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Joyon vince al photofinish su Gabart dopo 3550 miglia di oceano

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Just 0.1nm separated the two ULTIME boats, IDEC Sport and MACIF as they approached the finish line on Sunday evening. Image credit: Alexis Courcoux
Just 0.1nm separated the two ULTIME boats, IDEC Sport and MACIF as they approached the finish line on Sunday evening. Image credit: Alexis Courcoux

Point-à-Pitre, Guadalupa, 12 novembre 2018 - Nel finale più serrato da quando è stata istituita nel 1978, il veterano skipper oceanico francese Francis Joyon ha vinto l'edizione del 40° anniversario della regata transatlantica in solitaria Route du Rhum-Destination Guadeloupe da Saint Malo a Pointe-À-Pitre, questa mattina all'alba.

Nel caldo umido della notte caraibica e con un vento leggero, Joyon è scivolato attraverso la linea d'arrivo su IDEC Sport alle 23:21.47 ora locale (04:21.47 ora italiana) mentre all'ultimo il giovane navigatore francese François Gabart su MACIF ha dovuto inghiottire la sconfitta per soli sette minuti e otto secondi.

Questa la conclusione di un finale da infarto per la classe ULTIME, nella classica regata oceanica che ha luogo ogni quattro anni e ha preso il via domenica scorsa al largo di Saint Malo in Bretagna, con un totale di sei classi e 123 skipper in gara.

Alla sua ottava Route du Rhum-Destination Guadeloupe, Joyon, 62 anni, ha stabilito un nuovo tempo record per il percorso di 3,542 miglia nautiche che ha coperto in soli sette giorni, 14 ore e 21 minuti. Questo nuovo record riduce il miglior tempo fatto nella scorsa edizione nel 2014, dal navigatore francese Loïck Peyron con la stessa barca di Joyon ma con il nome di Banque Populaire VII.

Joyon era estasiato finalmente di aver vinto la regata dopo così tanti tentativi, avendo finito secondo nel 2010. “Il rum di Guadalupa è il simbolo della Route du Rhum, che sapore! Dopo così tante tentativi il sapore è ancora migliore,” ha detto, mentre celebrava, ancora a bordo.

“É stato solo un minuto e mezzo prima dell'arrivo che mi sono reso conto che potevo vincere,” ha aggiunto. “Prima dell'ultima strambata François era più veloce di me con il suo Code Zero (una grande vela di prua per la bolina larga) e praticamente per tutto il tempo fino alla fine me lo vedevo accelerare e passarmi un'altra volta, perché andava due o tre nodi più veloce.

“Dopo la partenza, poi il passaggio del maltempo e ora questo finale, è stata una regata straordinaria,” ha continuato. “Sono contento per la barca perchè non ci sono altre barche che abbiano vinto la Route du Rhum tre volte. Sono contento anche per il mio team; siamo una piccola squadra ma insieme abbiamo preparato una barca che si è fatta valere fino alla fine in questa Route du Rhum ed è arrivata in un buono stato.”

Joyon ha preso il comando della regata solo alla fine, alla famosa boa di Basse Terre, circa 24 miglia prima della linea di arrivo, mentre lui e Gabart si sono trascinavano lungo la costa ovest di Basse Terre nell'oscurità.

Gabart è stato in testa alla regata dall'inizio in modo quasi continuativo, con Joyon che gli stava alle calcagna attraverso tutto l'Atlantico ma non lo ha mai superato e a volte addirittura è scivolato anche a 150 miglia più indietro. Ma tutto è cambiato quando Gabart ha iniziato a zoppicare con una barca danneggiata che ha sofferto la perdita di un foil e un timone.

A un certo punto nelle ultime due ore di regata Joyon aveva esteso il vantaggio ad oltre tre miglia prima sul suo giovane avversario, ma Gabart si è dimostrato più veloce in un vento molto leggero. A un miglio dal traguardo i due skipper solitari veleggiavano fianco a fianco.

Quando sono arrivati sotto gli occhi delle migliaia di spettatori che li aspettavano è stato come l'epilogo di un thriller accuratamente coreografato. Ma è stato Joyon a far esplodere il tifo quando è suonata la sirena al suo arrivo, prendendosi gli onori della vittoria e passando il traguardo della classe ULTIME, con le più grandi barche in regata.

Quando ha superato il traguardo il veterano Joyon è rimasto immobile per quasi un minuto. Era come se il marinaio tranquillo, riservato e compito non potesse credere di aver finalmente completato la vittoria della sua carriera, più di 30 anni dopo la sua prima partecipazione alla regata conosciuta come la “Regina” delle transatlantiche.

L'enorme folla ha riservato a Joyon un benvenuto particolarmente rumoroso, molti dei presenti essendo cresciuti con la tradizione della Route du Rhum ogni quattro anni e sapendo che l'arrivo della prima barca marca da sempre l'inizio di due settimane di festa a Pointe-À-Pitre. Famiglie e persone di ogni età si sono affollati lungo la costa dal primo pomeriggio per assicurarsi i posti migliori e godersi lo spettacolo.

In una flotta di sei ULTIME, timonati da alcuni dei navigatori francesi di più alto profilo e di maggior successo, Joyon era considerato un outsider. La sua barca è tre tonnellate più pesante del MACIF di Gabart che ha anche l'ausilio dei foil. Ma la sua vita passata a regatare negli oceani e la sua esperienza che lo ha visto stabilire nuovi record hanno completato perfettamente il suo trimarano IDEC Sport sul quale, insieme ad un equipaggio di cinque persone, ha stabilito nel 2017 l'attuale record di 40 giorni per il giro del mondo senza scali.

Le condizioni di tempesta hanno avuto un forte impatto sulla flotta nel Golfo di Biscaglia nelle prime 24 ore della regata con due degli ULTIME più nuovi che hanno dovuto abbandonare la competizione. Banque Populaire IX si è ribaltato il pomeriggio del secondo giorno e lo skipper Armel Le Cléac’h è stato recuperato da un peschereccio spagnolo.

La vittoria di Joyon significa che la straordinaria serie di successi di Gabart si è temporaneamente fermata. Vincitore della Vendée Globe, della Transat Bakerly e della Transat Jacques Vabre in coppia nel 2015, nonché detentore del record per il giro del mondo in solitaria senza scali, Gabart deve aver pensato che un altro trofeo fosse in arrivo.

Ma il determinato Joyon non ha mollato mai. Un personaggio accanitamente indipendente, Joyon è un navigatore solitario che è al massimo della felicità quando è in mare. Ama l'attività manuale che comportano le regate oceaniche e la manutenzione dei sistemi della sua barca, preferendo spesso una semplicità rustica a guadagni meccanici o elettrici.

Nella classe ULTIME in cui, a causa delle elevate velocità e alti carichi, è permessa la consulenza meteo di specialisti a terra, Joyon preferisce un'assistenza minima. Nel 2014 ha fatto affidamento su una singola email ogni mattina e ogni sera. “Una parola o due, un messaggio generico sul suo telefono sono sufficienti per Francis,” sostiene un assistente meteo che ha lavorato con lui in passato.

Lo spagnolo Alex Pella, vincitore della Class40 nel 2014, era nell'equipaggio di Joyon che ha fatto il record del giro del mondo nel Jules Verne Trophy e adora l'approccio di Joyon, che contrasta con quello di Gabart fondato su grande team, grande budget e grandi ambizioni.

“Ragazzi come François Gabart sono venuti fuori da grandi campagne di allenamento e hanno sempre fatto in modo di avere il meglio di tutto, invece Francis ha imparato tutto da solo,” spiega Pella. “Ma nonostante sia della vecchia scuola, ama tutta la tecnologia di queste barche e ama ascoltare e imparare. Ama l'attrezzatura, le vele e tutto quello che riguarda i foil. Da solo 40 anni fa ha costruito barche da zero con le proprie mani e ha navigato ovunque nei Caraibi e intorno al mondo.”

Pella ha aggiunto: “Il suo team è formato da sua figlia, suo figlio e un paio di amici. Confrontatelo con MACIF e Gitana, con squadre di ingegneri e preparatori, Francis fa tutto da solo o con la sua famiglia e i suoi amici.”

Con i primi due posti ora assegnati, l'attenzione si concentra sul resto della flotta, e su chi si aggiudicherà l'ultimo posto del podio della classe ULTIME tra Romain Pilliard and Thomas Coville. Nel frattempo, le cinque rimanenti classi hanno tutto da giocarsi, con i Multi50 al momento attesi a Guadalupa mercoledì.

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