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Tommaso Chieffi, Luna Rossa ha vinto con merito la Prada Cup

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Luna Rossa vince con autorevolezza la Prada Cup ph.COR36/Borlenghi
Luna Rossa vince con autorevolezza la Prada Cup ph.COR36/Borlenghi

La Prada Cup si è conclusa nel migliore dei modi per la nostra Luna Rossa, che con un secco 7 a 1 conclude, al di sopra di ogni più rosea aspettativa, questo girone finale, di fatto umiliando un Ineos Team UK che non è mai riuscito a rialzarsi dall’angolo del ring, come un pugile suonato e senza forza. Non bisogna tuttavia lasciarsi influenzare troppo dal risultato che certamente rispecchia il valore della nostra barca, ma non necessariamente quello della barca avversaria.

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Tommaso Chieffi
Tommaso Chieffi

Infatti Luna Rossa ha corso benissimo nelle condizioni per lei più sfavorevoli, quando il vento nella prima e nella seconda giornata raggiungeva l’intensità di 17/18 nodi, conducendo magistralmente le partenze e poi applicando una marcatura strettissima senza lasciare via di scampo al suo avversario, ma è stata altresì fortunata nelle ultime giornate, quando un Ben Ainslie ormai messo alle corde, si è ricordato di essere il campione che è vincendo ben tre partenze su quattro, ma nulla ha potuto contro una barca decisamente più veloce in quelle condizioni di vento leggero. Il team italiano ha fatto un ottimo lavoro dopo aver perso cinque a zero nella semifinale dal team inglese, si è concentrato, ha raccolto le forze, e ha dapprima inflitto un secco 4 a 0 a American Magic, nonostante le condizioni fossero congeniali a Patriot, la loro barca, poi si è concentrata su Britannia, grande favorita prima di queste regate. La hanno affrontata con piglio deciso fin dall’inizio, senza darle la possibilità di rialzarsi, e quindi costruendo una vittoria ineccepibile sul campo.

Britannia nel corso della finale di Prada Cup
Britannia nel corso della finale di Prada Cup ph.COR36/Borlenghi

Cosa ci si aspetta adesso? Sicuramente la strada continua ad essere difficile e impervia, ma proprio la consapevolezza che non sarà una passeggiata di salute costituisce la forza maggiore del team italiano che ha proprio nell’umiltà e nella voglia di combattere il suo maggior punto di forza… Arrivare a una finale di America’s Cup è già un risultato di per sé eccezionale, ma non deve costituire un appagamento per i nostri perché l’obiettivo finale, il monte Everest è lì davanti e si può raggiungere con la dovuta modestia e volontà.

Luna Rossa si è presentata con una barca estremamente competitiva, ma le barche competitive sono concepite da equipaggi competenti e, nello specifico, un equipaggio che ha fatto dell’innovazione del doppio timoniere e dell’efficacia in partenza oltre che dell’estrema manovrabilità sul campo un punto di forza difficile da battere in un campo stretto con i boundary come quello del match race moderno. I nostri hanno affinato illoro metodo, eliminando quelle esitazioni nella comunicazione, quelle piccole sbavature che, nonostante il potenziale ci fosse, avevano impedito di raggiungere il risultato nel corso dei Round Robin. Ora, con la barca in configurazione quasi definitiva, con due timonieri che lavorano praticamente all’ unisono e con il randista Pietro Sibello anche nel ruolo di tattico, che ha coperto un po’ quella mancanza derivante proprio dal fatto di avere due timonieri, direi che la nostra armata è abbastanza forte.

ETNZ e Luna Rossa durante le regate di avvicinamento all'America's Cup
ETNZ e Luna Rossa durante le regate di avvicinamento all'America's Cup

Basterà per battere Team New Zealand? Nessuno ha sufficienti elementi per sbilanciarsi, l’armata neozelandese è quasi inattaccabile, però sicuramente abbiamo delle buone chances, soprattutto se le condizioni di vento, come si prevede con il finire dell’estate, diventeranno più leggere e quindi più consone alla nostra barca. Per il momento si può solo raccomandare al team di Luna Rossa il solito programma, ovvero lavorare senza lasciare nulla al caso, con modestia ed evitando inutili egocentrismi, una ricetta che fino a ora ha funzionato e che potrebbe funzionare anche in un futuro oramai prossimo.

Un plauso particolare va infine fatto a tutto il team, un organico di 121 persone che fanno sì che la barca sia sempre pronta, e che tutto funzioni, su oggetti che diventano via via più complicati, in cui la parte di manutenzione e preparazione per la regata è un vero esercizio di equilibrio. Noi vediamo sempre la parte sportiva, i nostri atleti che ci rappresentano a bordo, ma non va dimenticato che gran parte del successo di Luna Rossa è dovuto anche alle persone che lavorano umilmente dietro le quinte, per far sì che questa barca sia sempre pronta e competitiva. 

Alcuni dei precendenti commenti di Tommaso Chieffi:
- prima giornata della finale di Prada Cup
- vigilia della finale di Prada Cup
- semifinale di Prada Cup

Il Team Luna Rossa alla cerimonia formale di consegna della Prada Cup ph. Studio Borlenghi/COR36
Il Team Luna Rossa alla cerimonia formale di consegna della Prada Cup ph. Studio Borlenghi/COR36

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