Home > Istituzioni > Galata Museo del Mare > Al Galata Museo del Mare ospite il surfista Hugo Vau

Al Galata Museo del Mare ospite il surfista Hugo Vau

 Stampa articolo
Al Galata Museo del Mare ospite il surfista Hugo Vau
Al Galata Museo del Mare ospite il surfista Hugo Vau

Dal 31 gennaio al 19 settembre, tutti gli ultimi giovedì del mese alle h18.00 al Galata Museo del Mare 7 incontri con grandi personaggi legati al mondo del mare.

advertising

Dopo Alessia Zecchini, primatista mondiale di apnea, Max Sirena skipper di Luna Rossa, il prossimo ospite degli “Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare” sarà il surfista Hugo Vau che giovedì 28 marzo alle 18 incontrerà il pubblico al Galata Museo del Mare. Alla serata, ad ingresso libero, saranno presenti inoltre i ragazzi della squadra di Surf giovanile di Bogliasco che vanta atleti che svolgono gare internazionali oltre che nazionali e che fanno parte del progetto surf Accademy, promosso dalla scuola di surf Roofless. 
Quarantun anni, portoghese, Vau è diventato popolare dopo aver cavalcato Big Mama, l’onda più grande, con un’altezza stimata di 35 metri. Era il 17 gennaio 2018. Vau ha aspettato sette anni Big Mama, credendo in Nazarè, un piccolo centro a Nord di Lisbona che è diventato la capitale europea delle onde giganti e di quella particolare specialità del surfing denominata tow-in surfing, che appunto vede i surfisti scalare autentici muri d’acqua trainati da un jet-ski e quindi gettarsi in una discesa adrenalinica quanto pericolosa. “E’ come venir giù da una montagna con lo snowboard e con una valanga dietro le spalle”, dice Vau.
Un momento magico. “Era l’ora del tramonto, ero rimasto soltanto io in acqua. A un certo punto il cielo e il mare si sono ammantati di luce dorata ed è arrivata la più mostruosa tra le onde giganti”. E spiega che è più di un record (in corso di ratifica): “Spesso la gente non realizza quanto sia speciale e nel contempo difficile mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, la magia di un momento che dura pochi secondi. Pensa all’onda che si crea a 2 mila di miglia dalla costa, in pieno Oceano e che arriva sulla costa. Quando stai surfando devi pensare che arriva da così lontano e che la sua energia verrà rotta per sempre con la sua stessa esistenza. Quando io ci sono sopra penso che sto immagazzinando l’energia e la stessa esistenza di quell’onda che da lì a poco andrà a sparire in pochi secondi nella mia anima e nella mia mente. Si diventa parte del tutto, si entra in connessione con la natura. Per me è un qualcosa di molto spirituale: sono connesso con l’Oceano e con me in quel momento ci sono tutte le decisioni che ho preso prima, per essere nel punto giusto, al momento giusto, in quel giorno, in quel determinato set. E penso anche che non ci sono solo perché lo voglio…”. 

Il volto scavato dal mare, Hugo usa un inglese veloce, gesticola e trasmette un senso di forza e nel contempo quasi di timidezza. Parla di passione, di rispetto per la natura, di fortuna e del sogno di poter trovare un pezzo di terra, costruire casa, vivere una vita decente. A 5 anni il colpo di fulmine per il mare, a 16 la prima tavola. Nel 2005 arriva a Nazarè, è un pioniere del jet-ski, si occupa della sicurezza in acqua dei surfisti. Finché nel 2011Garrett McNamara, il surfer hawaiano che proprio in quell’anno stabilisce il record cavalcando un’onda di 23,77 metri, lo invita a far parte della sua squadra, a coprirgli le spalle con la sua moto d’acqua. Da qui alla tavola il passo e breve e Hugo comincia ad affrontare le onde giganti anche surfando. Nel 2015 e nel 2017 è nominato per la vittoria dei Big Wave Awards, il concorso che premia chi cavalca l’onda più grande nel mondo. 
Nato a Lisbona, 9 anni fa si è trasferito alle Azzorre, dove ha fatto il pescatore. “Pescavo durante l’estate e portavo in escursione i turisti, mostrando loro come si può andare a pesca in modo sostenibile, catturando meno pesce ma più pregiato”. Poi, le stagioni a Nazarè sono diventate sempre più impegnative. E dal 2018, dopo Big Mama, sono arrivati i giornali, le televisioni, è aumentata la sua popolarità. “Mi sforzo di restare umile e di non cambiare come persona. Per surfare onde come Big Mama servono passione per il surfing e amore per l'Oceano. Lo devi fare per i motivi giusti, non per cercare un'esposizione mediatica".

L’iniziativa “Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare”, ideata da Fabio Pozzo, è stata fortemente voluta da Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Associazione Promotori Musei del Mare onlus, Costa Edutainment spa e realizzata grazie anche al contributo del Gruppo Cambiaso Risso e di UCINA Confindustria Nautica e al sostegno della Casa di Cura Montallegro, della dimora storica Palazzo Grillo e di Genovarent. Infine il ciclo d’incontri vanta il patrocinio dello Yacht Club Italiano con cui il Mu.MA ha stipulato un protocollo d’intesa per la promozione congiunta delle attività per l’anno 2019 e della FIV (Federazione Italiana Vela). 

Prossimi appuntamenti: 
•    Il 18 aprile, sempre alle 18, in concomitanza con la World Cup delle classi olimpiche ospitata da Genova, un altro nome importante della vela, quello di Santiago Lange, il velista che nel 2016 a 54 anni, dopo aver sconfitto un cancro che gli ha causato l’asportazione del polmone sinistro, ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella classe del Nacra17, i catamarani volanti. Lange dialogherà con il pubblico testimoniando come il suo impegno sportivo gli abbia dato la forza di vincere la malattia e di guardare avanti ("La vita è meravigliosa", è una delle sue frasi preferite) e come l'età sia soltanto un numero: ora si sta allenando per le Olimpiadi di Tokyo 2020.
•    Il 30 maggio a salire sul palco degli Incontri in Blu sarà Cecilia Eckelmann Battistello, figura di spicco dello shipping internazionale e della portualità italiana, presidente di Contship Italia, società che celebra proprio quest'anno mezzo secolo di vita, e che nel nostro Paese è presente nei terminal di Gioia Tauro, La Spezia, Ravenna, Cagliari, Salerno e nel centro intermodale di Milano-Melzo.
•    Il 20 giugno sarà la volta di Michael Bates, meglio conosciuto come Michael di Sealand, l'imprenditore che rivendica il titolo di principe di Sealand, la micronazione fondata dal padre Paddy Roy nel 1967, il quale racconterà l'incredibile storia di questa piattaforma artificiale creata al largo delle coste inglesi per motivi di difesa dal governo britannico sulla quale è stato proclamato un "Principato con sovranità indipendente" che ha battuto moneta e rilasciato passaporti. 
•    A chiudere il primo ciclo d’Incontri in Blu, il 19 settembre, in occasione del giorno inaugurale del 59° Salone Nautico, il più grande del Mediterraneo, l'ospite sarà Norberto Ferretti, co-fondatore ed ex presidente di Ferretti Group, il pioniere della nautica che torna sulla scena nel nome della sua passione per le barche e il mare.
 

Le ultime notizie di oggi