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La sfida di Diversamente Marinai

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Vela offshore, foto Fabio Taccola
Vela offshore, foto Fabio Taccola

Non tutto è possibile, molto dell’impossibile lo è: partecipare al Campionato Italiano Offshore di vela con un equipaggio misto di sette persone, alcune delle quali con disabilità motoria. E non accontentarsi della partecipazione, ma anche e soprattutto competere alla pari contro equipaggi di altissimo livello. Lo faranno i Diversamente Marinai, Associazione Sportiva Dilettantistica con sede all’Isola d’Elba, nata nel 2011 per condividere la passione della vela con tutti, disabili e non. Ma bisogna trovare dei compagni di viaggio disposti a fare la loro parte: per questo, il 21 marzo è stata lanciata una campagna crowdfunding per finanziare l’avventura. La piattaforma è Produzioni dal Basso e ci sono due mesi di tempo, fino al 22 maggio, per arrivare al traguardo di 8.000 euro.

Servono entusiasmo, coraggio e un pizzico di follia. Gli stessi che hanno sempre animato l’equipaggio dell’Associazione Diversamente Marinai, formato da persone disabili e non, molto diverse tra loro (docenti, educatori e professionisti della nautica, ma anche un fotografo, un grafico, un ristoratore…), accomunate da un profondo amore per il mare. E convinte del fatto che la vela possa essere un reale veicolo di integrazione sociale, in grado di abbattere le barriere. In questi anni l’Associazione si è fatta conoscere e apprezzare – in Toscana e non solo – per la sua fervida attività fatta di percorsi formativi, crociere sostenibili per adulti e ragazzi, collaborazioni con enti pubblici e Onlus (fra gli altri, Regione Toscana, Legambiente, Lega Navale Italiana, Ente Nazionale Sordi, Unione Italiana Ipovedenti), progetti mirati per sordi e autistici. Di fronte a un modello inedito, in cui le persone disabili non sono solo utenti ma anche istruttori e promotori, l’accoglienza è stata ottima: si contano più di trecento partecipanti negli ultimi due anni.

A questo punto, è arrivato il momento di osare. Di dimostrare che le barriere e le sfide – socio-economiche, culturali, fisiche e mentali – possono essere superate grazie a un approccio basato sul coraggio e sulla solidarietà, imprescindibili in chi va per mare. È il momento di salire a bordo di Gwaihir, il Feeling Kirié 13.50 acquisito lo scorso anno, e partecipare a 5 regate del Campionato Italiano Offshore, uno degli appuntamenti di vela di maggiore interesse sportivo, tecnico e mediatico, che si terrà da aprile ad agosto nel bacino del Mediterraneo. E partecipare con un equipaggio misto di sette persone, alcune delle quali con disabilità motoria.

Magari non arriveranno piazzamenti eclatanti, ma l’equipaggio si metterà in gioco con passione, impegno, serietà, professionalità. Per far capire che la diversità è uno stimolo e aprirsi al confronto incide profondamente e in modo positivo sulla qualità della vita. Per dimostrare che, citando Michael Jordan, “i limiti, come le paure, sono spesso soltanto un’illusione” e che con adeguate motivazioni, preparazione e tenacia possono essere superati. Per portare sul campo (di regata) un concreto esempio di integrazione tra disabili e non, confrontando abilità e capacità attraverso la competizione con equipaggi di alto livello, anche professionisti.