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Per i marittimi italiani servono maggiori investimenti in formazione

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I marittimi italiani sono in grado di affrontare le sfide che impongono le nuove normative internazionali? Che impatto hanno le nuove tecnologie sia sulla vita di bordo che, soprattutto, sulla formazione dei lavoratori? E infine, nella preparazione degli equipaggi siamo più indietro o più avanti rispetto agli altri paesi europei?

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Con l’intento di dare una risposta a queste domande Archimede Maritime Training Network, in collaborazione con DNV GL e con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, ha radunato oggi a Roma una dozzina di esperti, italiani e stranieri.

Il forum, tenuto presso il comando della Guardia Costiera e intitolato“21st Century Maritime Training – La formazione marittima futuribile”, ha visto interventi di altissimo livello, che hanno suscitato grande interesse da parte degli oltre cento professionisti del settore marittimo che si sono accreditati.

Archimede Maritime Training Network: per i marittimi italiani servono maggiori investimenti in formazione
Archimede Maritime Training Network: per i marittimi italiani servono maggiori investimenti in formazione

L’evento è stato organizzato da Archimede Maritime Training Network, l’alleanza siglata nel 2016 fra i tre più importanti centri di addestramento liguri nel settore marittimo e cioè Ente per l'addestramento di osservatori radar (controllato all'80% dall'Accademia Italiana della Marina Mercantile), Litav, che si occupa di formazione marittima superiore, e CMA-Sistemi antincendio-formazione. Oltre ai tre enti capifila, fanno parte di Archimede altre nove aziende partner.

In apertura dei lavori Anna Izzo, portavoce di Archimede,ha ricordato come le tematiche della formazione siano sempre più complesse: “Ai marittimi il mercato del lavoro oggi richiede grandi competenze in materia di normative e tecnologie, oltre a una forte specializzazione e flessibilità. Le loro crescenti necessità di formazione e aggiornamento però non sempre sono comprese adeguatamente, servirebbe un cambio di mentalità, col forum cerchiamo di dare un segnale”.

Volker Bertram, senior project manager di DNV GL Hamburg - Competence& Learning / Maritime Academy, ha fatto una panoramica dedicata all’e-learning, sottolineando le modalità più efficaci per l’insegnamento alle nuove generazioni, che prediligono l’approccio del “gioco” e del virtuale alle forme tradizionali di apprendimento e hanno soglie di attenzione diverse, più basse, rispetto al passato.

Il secondo relatore di DNV GL, il senior training advisor Bernhard Loebermann, ha passato in rassegna la complessa normativa internazionale dedicata alla formazione marittima, soffermandosi in particolare sugli aspetti ambientali, di sicurezza e di cyber security.

Ancora sulla normativa, soprattutto italiana, di sicurezza della navigazione è intervenuto il C.A. Luigi Giardino,Capo 6° reparto del Comando generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

La parola è passata ai tecnici di ABB, azienda leader nell’automazione: Massimo Bisceglia ha rivelato come il tempo disponibile e dedicabile alla formazione da parte del personale tecnico marine sia limitatissimo, mentre fattori come età, scolarità e costi la rendano a volte difficilmente fruibile. Gli ha fatto eco il collega finlandese Niko Kalkaja, in un intervento tutto incentrato sulla digitalizzazione della formazione e sull’uso della “realtà aumentata”.

Massimo Figari, del Dipartimento di Ingegneria Navale (DITEN) dell’Università di Genova, ha presentato il progetto di istituzione di un corso di laurea per gli ufficiali della Marina Mercantile, che sia immediatamente “spendibile” a bordo (ma anche a terra) e che possa contribuire a ridurre il gap formativo fra l’Italia e gli altri Paesi europei. Gli interlocutori con cui portare avanti questa proposta sono il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e quello dell’Istruzione.

In conclusione, nella parte relativa alle nuove tecnologie per la formazione, Claudio Donato (IBR Sistemi) ha spiegato l’utilizzo dei “serious game” come simulatori e realtà virtuale, Alessio Redina (ECA Sindel) ha ricordato come l’80% degli incidenti in mare sia causato da errori umani, evidenziando tuttavia come l’utilizzo di simulatori in fase di addestramento abbia portato a una significativa riduzione del loro numero. Infine Igor Juricic di Intergraph Italia LLC ha aggiornato circa il ruolo attuale dei modelli 3D con particolare riguardo alla formazione del personale impegnato sulle piattaforme offshore.

Al termine del forumRenato Causa, responsabile relazioni istituzionali di Archimede Maritime Training Network, ha espresso la volontà di rendere l’evento un appuntamento fisso per i professionisti della formazione in ambito marittimo.

Tutti gli atti del convegno sono disponibili sul sito

 

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