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La storia di Suzuki come costruttore di motori per la nautica è costellata di riconoscimenti, fra cui ben sette “award” attribuiti dalla principale associazione di costruttori nautici, l’americana NMMA, che nel tempo ha premiato l’innovazione presente nella gamma di fuoribordo del costruttore giapponese. Tali riconoscimenti hanno riguardato ad esempio il sistema d’iniezione elettronica per fuoribordo 4 tempi presentato nel 1977; il DF250A cioè il primo fuoribordo 4 tempi da 250HP, nel 2003; poi il DF300A perché è stato anch’esso il primo al mondo, nel 2006, a segnare un nuovo limite per I motori 4 tempi, quello dei 300HP. Il DF350A da 350HP che ti invitiamo a scoprire con noi è un’ulteriore pietra miliare nella storia di Suzuki, “The Ultimate 4-Stroke Outboard”, la fabbrica dei migliori fuoribordo 4 tempi.

A oltre 50 anni dall’inizio della produzione dei fuoribordo Suzuki e dopo oltre tre milioni di unità prodotte, la gamma del costruttore giapponese spazia senza soluzione di continuità da 2,5 ai 350 HP. Un’offerta basata su un elevato numero di blocchi motore con la filosofia che vuole ogni unità ottimizzata in termini di geometria e cubatura, per un range di potenza specifico. Un esempio evidente è rappresentato nella fascia top di gamma, composta da cinque modelli V6 con bancate inclinate di 55°, e dove il DF300AP e il DF250AP – dotati del Suzuki Selective Rotation in grado di convertire, nell’eventualità di installazioni multiple, la rotazione dell’elica in direzioni opposte, evitando la necessità di acquistare un propulsore specifico con rotazione sinistrorsa - sono 4 litri di cilindrata, mentre i 250T, 225T e 200T cavalli hanno una cubatura ad hoc da 3.614cc.

Un discorso a parte merita però il modello che si trova oggi al vertice della gamma, il DF350A, un’unità in grado di sprigionare la potenza di ben 350HP, che rappresenta per molti versi lo stato dell’arte in termini di tecnologia e design, una nuova pietra miliare nell’ambito dei propulsori marini “outboard”, ma anche il Suzuki più potente mai immesso sul mercato dal costruttore giapponese.

Si tratta di un fuoribordo con un’architettura V6 a 55°, ancora una volta 4 tempi, il più grande Suzuki anche in termini di cubatura, giunta a 4.4 Litri, per la cui realizzazione e messa a punto sono stati impiegati circa tre anni. Il motore porta con sé numerose innovazioni, alcune più evidenti come la doppia elica controrotante al piede, altre meno ma sicuramente molto significative, come un rapporto di compressione di ben 12:1, degno di un motore da competizione. Suzuki con il DF350 ha introdotto il Direct Intake System e il Dual Louver System, grazie ai quali il motore è raggiunto in modo costante da un flusso di aria fresca e asciutta. Un sistema semplice dal punto di vista costruttivo, dunque non un elemento di criticità potenziale, ma geniale nella sua ideazione che permette di ridurre la temperatura dell’aria aspirata e soprattutto di privarla di residui d’acqua.

Ad accomunare gran parte della gamma ci sono una serie di soluzioni tecniche raffinate come ad esempio il Lean Burn Control System, un sistema di controllo elettronico by Suzuki che a velocità costante ottimizza la miscela aria/carburante, per un rilevante contenimento dei consumi e delle emissioni nocive.

Scendendo fra i middle size troviamo le unità termiche a quattro cilindri, che vedono al vertice i 2.867 centimetri cubi dei 200/175/150 HP, con il DF200A e il DF175 distinti da un ottimo rapporto peso potenza, che possono essere richiesti con il sistema di distribuzione a fasatura variabile. In particolare i due propulsori da 200 HP, identificati dalle sigle DF200A e DF200AP, sono i più leggeri oggi presenti sul mercato – il loro peso di 225 kg è inferiore di circa il 12% rispetto a un V6 – e rappresentano lo stato dell’arte per fuoribordo di pari potenza. La cilindrata delle unità termiche è di 2.867 cc, dunque sono dei veri “Big Block”, che si caratterizzano per avere sia il rapporto di compressione sia il rapporto degli ingranaggi al piede più elevato nella loro categoria, peculiarità tecniche che consentono loro, grazie a valori di coppia elevati già ai bassi règimi, accelerazioni fulminee, decisamente più brillanti rispetto ad altri 200 HP. Su tutton sistema di monitoraggio di tutte le funzioni e controllo interno dei parametri operativi in tempo reale per garantire la massima affidabilità.

A seguire c’è un due litri declinato nelle tre potenze da 140, 115 e 100 HP, un 1.500 per i DF90A, 80A e 70A e i tre cilindri 941 di cilindrata che realizzano le potenze di 60, 50 e 40 cavalli, sempre con alimentazione a iniezione elettronica.

Tale caratteristica è presente anche sui fuoribordo portatili che utilizzano l’unità termica a tre cilindri da 490cc, cioè i pluripremiati DF30A e 25A, che nella loro categoria risultano i fuoribordo più leggeri sul mercato, e poi i bicilindrici da 327cc, il DF20A e il 15A, per finire al DF9.9B. Questi ultimi cinque modelli adottano un esclusivo sistema di alimentazioni a iniezione che per funzionare non necessità di batteria, altra caratteristica tecnologica esclusiva Suzuki.

Tre invece le cubature dei fuoribordo Suzuki più piccoli, tutti dotati di alimentazione a carburatore: un bicilindrico da 208cc per il DF 9.9A e il DF8A; un 138cc per i nuovissimi DF6A/5A/4A, lanciati in anteprima mondiale al Salone Nautico di Dusseldorf 2016 - per loro è stato sviluppato un sistema di alimentazione e di lubrificazione che permette di riporre il motore sui lati destro, sinistro e frontale, senza causare perdite di olio o carburante, inoltre sono i più leggeri del mercato con soli 23,5 kg di peso; un monocilindrico di soli 69cc per il più piccolo della gamma, il DF2,5, un vero peso piuma di solo 13,5 kg.