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Dati sulla ripresa e analisi ISVRA sullo stato di salute del turismo in Italia

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Tavolara
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato appena diffuso dall'ISVRA, Istituto per lo Sviluppo Rurale e l'Agriturismo, in quanto a nostro avviso contiene dei dati che riteniamo interessanti anche per le valutazioni su quel turismo che il settore dell'industria nautica sta cercando di ravvivare anche con l'introduzione di norme in grado di agevolarlo. Ci riferiamo naturalmente all'iva al 10% sui marina resort, battaglia portata avanti da UCINA Confindustria Nautica e poi purtroppo vanificata da quello che non esitiamo a definire un atteggiamento quantomeno poco comprensibile, tanto più che è stato innescato dalla regione Campania che per vocazione turistica dovrebbe solo accogliere con favore tali iniziative. Il turismo nautico in Italia ha sicuramente un potenziale da esprimere, inoltre, fino a quando non è chiaro a tutti che un diportista in transito è una risorsa e non solo per il porto, ma per l'intero tessuto produttivo che insiste in prossimità dell'approdo, dai ristoranti alle auto a noleggio e così via, passando per attività talvolta insospettabili ma coinvolte dal turista nel corso della sua vacanza, si fatica a trovare linee di condotta comuni. A nostro modesto avviso i dati diffusi dall'ISVRA nel comunicato che vi proponiamo nella sua completezza di seguito, pur con analisi che riguardano il turismo in senso più ampio riteniamo possano rappresentare una base di analisi da non trascurare per il nostro settore.

Comunicato ISVRA

Si sono succedute, negli ultimi mesi, discussioni sulla consistenza della ripresa economica, sollecitate dai rapporti dell’Istat riguardanti il Pil, l’occupazione, il fatturato delle imprese, la fiducia nel futuro di operatori economici e cittadini comuni. Pochi - rileva ISVRA (Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo) - hanno rivolto attenzione ai dati, pubblicati da Istat nei giorni scorsi, su arrivi e presenze turistiche nei primi nove mesi del 2015, e sulle vacanze degli italiani nel 2015, indicatori molto significativi della possibilità di spesa delle famiglie.

Il report dell’Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, aggiornato al 3° trimestre del 2015, conferma nuovamente la superficialità e l’infondatezza delle previsioni sull’impatto dell’Expo sul turismo. La “grande occasione” milanese ha prodotto, tra aprile e settembre 2015, un incremento di pernottamenti, rispetto allo stesso trimestre del 2014, di appena il 2,3% dei turisti italiani e l’1,4% dei turisti stranieri.

Se si considerano i primi nove mesi del 2015, il risultato vede decrescere l’incremento delle presenze dei residenti (+1,3%), e aumentare quello dei non residenti (+2,3%). Complessivamente, nelle aziende turistico-ricettive, gli arrivi (numero di ospiti) sono cresciuti del 3,1% e le presenze del 1,8%. Della stagione turistica straordinaria, dell’incremento di ospiti a due cifre, ripetutamente annunciati prima e durante Expo, non c’è traccia. L’unico dato confortante - osserva ISVRA - è il ritorno della crescita del turismo interno, in calo di presenze dal 2007.

Ben diversi e preoccupanti sono i dati del rilevamento di Istat sui viaggi e le vacanze degli italiani nel corso dell’intero 2015, che comprendono anche i soggiorni in alloggi di proprietà o in affitto. Rispetto al 2014, i viaggi degli Italiani, in Italia o all’estero, sono diminuiti del 6,8%. La flessione ha riguardato soprattutto i soggiorni fuori casa di 4 o più notti (-8,7%), mentre è stata più contenuta per i soggiorni di più breve durata (-4,6%).

Le persone che hanno fatto almeno un viaggio (una notte fuori casa) sono diminuite, nel 2015 rispetto al 2014, del 8,5% risultando circa 10,4 milioni (quasi un cittadino su sei). Considerando - argomenta ISVRA - che le vacanze sono, fra i consumi voluttuari, forse il più urgente, è chiaro che le condizioni economiche della maggioranza degli Italiani non accennano a migliorare, anzi presumibilmente peggiorano.  

La flessione dei viaggi ha riguardato anche i due trimestri (aprile-giugno e luglio-ottobre) più influenzati dallo svolgimento dell’Expo di Milano, periodo in cui era invece lecito aspettarsi un incremento. In realtà - sottolinea ISVRA - molti degli Italiani che hanno visitato l’Expo (stimati in circa 15 milioni) hanno utilizzato, per soggiornare in Lombardia o regioni limitrofe (soprattutto Emilia Romagna e Veneto), un viaggio breve che negli anni precedenti dirigevano verso altre regioni. Nel quarto trimestre del 2015 la regione più frequentata è stata il Lazio, probabilmente per effetto dell’apertura del Giubileo.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei luoghi di destinazione, la diminuzione dei viaggi si concentra soprattutto sulle città (esclusa Milano, che ha segnato durante Expo incrementi percentuali di ospiti fra il 10 e il 15%, e i capoluogo di provincia più vicini), mentre è più contenuta per le mete balneari, rurali, naturalistiche, collinari e montane.

29 febbraio 2015