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Viareggio: la nautica vola, il porto si insabbia!

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Viareggio: la nautica vola, il porto si insabbia!
Viareggio: la nautica vola, il porto si insabbia!

Viareggio, che sta festeggiando il Carnevale... rimandato da febbraio scorso per le note cause, vive un periodo felice per la favorevolissima contingenza della sua industria più importante, e che dà lavoro tutto l'anno: la nautica da diporto.

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Volano le commesse sia per le imbarcazioni e sia per le navi, dove Azimut batte tutti in fatto di unità prodotte, e con gli altri shipyards in grande evidenza: Sanlorenzo, Overmarine Mangusta, Codecasa, Rossinavi, Next yacht group (ex Fipa yachts) con Maiora e Ab yachts. Formano un pacchetto, tutti insieme, che vale oltre il 25% del costruito italiano, destinato quasi totalmente all'export.

Per completezza, anche Vismara fa la sua parte negli sloop all'avanguardia con motore ausiliario. Come noto, le previsioni di crescita e il numero dei contratti già firmati superano nettamente le potenzialità produttive dell'area del quartiere Darsena, già espansa verso sud presso il mercato ittico, e anche a distanza, andando verso Torre del Lago Puccini, in zona Cotone, dove gli hangar crescono come funghi. Ma tutto ciò non è più sufficiente perché il boom della domanda è talmente forte che già da tempo si usano stabilimenti sui Navicelli a Pisa, e altri nella zona industriale di Massa. In più, Azimut ha già dichiarato, tramite il suo amministratore delegato Marco Valle, che forse alcuni yacht saranno  prodotti a Fano. In questo frenetico movimento, spiccano due fattori importanti che potrebbero incidere negativamente, a breve, sul comparto. 

Yacht di notte via coppino
Yacht di notte via coppino

Il primo è l'insabbiamento repentino avvenuto all'interno del porto e sull'imboccatura, e che nessuno provvede a dragare. Oggi non si passa in alcuni punti dove c'è un metro e mezzo d'acqua. Fuori, la barra sabbiosa, che prosegue sott'acqua dal molo di levante, è a due metri, e crea condizioni avverse pericolose in entrata e uscita. Numerosi sono già stati i casi di “toccate” sul fondo di imbarcazioni e di navi. L'altra criticità da tempo segnalata, e sempre più pressante, è la viabilità nel quartiere Darsena. Con l'aumento esponenziale delle attività industriali e del grande terziario collegato, la via Coppino, principale arteria dalla ferrovia, dall'Aurelia, e dall'autostrada, è collassata ad ogni ora del giorno.

Sono migliaia e migliaia i veicoli di ogni tipo che vi si affollano e che creano disagi indicibili ai residenti e alle attività commerciali. E di notte transitano, caricati su carrelli motorizzati, barche di lunghezza anche di 40 metri e oltre, che sfiorano i terrazzi delle case: uno spettacolo seguito da curiosi di ogni età..... Ovvio che tale situazione non è più sostenibile, per motivi ben intuibili. Esistono  progetti, solo sulla carta, per un asse di penetrazione che dovrebbe passare dalla pineta di levante, a monte della Darsena, con relativo abbattimento di centinaia di alberi e anche di un... condominio abitato da decenni, e un' alternativa con risistemazione della viabilità esistente, peraltro complicata da attuare. Insomma, è facile intuire che non se farà nulla per anni. 

“Quindi va bene così – si sente dire in giro – e che non vengano a … rompere...”, in schietto toscano.

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