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Concluso il Crowdfunding DeepSpeed: raccolti oltre 2,8 milioni di euro

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Crowdfunding DeepSpeed
Crowdfunding DeepSpeed

Che sarebbe stata una campagna di crowdfunding da record lo si era intuito fin dall’inizio, con oltre 400 mila euro raccolti solo nel primo giorno (2 dicembre 2020), battendo l’obiettivo minimo di raccolta di 300 mila euro e andando così in overfunding. La startup innovativa Sealence, che sta sviluppando l’innovativo jet marino DeepSpeed, non ha deluso le aspettative: ha infatti chiuso nei giorni scorsi la sua campagna di crowdfunding con una raccolta totale superiore a 2,8 milioni di euro. Nonostante la campagna sia chiusa, fonti della piattaforma CrowdFundMe sostengono che, in base alle prenotazioni ricevute, la raccolta complessiva potrebbe raggiungere i 2,9 milioni. Gli investitori hanno acquistato delle azioni di Sealence con una quota minima d’investimento di 2.820 euro, che corrispondeva a un lotto di 1.000 azioni. Inoltre, chi ha sottoscritto i primi 300 mila euro della raccolta online ha ricevuto dei warrant, grazie ai quali potrà acquistare azioni a sconto nei round successivi.

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Si tratta di un record per una campagna di crowdfunding di una startup innovativa sul portale di crowdfunding quotato all’Aim Italia CrowdFundMe: infatti, delle 6 campagne che hanno raccolto di più, 3 sono relative a progetti immobiliari, 2 a veicoli d’investimento e 1 alla pmi Sixth Continent. I fondi raccolti saranno impiegati da Sealence per:

1.   accelerare e finalizzare le attività di sviluppo e testing dei jet;

2.   avviare l’iter di certificazione propedeutico alla loro commercializzazione;

3.   estendere sul piano internazionale la tutela brevettuale della tecnologia;

4.   investire in strategie di marketing e comunicazione;

5.   costruire una prima struttura di rete commerciale, sia diretta che indiretta;

6.    creare e formare una rete estesa di assistenza;

7.    cogliere le opportunità di crescita per linee esterne, attraverso l’acquisizione di aziende ad elevate competenze specialistiche o tecnologiche.

DeepSpeed
DeepSpeed, gli innovativi jet elettrici di Sealence

La campagna di crowdfunding rientra in un aumento di capitale da 7 milioni di euro di Sealence, con cui sono in trattativa per entrare in società alcuni fondi italiani e internazionali. Sia il nuovo round di serie A che la campagna di crowdfunding erano stati preannunciati dalla startup nel novembre 2020. Sealance, che ha una valutazione pre-money di 33,5 milioni di euro, in occasione della campagna su CrowdFundMe in corso si è anche trasformata in spa (Sealence spa). Inoltre, la startup sta studiando la quotazione in Borsa fra 3 anni.

Ricordiamo che nell’ottobre 2019 Sealence aveva lanciato un’altra campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, grazie alla quale aveva incassato 450 mila euro. Inoltre la startup durante il primo lockdown era riuscita a collocare un minibond convertendo da 500 mila euro, offerto a tutti i 126 soci che avevano aderito alla prima campagna di crowdfunding.

A valle della prima campagna, Sealence ha accelerato la fase di ingegnerizzazione, ha avviato un dottorato di ricerca presso l’Università di Padova (una delle tre università partner dei jet) e ha assunto 10 persone – soprattutto progettisti e ingegneri – tra cui il CTO Marco Cassinelli (ex direttore tecnico in MV Agusta, con un passato di progettista ai massimi livelli in Alfa Romeo, Lamborghini, Audi, Maserati,) che affianca il responsabile scientifico del progetto DeepSpeed, il Prof. Ernesto Benini.

I jet elettrici DeepSpeed al Salone di Genova 2020
I jet elettrici DeepSpeed al Salone di Genova 2020

Il percorso che ha portato oggi alla ribalta il propulsore DeepSpeed parte dal lontano 2007, quando il primo concept prese forma a cura di William Gobbo – oggi fondatore e manager della startup – con l’idea di sviluppare un sistema propulsivo più rispettoso dei nostri mari ed al contempo più efficiente dei sistemi ad elica. E’ noto infatti che l’elica è un diffuso ma al contempo inefficiente mezzo per spingere un’imbarcazione e questa inefficienza aumenta col salire delle velocità. E’ per questo che in settori più avanzati quali quello aeronautico, i jet hanno rimpiazzato le eliche in tutte quelle applicazioni dove efficienza e performance sono importanti elementi di valutazione. Anche nel settore navale sono nel tempo comparsi dei sistemi a jet, più correttamente idrogetti, ma questi hanno sempre sofferto del fatto di essere collocati all’interno degli scafi, il che comporta inevitabili complicazioni ed importanti inefficienze, tanto che alla fine i sistemi a idrogetto si sono affermati con successo solo sulle moto d’acqua, dove l’efficienza ed i consumi non sono la prima discriminante di scelta. Il propulsore DeepSpeed si propone quindi di superare sia i sistemi ad elica sia gli attuali idrogetto e fissare nuovi standard in termini di efficienza e di performance, oltre che di ridurre l’inquinamento e gli ingombri. I vantaggi della tecnologia sono rivoluzionari sia rispetto alla tradizionale propulsione a elica, sia rispetto a quella idrogetto entrobordo. Le prime imbarcazioni realizzate dai cantieri partner usciranno nel 2021 e saranno destinate a effettuare test e dimostrazioni al pubblico. La tecnologia DeepSpeed ha ottenuto il brevetto europeo; a livello internazionale, è già stato riconosciuto in Australia ed è attualmente in fase di estensione in Canada e Nuova Zelanda, prossimamente lo sarà in Usa, Cina e nel resto del mondo. Molti cantieri navali europei hanno manifestato interesse verso il prodotto e recentemente il CNR ha siglato un accordo con Sealence  per partecipare allo sviluppo dei jet. Sealence afferma che già ad inizio 2021 verrà realizzato un primo lotto di pre-produzione da riservare alle realizzazioni di imbarcazioni dimostrative da parte dei cantieri partner che hanno già manifestato il proprio interesse. La commercializzazione al grande pubblico, invece, è attesa ad inizio 2022, dopo una sperimentazione coaudiuvata anche dal CNR, che ha messo a disposizione le proprie strutture per l’esecuzione di test strumentali. Sealence ha chiuso il 2019 con una liquidità di oltre 400 mila euro e un attivo di oltre 2 milioni di euro, di cui il 50% formato da crediti ancora da esigere (bandi di finanziamento pubblici, R&S, Iva ecc).

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