggi garantendo l'accesso alle cure mediche per tutto il personale marittimo.

Artemare Club ricorda che il 90% del commercio mondiale viaggia via mare e senza le navi, metà della popolazione del pianeta morirebbe di fame e l’altra metà morirebbe di freddo e in questo periodo il trasporto marittimo, non si è mai fermato, rivestendo un ruolo fondamentale assicurando gli approvvigionamenti necessari alla popolazione e in particolare le forniture medico-sanitarie e molti prodotti venduti nei supermercati. L“Annus Horribilis” per l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza il ruolo vitale del trasporto marittimo e di tutta la Blue economy per la vita quotidiana specialmente per l’Italia, povera di materie prime e grande esportatrice di manufatti!

Navi da crociera ferme alla fonda a Civitavecchia
Navi da crociera ferme alla fonda a Civitavecchia

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