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Doyle Italia invela con la tecnologia Stratis un innovativo catamarano

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Il cat Navalaris in occasione delle prime prove delle vele Doyle Stratis
Il cat Ita 14.99 Navalaris in occasione delle prime prove delle vele Doyle Stratis

Il gioco completo di vele realizzate da Doyle Italia per l’Itacatamarans 14.99  “Navalaris”, è stato protagonista delle prime prove in mare, nelle acque antistanti Fano. L’intero set è stato progettato in Italia da Dario Motta, giovane sail designer recentemente entrato a far parte del team di Doyle Italia di cui Pressmare ha pubblicato un profilo in questa intervista

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Dario è un ingegnere navale con dottorato di ricerca presso l’università di Auckland. Le vele di “Navalaris” sono state disegnate in collaborazione proprio con l’ufficio tecnico Doyle della “città delle vele neozelandese”, guidato da Richard Bouzaid.

Il materiale per la costruzione è la membrana Stratis in colore titanium, con fibre di carbonio e Technora orientate in funzione dei carichi sulla vela, laminate in Nuova Zelanda e finite in Italia. La membrana Stratis non ha limiti dimensionali ed è usata anche per i superyacht più grandi, quali “Sea Eagle II”, il tre alberi di 88 metri recentemente varato in Olanda.

Doyle Stratis, dettaglio di randa e fiocco a riva sul Itacatamarans 14.99
Doyle Stratis, dettaglio di randa e fiocco a riva sul Itacatamarans 14.99 "Navalaris"

La randa full batten con square-top larga ben 2 metri di “Navalaris” si avvale del sistema di issata e ammainata semplificato, derivato dall’innovativo Anomaly Headboard, ideato da Doyle Sails. Si tratta di una soluzione che permette di ripiegare all’interno del lazy bag l’intera randa, inclusa la square top, senza necessità di sganciarla dalla drizza, a tutto vantaggio del comfort e facilità di utilizzo in crociera.

Il fiocco autovirante avvolgibile lavora sul nuovo sistema Karver KFX con torque cable; questo prevede la sostituzione del classico strallo con un cavo in tessile antitorsione e l’eliminazione, sullo strallo stesso, dell’estruso per l’avvolgitore.

La vela, agganciata al cavo con i garrocci, consente un enorme risparmio di peso a tutto vantaggio del miglioramento delle performance.

La staysail è realizzata per essere autoportante senza cavo, in gergo tecnico structured luff: si tratta dell’evoluzione della tecnologia cable-less, inizialmente applicata ai Code 0 e agli asimmetrici in membrana Stratis. Grazie a questa importante innovazione, anche per le staysail il cavo antitorsione viene eliminato e sostituito da un’apposita fibratura in carbonio lungo l’inferitura della vela; la disposizione delle fibre viene quindi progettata per lavorare in sostituzione del cavo, non solo in andatura, ma anche nelle manovre di avvolgimento e apertura delle vele. Questo consente un risparmio sul peso, maggiore facilità di stivaggio e performance migliori.

Il Code 0 cable-less è realizzato con l’ormai consolidata tecnologia introdotta da Doyle Sails circa tre anni fa. I vantaggi di questa vela, oltre ai più semplici aspetti positivi legati all’assenza del cavo sono diversi molteplici:

Carichi notevolmente minori a parità di catenaria lungo l’inferitura: questo consente di utilizzare molto più facilmente la vela ad angoli stretti, in quanto sarà necessario dare meno tensione sulla drizza per ridurre la catenaria. Una caratteristica che diventa ancora più importante per le barche prive della lock (il dispositivo che aggancia la drizza stessa alla testa d’albero), in quanto tutto il carico rimandato in coperta aggiunge compressione all’albero.

Maggiore range di utilizzo: lascando la tensione sulla mura, sarà molto più facile far “volare” la vela, per consentire performance migliori scendendo ad angoli più larghi anche con vento leggero.

Il team di Doyle Italia ha costantemente interagito con Lorima, il produttore dell’albero e con Carbolink, fornitore del sartiame, per integrare al meglio il design delle vele con le caratteristiche del rig. Pur con raffinatezze tipiche delle costruzioni da regata, il pacchetto aerodinamico studiato per “Navalaris” è funzionale ad uno yacht da crociera.

“L’armatore ci ha contattati chiedendo il massimo, vele performanti, leggere e durevoli per un nuovo catamarano hi-tech – spiega Mario Giattino, sales director della veleria - siamo certi di avergli offerto il meglio della tecnologia Doyle. Il mercato dei catamarani, con le sue esigenze specifiche, è in costante espansione ed è stato particolarmente interessante aver lavorato alle vele per questo esemplare ad alta tecnologia”.

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