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SailGP a Taranto: SailGP Usa e SailGP Japan in testa a pari punti

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La flotta SailGP a Taranto
La flotta SailGP a Taranto

È stata una bella giornata a Taranto, quella che ha visto il debutto della tappa italiana del Circuito SailGP, dove le otto barche hanno preso il via accompagnate dalle Frecce Tricolori. Tre regate con vento leggero e grande competizione tra tutti gli otto team che hanno optato per la riduzione di equipaggio, da cinque a tre atleti, e quindi di peso a bordo per consentire ai veloci F50, nonostante il poco vento, di alzarsi sui foil e correre sull’acqua per chiudere quei percorsi studiati per durare al massimo 15 minuti. Una formula ideale a favore della spettacolarità e, così come a Taranto, riscuotere un grande successo di pubblico che dagli spalti può tranquillamente seguire il campo di regata. Spettacolo nello spettacolo le quasi mille barche in acqua degli appassionati, attorno al campo di regata, per essere ancora più vicino ai veloci multiscafi.

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La giornata si chiude con SailGP Usa e SailGP Japan a pari punti, 21, - James Spithill al timone del primo e Nathan Outteridge e Checco Bruni rispettivamente al timone e alla regolazione del volo sul secondo - seguiti da SailGP Spain, condotto da Phil Robertson, al terzo posto con 17 punti. La più combattuta tra le tre regate è stata proprio la prima, dove le posizioni si sono alternate a ogni giro di boa, fino alla volata finale, con primo al traguardo Jimmy Spithill, che ha lasciato a pochi metri alle spalle il team del Sol Levante.

USA SailGP Team
USA SailGP Team

“Ho molti fan in Italia, ed è bello essere qui e sentire tutto il loro supporto” dice Spithill “ qui abbiamo i migliori velisti del mondo e penso che chiunque possa vincere su questo bel campo di regata”.

Checco Bruni, neo ambasciatore di One Ocean Foundation, che proprio in occasione del SailGP ha firmato la Charta Smeralda ci ha detto: “Come prima cosa invito i cittadini di Taranto, gli appassionati sportivi, i velisti ecc. ad aderire a leggere e sottoscrivere la Charta Smeralda”.

Come mai non c’è ancora un team italiano? “Penso prima di tutto perché abbiamo dedicato le energie alla Coppa America, e creare un team è un lavoro importante. James è salito a bordo del team americano che già esisteva e io su quello giapponese. Sono certo che in futuro riusciremo a creare una squadra italiana su queste incredibili barche, sempre in evoluzione e sviluppo”. Domani ancora due regate di flotta e la finale, secca, dove a regatare saranno i primi tre team in classifica.

Emanuela Di Mundo

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