Home > Costruttori motori > Suzuki > Package e Tender > Test di confronto Suzuki DF150 con SR21 e Mako’ 68

Tag in evidenza:

Test di confronto Suzuki DF150 con SR21 e Mako’ 68

 Stampa articolo
Test di confronto Suzuki DF150 con SR21 e Mako’ 68
Test di confronto Suzuki DF150 con SR21 e Mako’ 68

Nell’ambito dei fuoribordo conducibili con patente e specificamente nella fascia delle potenze medio/alte, Suzuki si propone al mercato con una gamma ben articolata che prende vita da due distinti blocchi motori, declinati su cinque step di potenza. Dal quattro cilindri 2 litri nascono il 100, il 115 e il 140 HP, mentre dal 2.867 cc, sempre quattro cilindri, sono realizzati il 175 e il 150 HP, questi ultimi offerti anche nella versione White – Limited Edition per incontrare il gusto dei diportisti che preferiscono il bianco per i loro motori.

advertising

Abbiamo utilizzato il DF150 per motorizzare due differenti imbarcazioni proposte in package in esclusiva con Suzuki, un cruiser open, l’SR 21, e su un RIB, il Makò 68. Queste due imbarcazioni sono prodotti esclusivi Suzuki, commercializzati in package con i fuoribordo Suzuki. Natanti di qualità per un’utenza eterogenea, ricchi di accessori, con prezzi di listino allineati, ma mezzi tecnicamente abbastanza dissimili sia ovviamente per i materiali utilizzati nella costruzione sia per forme di carena, dimensioni e pesi. Disomogeneità che hanno reso necessario un tuning del fuoribordo, sostanzialmente concentrato sull’elica più giusta da montare, per offrire il miglior compromesso fra le necessità di planare in tempi rapidi e quella di ottenere buona velocità di punta. Per riuscire, insomma, a mettere a frutto tutto ciò che il DF 150 può erogare, in termini di coppia e di potenza. Valori che sono al top nella categoria dei fuoribordo da 150 HP soprattutto quando si parla di coppia, fruibile sin dai règimi più bassi. Questa è favorita principalmente dalla generosa cilindrata dell’unità termica, un riferimento per il mercato, e grazie a tale caratteristica è stato possibile adottare un rapporto di trasmissione abbastanza ridotto che consente di sfruttare ogni kilogrammetro di energia disponibile non appena si innesta marcia avanti. Il risultato al timone è un’accelerazione entusiasmante che fa sentire pienamente la spinta del fuoribordo quando si parte da fermi fino a che ci si avvicina al massimo dei giri.

Come detto, il motore è di grande cilindrata ma compatto - il disassamento tra l’albero motore e l’asse di trasmissione, che caratterizza l’unità, permette di compattare le dimensioni degli ingranaggi degli assi a camme, riducendo così gli angoli delle valvole e l’ingombro della testata motore – ed è un riferimento in termini di leggerezza e quindi nel rapporto peso/potenza, ai vertici della classe. Sempre a proposito del motore, la sua architettura con quattro cilindri in linea è sfruttata al meglio prevedendo diversi accorgimenti tecnici rilevanti. Fra i salienti ricordiamo la distribuzione con doppio albero a camme in testa, l’impianto di iniezione elettronica digitale multipoint e il sistema d’induzione dell’aria multi stage cioè multistadio, in grado di modificare la lunghezza del collettore di aspirazione a seconda del règime, migliorando la combustione nell’arco dell’intera curva di erogazione: in basso facendo aumentando la coppia, in alto migliorando la potenza alla massima velocità di rotazione. Insomma, il DF150 è un fuoribordo moderno e affidabile, che grazie alle sue doti tecniche, ben si è adattato alle tipologie di scafi così diversi fra loro.

La SR 21 è una barca molto curata nell’allestimento, al dettaglio, con soluzioni eleganti che riescono a personalizzare un insieme sportivo, a cominciare dalla carena. Denominata HIS (Hull Innovative System), questa si caratterizza per l’adozione di step – dei veri e propri scalini detti anche redan, sono di solito riservati alle carene ad alte prestazioni - che hanno il compito di ventilare l’opera viva, creando un vortice d’aria che consente allo scafo in accelerazione di staccarsi prima dalla condizione dislocamento, facilitando la planata. La scelta dell’elica in questo caso è caduta su una avente 16” di diametro e 20” di passo. Benché le prestazioni siano rilevanti, quello della velocità non è il focus sul quale si deve concentrare il potenziale acquirente di questo package. Piuttosto, è sul comfort che l’accoppiata scafo/fuoribordo possono regalare in navigazione, quando col “filo di gas” (attorno ai 4.000 giri/min) si viaggia a una crociera compresa fra i 22 e i 23 nodi, con un consumo attestato a circa 27 l/h, ma soprattutto godendo del piacere della navigazione en plein air, percependo in pratica solo il vento e il mare. All’ancora si può invece apprezzare il layout interno dell’imbarcazione, con cassero di guida centrale a dividere lo spazio fra prua e poppa, consentendo altresì spostamenti sempre comodi e sicuri lungo i passavanti laterali. L’allestimento è da scafo americano, ricco, curato, ma con quel tocco di eleganza, anche negli accostamenti cromatici, tipico della produzione made in Italy di Ranieri International. Bello il design del divano di poppa, funzionali le sedute pilota e copilota che sono girevoli per rendere maggiormente conviviale l’area poppiera, comoda la dinette di prua, trasformabile in prendisole. Completa l’allestimento il vano ricavato sotto coperta, richiedibile con all’interno un wc elettrico, dov’è possibile stivare una gran quantità di materiale.

Di indole ancora più versatile è il Makò 68, com’è nell’essenza stessa del battello pneumatico. In realtà si tratta di un’unità con carena in vetroresina – tipologia che gli anglosassoni definiscono come RIB (Rigid Inflatable Boat) – che nasce dalla grande esperienza maturata da Formenti nella costruzione di questo tipo di scafi. Sport acquatici, dalla pesca allo sci d’acqua, crociere lungo costa, veloci raid da un’isola a un’altra, con un allestimento mirato addirittura campeggio nautico, sono solo alcune delle attività che possono venire in mente a chi acquista un battello come il Makò 68. In questo caso le performance del mezzo, favorite dal suo peso più contenuto, sono maggiori sia in termini di accelerazione sia nella velocità di punta, rispetto alla SR21, nonostante la carena sia caratterizzata da V più profonda sia a prua sia a poppa. Una caratteristica che ne esalta le doti di navigazione anche con mare formato ma che necessita di maggiore spunto in basso da parte del motore per facilitare la planata. Da qui la scelta di un’elica più “corta” per il DF150, una 15”x19”, rispetto all’installazione effettuata sulla SR21, che si traduce in un’entrata in planata rapidissima, quasi rabbiosa – in 2,9 secondi - e una velocità di punta che tocca i 38 nodi, più che soddisfacente per questa tipologia di scafo.

Dalla sua il Makò 68 ha anche il fattore stabilità, che nei RIB è maggiore rispetto alle imbarcazioni in vetroresina monocarena di pari dimensioni, qualsiasi esse siano e qualsiasi sia la condizione di utilizzo. Sia da fermo sia in velocità, infatti, l’appoggio sull’acqua fornito dai tubolari fa indubbiamente la differenza, pure quando le persone a bordo sono molte (ne porta fino a 12) e magari mal disposte, o nel caso di accostate decise, strettissime, in piena velocità.

Anche questo natante vanta un’ottima cura del dettaglio per ciò che costituisce l’allestimento. Otto comodi posti fronte marcia ne fanno una sorta di leaving navigante, il prendisole prodiero è un luogo ambito dagli amanti della tintarella, e i tubolari sono sempre molto comodi per sedere. Oltre alla presenza di un serbatoio carburante da 160 litri e alla predisposizione per per il salpa ancora elettrico, segnaliamo la nutrita è la dotazione di vani, stipetti e tasche dove poter riporre materiale.

Le ultime notizie di oggi