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L'opera "I Fari della Calabria tra natura ed Archeologia"

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L'Associazione Culturale La Vie con la Marina Militare ed il Polo Museale della Calabria presenta l'opera I Fari della Calabria tra natura ed Archeolo
I Fari della Calabria

Aperta dal racconto di Ivan Comi,  la testimonianza fotografica sui Fari della Calabria sarà chiusa dall'incontro con ​il Capitano di Fregata Stefano Cappelli ( Comandante della zona fari dello Jonio e basso Adriatico Marina Militare) e con il farista del Faro Capo Colonne, Salvatore Sestito.

I due ospiti di TirioloAntica racconteranno i Fari da una prospettiva diversa venerdì 7 Dicembre, alle ore 17,00, presso la Sala Conferenze del Museo Archeologico di Tiriolo, dopo il saluto istituzionale del Sindaco di Tiriolo Prof. Greco. La mostra, che ha ricevuto un feedback molto positivo dai visitatori, è stata prorogata fino al 9 Dicembre proprio per poter avere a Tiriolo i due ospiti di eccellenza e si offrirà anche come momento formativo e di divulgazione per le Scuole di Tiriolo, che, grazie alla disponibilità e all'attenzione del Dirigente Scolastico Ing. Giuseppe Volpe, in mattinata ospiteranno presso l'Istituto, insieme ad una rappresentanza dell'Istituto Comprensivo G. Casalinuovo di Catanzaro, scuola che ha partecipato al documentario , il Capitano Cappelli ed il farista Sestito e visiteranno, subito dopo, l'esposizione assieme al fotografo Ivan Comi. 

L'Associazione Culturale La Vie in collaborazione con la Marina Militare Italiana ed il Polo Museale della Calabria presenta l'opera I Fari della Calabria tra natura ed Archeologia.

L'opera in corso di realizzazione, consiste in una raccolta di foto originali sui fari presenti in Calabria con annesso un documentario sulla loro storia e sul contesto paesaggistico di riferimento. Frutto della collaborazione tra la Marina Militare Italiana ed il Polo Museale della Calabria, essa raccoglie le testimonianze dei guardiani e di tutti gli operatori per i quali il faro rappresenta un riferimento indispensabile per la propria attività quotidiana. Attraverso quest'opera non si vuole soltanto offrire un'illustrazione fotografica, ma fornire anche un contributo storico alle città e ai siti che ospitano questi fondamentali strumenti di supporto alla navigazione, facendo ritornare il lettore/spettatore indietro sino ai tempi della loro costruzione. La storia, i paesaggi, le usanze dei luoghi di ubicazione, le testimonianze dei guardiani che ne hanno fatto la loro dimora, saranno gli argomenti trattati. I promotori di tale iniziativa intendono pertanto far conoscere il risultato di un progetto ambizioso, che metta fotograficamente in risalto i tanti aspetti che caratterizzano questi vivaci segnalatori luminosi, cogliendone i diversi punti di vista in vari momenti stagionali, così da permettere di valorizzare anche l'ambito territoriale che li ospita.

Tra i tanti fari che costellano le coste calabresi, spiccano in modo particolare quelli di Capo Colonna e di Punta Stilo. Entrambi sorvegliano le sponde del mar Jonio. Entrambi sono ubicati su promontori essenziali alla navigazione degli antichi, i quali, anziché lanciarsi in mare aperto, praticavano il cabotaggio. Entrambi sono sorti presso alcuni tra i più importanti siti della Magna Grecia e furono interessati dalle indagini di Paolo Orsi (1859-1935), il celebre archeologo fondatore della ricerca archeologica in Calabria.

Capo Colonna, sede del santuario greco di Hera Lacinia, uno dei più famosi del Mediterraneo, il cui valore appare confermato dall'incomparabile abbondanza, qualità e varietà di preziosi oggetti qui venuti alla luce e dai resti di un'isolata colonna di ordine dorico, residuo dello splendido tempio dedicato dai Crotoniati alla dea nel V secolo a.C.

Punta Stilo, dove trovò collocazione in un momento ancora imprecisato (probabilmente all'inizio del VII secolo a.C.) il primo insediamento di Kaulonìa, del cui impianto urbanistico regolare di età classico-ellenistica si conservano parti di blocchi abitativi e, in posizione isolata subito a ridosso della spiaggia, il basamento di un pregevole tempio litico.

L'opera, quindi, ricca di testimonianze, parla del ruolo che il faro ha assunto e assume nel lavoro di diverse categorie di persone, anche esterne al mondo della Marina Militare, non trascurando, da ultimo, l'essere i fari portatori di valori e funzioni di antica origine, che hanno ispirato i legami tra le genti del Mediterraneo e continuano ad ispirare un messaggio di unità tra i popoli.Il libro si presenterà in un formato aperto 560 x 280 mm di altezza (quindi chiuso 280 x 280 mm) e sarà composto da circa 200 pagine con testi in italiano ed inglese.

La tiratura sarà di 5000 copie I filmati che comporranno il documentario abbinato al volume sono stati girati in alta definizione, con possibilità di selezionare le due lingue (italiano ed inglese).

L'opera ha riscontrato un notevole successo durante la proiezione del trailer e presentazione ufficiale al Magna Graecia Film Festival, reduce di recente ad un altro appuntamento internazionale presso la città di Firenze Tourisma 2018 Salone di Archeologia e Turismo Culturale dove personaggi di come Alberto Angela e Vittorio Sgarbi  sono stati presenti per dare un contributo prestigioso allo stesso appuntamento.