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Lettera aperta di Riccardo Simoneschi, candidato Vicepresident WS

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Riccardo Simoneschi
Riccardo Simoneschi

Milano, 17 ottobre 2020 - Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta giunta da Riccardo Simoneschi, candidato alla vicepresidenza di World Sailing, la federazione internazionale della vela. Simoneschi è un velista con un lunghissimo curriculum sia come atleta che come organizzatore di regate, mentre come dirigente è stato, tra le tante attività, vicepresidente sia del World Sailing Equipment Committee che del WS Events Committee del quale è attualmente membro. È stato presidente della Classe Internazionale Melges 24 e dell' ISCYRA, l'associazione mondiale della Classe Star, per la quale ha fattivamente contribuito a ottenere la proroga dello status olimpico fino a Giochi di Londra 2012.

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Il suo programma in seno a World Sailing e il CV completo di Riccardo sono disponibili qui.

Questa la lettera aperta:

Vorrei esprimere il mio pensiero, adesso che siamo ancora lontani dall’esito delle elezioni per il Board di WS. Lontani in quanto, pur essendo terminato questa notte il periodo di voto, i risultati saranno palesati solo il 1° novembre pv. Si tratta del primo voto e della prima elezione “digitale” della storia della Federazione Internazionale e nessuno sa veramente cosa succederà, le variabili non prevedibili sono troppe. Hanno votato 127 nazioni, un numero record mai registrato prima, quindi anche tantissime federazioni che potremmo definire "satelliti” di quelle più significative, nazioni che mai o molto raramente hanno partecipato ai lavori di World Sailing e di cui è spesso difficile determinarne la reale consistenza, almeno pensando a una Federazione nazionale come la possiamo intendere noi. Io non sono un politico e non ho mai fatto campagne elettorali in precedenza, quindi vi chiedo di voler leggere i miei commenti tenendo presente questa prospettiva. In effetti, anche in questo caso, della mia campagna mi sono limitato a sostenere una visione della vela più semplificata, non imposta dall’alto verso il basso ma aiutata a crescere dal basso verso l’alto. Inclusiva di tutte le attività veliche e non solo focalizzata sulle classi Olimpiche come spesso accade in World Sailing.

In questo ultimo mese sono stato impegnato nell’organizzare diversi eventi sportivi, resi complicatissimi dai condizionamenti del Covid e dal tempo metereologico, una situazione che ha generato continue emergenze, lasciandomi il fiato cortissimo per qualunque altra attività incluso seguire le vicende di WS. Peraltro, avevo già presentato le mie idee, le mie esperienze e la mia disponibilità a suo tempo. Non avevo altre “promesse elettorali" da fare, la mia storia è sotto gli occhi di chiunque.

Quando sono tornato in campo, negli ultimi due giorni, mi sono trovato di fronte uno scenario che, comunque vada l’elezione, giudico davvero mediocre e fumoso, probabilmente specchio dei tempi attuali. Da quanto mi è stato riportato, in queste ultime settimane, i vari candidati hanno passato il tempo immersi in un giro di telefonate che inevitabilmente, dopo poco, deve essersi concluso con ripetere in continuo le stesse cose dal punto di vista programmatico e di sviluppo. Quindi alla fine è lecito immaginare che l’oggetto di tali colloqui non sia stata "la visione e le azioni" da intraprendere per promuovere il nostro sport ma accordi di diverso contenuto.

Ho sentito parlare di promesse di sponsor in cambio della presidenza, ho sentito di costosissime “strutture dedicate” all’elezione di questo o quel candidato. Personalmente trovo questo approccio del tutto ingiustificato nel mondo dello sport se lo stesso è privo di interessi nascosti. Il focus avrebbe dovuto essere quello dello sviluppo, dei programmi e delle idee e soprattutto della coesione della quale, come è molto probabile, sentiremo ancora la mancanza, con un Board che inevitabilmente risulterà spaccato in due e limitato da molteplici conflitti di interesse, più o meno palesi. Ancora una volta sarà l'apparato a vincere giustificando i propri ruoli in modo fine a sé stesso, senza tenere conto delle vere necessità ma solo ripartendo “poteri” che, nel caso della vela, sono davvero modesti. Durante questo percorso è significativo come molti dei candidati si siano dimenticati del fatto che si tratti di prestare la propria opera in forma di volontariato. La durezza degli scambi e la loro inutilità mi hanno lasciato perplesso. Dobbiamo occuparci di mandare avanti la vela non di litigare (allo stato attuale, tra le altre, abbiamo la questione di un presidente della Federazione Internazionale “per avvocati” con il Vicepresidente del CIO anche responsabile della parte finanziaria del Comitato Olimpico che, indifferentemente da chi abbia ragione o torto, è dimostrazione di qualcosa di anomalo). Non so cosa pensare... la mia buona fede e voglia di fare vacillano davvero davanti a queste cose, dobbiamo semplificare non complicare, dobbiamo aiutare non vessare con regole assurde e utili solo a mantenere posizioni e titoli che hanno valore solo per i più poveri di spirito o per chi lo sport non lo ha mai fatto davvero. Mi fa male vedere lo sport in mezzo a queste situazioni che, inevitabilmente, impediscono uno sviluppo maggiore e la persistenza dei valori etici che dovrebbero essere alla base di ogni attività sportiva. Sviluppo già reso molto complesso dai tempi in cui viviamo.

Per quanto sopra non so come mi andrà sul piano personale. Spero che, indifferentemente da me, ci possa essere un cambio di tendenza che è l’obiettivo principale dell'impegno di chi ha il mio stesso sentire. Comunque andrà io manterrò il mio impegno nel cercare di promuovere la vela, da dentro o da fuori World Sailing, rispettando i valori fondamentali dettati dalla passione e dal fair play che, per fortuna, trovo ancora tra gli atleti e i giudici sul campo di regata, lontani dalla politica.

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