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America’s Cup 37, il New York Yacht Club riparte da Stars+Stripes

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L' America's Cup davanti alla sede di Newport R.I. del NYYC
L' America's Cup davanti alla sede di Newport R.I. del NYYC

Alcune voci circolavano sui social, poi è arrivato il comunicato ufficiale del NYYC (lo abbiamo pubblicato nella sezione in lingua inglese di Pressmare.it) nel quale il Commodoro Christopher J. Culver dichiara: “"La nostra sfida per la 37a America's Cup incorporerà l'esperienza acquisita durante la precedente edizione con American Magic nella fondazione di un sindacato duraturo che metterà in mostra il talento e l'ingegno americani, cercherà un supporto significativo da grandi aziende con l’intento di creare un marchio leader per riportare la vela americana ai vertici dello sport per le generazioni a venire".

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Per riunire i migliori talenti della vela americana – prosegue il comunicato - il team Stars+Stripes fondato dai membri Mike Buckley e Taylor Canfield, campioni mondiali in carica di Match Race, si unirà alla campagna del New York Yacht Club per la 37a America's Cup. L'eredità della campagna di Stars+Stripes per la 36a America's Cup include numerosi componenti chiave e relazioni che contribuiranno a una campagna di successo per la conquista della Coppa.

Ricordiamo che già ai primi di maggio di quest’anno il NYYC aveva lanciato a sorpresa una sua proposta di Protocollo per “blindare” in un formato predefinito le prossime quattro edizioni di un’ America’s Cup a cadenza triennale. Proposta subito respinta da Defender e Challenger of Record, non fosse altro che per l’irritualità e una certa dose di supponenza, visto che il pur blasonato yacht club, detentore della “Auld Mug” per 132 anni, non ha al momento alcun titolo per indirizzare le scelte.

La nuova mossa pone alcune domande, a partire dal ruolo di American Magic e dei suoi finanziatori oltre alla permanenza dello skipper Terry Hutchinson (quella di Dean Barker appare davvero poco probabile). Abbiamo rivolto queste e altre domande al direttore della comunicazione del NYYC, il quale ci ha detto – peraltro ce lo aspettavamo - che i tempi sono prematuri per dare una risposta e che stanno valutando tutte le possibilità per lanciare una sfida più forte possibile. Tra gli scenari ci potrebbe anche essere quello paradossale, se nulla osta nel Protocollo, di una sfida con due team concorrenti da parte del NYYC.

Notiamo un comun denominatore tra questa vicenda e quella del club Defender, il Royal New Zealand Yacht Squadron, rispetto alle scelte di Team New Zealand circa il luogo dove difendere la 37^ America’s Cup: i Commodori degli yacht club più blasonati non si accontentano del prestigio di rappresentare un team, ma vogliono avere voce in capitolo, supportati in questo dal fatto che l’America’s Cup è e rimane una sfida tra club e non tra team. Ma sono i capitali, sempre più ingenti, richiesti per partecipare con successo, a dettare di fatto legge. E chi mette sul piatto le risorse economiche detiene il diritto di prendere le decisioni. Al momento Stars+Stripes porta al NYYC due velisti di gran talento, un nome iconico (odio questo aggettivo, ma stavolta ci sta), un AC75 versione 1 mai completato… sponsor cercasi.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

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