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Marina Militare: Cigala Fulgosi a Reggio Calabria con oltre 500 migranti

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Cigala Fulgosi 500 migranti
Cigala Fulgosi 500 migranti

Nel corso della tempesta attraversata dalla Marina Militare per le tante accuse rivolte ai suoi vertici, prontamente smentite in due comunicati diffusi dalla forza armata e che abbiamo pubblicato nella giornata di ieri, uno dei quali riportante un virgolettato del Capo di Stato Maggiore ammiraglio Giuseppe De Giorgi, vogliamo dare risalto a questa ennesima notizia riguardante il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne in divisa blu. A prescindere da cosa si pensi sulla questione relativa l'immigrazione, a prescindere da quale sia la propria posizione politica o il proprio pensiero su cosa si dovrebbe fare in politica internazionale per arginare il fenomeno migratorio, il fatto è e rimane il bisogno di salvare vite umane in mare. La Marina Militare, con la Guardia Costiera e altri corpi dello Stato impegnati in mare, assolve a un compito che non può essere messo in discussione per nessun buon motivo, i suoi uomini operano in mare per mesi per garantire la sopravvivenza di disperati altrimenti destinati a morire. La retorica sull'immigrazione propone l'idea, non condivisa da chi scrive, che se in mare non ci fosse nessuno a recuperarli non partirebbero. Quando il dispositivo militare non era presente partivano lo stesso e morivano, talvolta arrivavano a destinazione ma molti non ce l'hanno fatta. La questione non riguarda la Marina Militare che nel turbinio di accuse rivolte oggi al suo vertice è addirittura da alcuni additata come "servizio traghetti" dall'Africa all'Italia, la Marina Militare e gli altri corpi operanti in mare svolgono un'attività che fa parte dei loro compiti esattamente come rientra nella sfera degli obblighi di qualsiasi navigante soccorrere chi è in difficoltà. Per farlo in maniera più efficace, e i numeri dei salvati parlano chiaro, bisogna essere lungo la rotta di questo fenomeno che non è arginabile dalla Marina Militare, ma da accordi internazionali che fino a quando non ci sono o se ci sono sono chiaramente inefficaci, producono il fenomeno migratorio al quale quotidianamente fanno seguito notizie come quella che vi proponiamo di seguito. Analisi in tali direzioni poi, trascurano sempre un aspetto fondamentale del fenomeno, ossia, che quello via mare rappresenta solo una parte del flusso migratorio, dunque, se ci si illude che togliendo chi SOCCORRE in mare il problema si risolva spontaneamente si commette un errore di valutazione grave, anche perchè la storia del fenomeno dice altro. 

Perchè abbiamo proposto questo nostro pensiero ai nostri lettori? Perchè leggendo la nota inoltrata oggi dal Ministero della Marina che vi proponiamo di seguito, abbiamo pensato agli uomini dell'equipaggio del Cigala Fulgosi come delle altre navi, coinvolte o meno con l'operazione nello Stretto di Sicilia, che lontani dalle loro famiglie assolvono a compiti fondamentali per la nazione ma che spesso, forse troppo, passano inosservati e in questo momento forse, di questo ennesimo salvataggio pochi daranno notizia, perchè lo scandalo che coinvolge nomi importanti della politica, delle forze armate e di chissà cosa altro fa più notizia. Ecco, è tutto qui il motivo per il quale ci siamo sentiti in dovere morale di ricordare che la Marina Militare è soprattutto quello che si legge nelle poche righe che seguono, poi è salvaguardia degli interessi commerciali nazionali quando opera a migliaia di km di distanza dall'Italia per assicurarsi che le navi commerciali della nostra flotta non siano oggetto di atti di pirateria e molto altro che non possiamo scrivere qui. Tutto questo è quotidianamente operato da uomini e donne che spesso sacrificano la loro vita per degli ideali che forse in motli dovrebberoe riscoprire, senza retorica, semplicemente sentendosi parte di una nazione che al netto di quanto stiamo tutti leggendo in queste ore ha tanto da offrire e anche tanto da proteggere. Lasciamo ora i nostri lettori alle poche righe del comunicato stampa che ha innescato questa nostra riflessione.

Domani mattina, il pattugliatore Cigala Fulgosi della Marina Militare, impegnato nello Stretto di Sicilia, arriverà nel porto di Reggio Calabria per sbarcare circa 550 migranti recuperati durante i soccorsi degli ultimi giorni con il supporto della nave Siem Pilot, impegnata nel dispositivo dell’Agenzia Frontex.

La nave Cigala Fulgosi è attualmente impegnata nel dispositivo aeronavale “Mare Sicuro” che svolge attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo Centrale al fine di assicurare la tutela degli interessi nazionali mediante la protezione delle linee di comunicazione, delle navi commerciali e delle piattaforme off-shore d’interesse nazionale.