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La Prima Mappa degli Abissi ad Artemare Club

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Marie Tharp mappa dei fondali degli Oceani
Marie Tharp mappa dei fondali degli Oceani

Artemare Club da domenica 20 settembre per una settimana espone nella propria sede operativa al Corso antico di Porto Santo Stefano la rara “Prima Mappa degli Abissi” per ricordare a 100 anni dalla nascita  la grande donna di mare Marie Tharp, geologa e oceanografa americana che la realizzò.

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Pioniera nel suo campo, la rinomata cartografa Marie Tharp ha indubbiamente influenzato il corso della geografia della metà del XX secolo in America, nata nel 1920, la sua infanzia è stata caratterizzata dal precoce studio della scienza della terra grazie al padre, William Tharp, incaricato dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti di redigere mappe del suolo. Con l'inizio della seconda guerra mondiale, le Università degli Stati Uniti iniziarono ad ammettere più donne nei programmi scientifici, nella speranza di sostituire la forza lavoro maschile impegnata negli eventi bellici e così Marie Tharp ebbe l'opportunità di laurearsi sia in geologia che in matematica e successivamente lavorare al Lamont Geological Observatory della Columbia University, per la bozza di mappe del fondo oceanico in base ai dati raccolti dalla tecnologia di ecolocalizzazione presente a bordo di navi.

La Mappa degli abissi della Tharp appare ancora sorprendente al giorno d’oggi, con questa importante carta oceanografica la scienziata fece notare la catena montuosa fatta di vulcani attivi e spaccature a metà del fondale oceanico, che oggi chiamiamo  dorsale oceanica all’origine dell’espansione degli oceani e del conseguente movimento delle placche terrestri, a dimostrazione della tettonica a zolle e della deriva dei continenti, tesi rappresentata da Alfred Wegener decenni prima e mai presa in seria considerazione dalla comunità scientifica fino alla conferma del celebre Jacques-Yves Cousteau con i suoi filmati sottomarini.

La qualità e la quantità del contributo di Marie Tharp come cartografa donna sono probabilmente senza precedenti, nonostante l’Oceonografia sia stata materia di uomini, ha avuto un impatto duraturo sulla comunità scientifica con la pubblicazione della sua mappe e la sua co-paternità di diversi libri e articoli, rendendo accessibile il fondale marino del mondo prima completamente inesplorato.

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