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Giancarlo Pedote e Prysmian Group costretti al ritiro dalla ArMen Race

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Giancarlo Pedote e Prysmian Group alla ArMen Race
Giancarlo Pedote e Prysmian Group alla ArMen Race

Proprio nel pieno della lotta per un posto sul podio della classe IMOCA nella ArMen Race Uship 2019, Prysmian Group ha vissuto una piccola disavventura, che ha costretto Giancarlo Pedote e il suo equipaggio al ritiro.

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E’ stato un dato non corretto della cartografia di navigazione a provocare un incidente la scorsa notte, un lieve contatto con il fondale roccioso, proprio quando Prysmian Group stava lottando per le posizioni di vertice. Lo skipper italiano dovendo utilizzare il motore per allontanarsi dalla zona, ha optato per il ritiro dalla competizione, rientrando a Lorient per ulteriori verifiche.

La regata era partita lo scorso giovedì pomeriggio da la Trinité sur Mer con vento leggero, tanto da costringere gli organizzatori a ridurre il percorso portandolo a circa 200 miglia dalle oltre 300 previste. Dopo una prima giornata caratterizzata da arie molto leggere, è seguita una prima notte complessa, con salti di vento e una visibilità ridotta a causa della nebbia, in una zona notoriamente non semplice da interpretare. Inoltre, come già successo nelle prime fasi della Bermudes 1000, la chiglia di Prysmian Group ha incocciato una rete da pesca.

Giancarlo Pedote
Giancarlo Pedote

Malgrado ciò, viste le condizioni di vento leggero, Prysmian Group non ha perso troppa strada, rientrando subito in corsa e recuperando posizioni, fino a portarsi in terza piazza. Ne è seguito un intenso duello, un vero match-race con Groupe Apicil di Damien Seguin, che è durato per tutto il tratto di ritorno, fino a quando la barca ha toccato a bassa velocità una roccia sommersa e non segnalata dalle carte nautiche che ha portato al ritiro prudenziale.

“Siamo stati proprio sfortunati ieri sera.” Ha raccontato lo stesso Pedote, spiegando la dinamica di quanto accaduto. “Mentre stavamo navigando  a una velocità di circa tre nodi nell’arcipelago dei Glénans, dove ci sono diversi scogli e bassi fondi, siamo passati su una zona dove la carta indicava una profondità di 7,4 metri. Avevamo marea montante, quindi avrebbero dovuto esserci 9 metri d’acqua, e noi abbiamo un pescaggio di 4,5. Consideravamo di avere un coefficiente di sicurezza più che abbondante. Il GPS della barca viene verificato periodicamente per assicurarsi che non ci siano tempi differenti tra la posizione indicata dal computer e quella reale. Purtroppo un’imperfezione nella cartografia immagino dovuta a una mappatura non precisa della zona, ci ha fatto toccare. Secondo la carta lo scoglio lì non doveva esserci e invece c’era… Ovviamente abbiamo dovuto accendere il motore per allontanarci, e quindi ci siamo ritirati dalla regata.” L’immagine allegata ben spiega quanto accaduto, con la traccia rossa che indica la navigazione a vela, e il punto dove è avvenuto il contatto, mentre la blu il percorso a motore in retromarcia per allontanarsi dalla zona.

Imoca 60 di Giancarlo PedoteGiancarlo Pedote
Imoca 60 di Giancarlo Pedote

“Appena arrivato in porto mi sono subito immerso e ho notato una lievissima scheggiatura sul bulbo. Nei prossimi giorni faremo un controllo più approfondito e torneremo ad allenarci.” Ha spiegato lo skipper fiorentino, che nei prossimi mesi sarà impegnato in due importanti prove: la notissima Rolex Fastnet Race ai primi di agosto e l’altrettanto famosa Transat Jacques Vabre in equipaggio doppio, che partirà il 27 ottobre da Le Havre verso Salvador de Bahia, in Brasile e che costituirà l’appuntamento clou della stagione 2019.

Entrambe le regate fanno parte della speciale classifica IMOCA Globe Series, un campionato del mondo articolato su un programma di regate in solitario e in doppio nell’arco del quadriennio 2018/2021. Calendario che culminerà con il giro del mondo in solitario senza scalo, il celeberrimo Vendée Globe, obiettivo primario per Pedote, unico italiano iscritto. Maggiori informazioni sulle IMOCA Globe Series a questo link.

Anche per questa regata Prysmian Group è stato portacolori di Electriciens sans frontières, la ONG francese di solidarietà internazionale la cui missione, da oltre 30 anni, è fornire alle persone più povere un accesso sostenibile all'elettricità e all’acqua.

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