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Ieri la Prima Giornata Nazionale sull’Economia del Mare

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Prima Giornata Nazionale sull’Economia del Mare
Prima Giornata Nazionale sull’Economia del Mare

Ieri a Gaeta, La Spezia e Venezia la Prima Giornata Nazionale sull’Economia del Mare

 

Si è svolta ieri mattina la Prima Giornata Nazionale sull’Economia del Mare, organizzata da Unioncamere e dalle Camere di Commercio di Latina, La Spezia e Venezia.

Oltre cinquanta relatori collegati tra loro in videoconferenza si sono confrontati con l’obiettivo di individuare proposte concrete e realizzabili a breve termine.

Hanno partecipato autorevoli rappresentanti istituzionali, associativi e imprenditoriali dell’Economia del Mare che hanno risposto a 5 sfide primarie: sostenibilità, semplificazione, formazione, innovazione, integrazione.

Tre i tavoli tematici di lavoro: “Mare fornitore di cibo”, “Mare, via di comunicazione con i territori” e “Sviluppo dei turismi del mare attraverso la gestione e la tutela dei territori”.

“Oggi proseguiamo il percorso degli Stati Generali” ha commentato il Presidente di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola “avviato durante lo Yacht Med Festival del 2013. Il sistema nazionale delle Camere di commercio ha saputo in questi anni imporsi quale ente di coordinamento della grande rete legata all’Economia del Mare. Oggi apriamo i lavori a tutti gli stakeholder di riferimento, attraverso un nuovo modello di confronto, improntato esclusivamente sulla individuazione di proposte realizzabili in breve tempo. Il contesto economico in cui viviamo impone a tutti la necessità di sintesi e concretezza, in favore delle imprese. Ringrazio gli intervenuti per il contributo che daranno alla formulazione delle proposte al governo nazionale e ai governi regionali”.

Immediata la presentazione dei primi risultati da parte dei coordinatori dei tre tavoli: Letizia Martirano, Direttore responsabile di Agrapress, Luca Sisto, Istituto Italiano di Navigazione e Roberta Busatto, Direttore Responsabile di Economia del Mare Magazine.

“Sburocratizzazione, quale precondizione perché le altre cose possano viaggiare; estensione dei piani regolatori dei Comuni a ciò che va oltre i bagnasciuga; formazione (intesa come formazione generica, formazione di figure specifiche tra scuola superiore e università nell’acquacoltura, formazione degli istituti tecnici della pesca, formazione e novità legislative per la tutela dei pescatori); certificazione dei prodotti e riconoscibilità; utilizzo trasversale dei diversi fondi europei anche con piani di sviluppo rurali; ricerca sui fondali profondi; pesca turismo” le parole chiave del Tavolo dedicato alla pesca e all’acquacoltura, di cui citiamo la proposta operativa di una gabbia per acquacoltura del tutto innovativa con ricadute anche in altri ambiti.

“Marittimità e Visibilità; Centralità dell’amministrazione del mare; Sburocratizzazione (velocità nella legalità e condivisione di regole certe); Formazione (intesa come risposta ai reali fabbisogni delle imprese); Sicurezza produttiva (Safety, Security, Salus)” le parole chiave del Tavolo dedicato allo shipping, di cui citiamo la proposta di istituzione del Primo Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza Produttiva del mare di cui il prossimo anno verrà presentato il primo documento condiviso e partecipato.

“Semplificazione (intesa come aggregazione tra enti e competenze e come riscrittura di norme esistenti, partendo dalla buona pratica già esistente sulla pesca); Integrazione (tra territori, tra enti e tra imprese, partendo dalla buona pratica della Cabina di regia del Lazio); Bellezza (intesa come identità del luogo e come valore premiale da sottoporre alle amministrazioni pubbliche in termini di gare per la riqualificazione dei waterfront, dei centri storici e marittimi); Qualità dell’accoglienza; Sostenibilità ambientale” le parole chiave del Tavolo dedicato ai turismi del mare, di cui citiamo le proposte di ridisciplina delle concessioni di beni del demanio marittimo, della uniformazione nazionale della norma sui marina resort, della costituzione di una rete dei porti turistici italiani per superyacht.

 

 

 

 

Hanno concluso i lavori, alla presenza di numerose autorità civili e militari, il Presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, il Consigliere per la pesca del Ministro Martina Guido Milana, Grazia Maria Iadarola in rappresentanza della Giunta regionale del Lazio e il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Isp. Capo Felicio Angrisano.

"Dopo i cantieri di lavoro già avviati sul Registro Imprese della pesca in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, sulla qualificazione e certificazione dei porti turistici, sulla qualificazione della filiera della nautica e sul monitoraggio economico del comparto, abbiamo ricevuto oggi ulteriori stimoli sui temi dell’economia del mare, che rappresenta una componente rilevante del nostro tessuto produttivo", ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "Ma il messaggio più importante che mi sembra sia emerso è l’importanza del lavoro comune tra le imprese e tra le istituzioni che devono essere loro di supporto. Le Camere di commercio possono fornire importanti contributi nei contenuti, nella lettura dei dati economici, nella semplificazione amministrativa, nella qualificazione delle imprese, nella formazione delle competenze, mettendo a disposizione un tavolo che favorisca la composizione degli interessi economici e sociali".

“Dai tavoli emerge una parola comune: tutela” ha commentato il Comandante Generale delle Capitanerie di Porto Ammiraglio Felicio Angrisano “Il Corpo ha proprio l’obiettivo di tutelare il mare e le attività economiche, produttive, ambientali e marittime. La sicurezza non è più vista come un freno all’economia ma elemento strategico di crescita. Prima di occuparci di semplificazione, dovremmo semplificare le nostre intelligenze e sburocratizzare i nostri cervelli, perché si può fare molto attraverso la conoscenza del proprio lavoro laddove il precetto di responsabilità non è solo tutela della propria persona. La burocrazia sana produce benessere. Noi crediamo nella marittimità come comunicazione, vero elemento di responsabilità verso gli altri. Dobbiamo sempre avere la forza di costruire”.