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Dado Castelli: lettera aperta perché il Laser venga tutelato

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Dado Castelli sul suo Laser, classe nella quale è Campione Italiano Master
Dado Castelli sul suo Laser, classe nella quale è Campione Italiano Master

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta che il noto laserista "Dado" Castelli - è campione italiano Master in carica e detiene il record di traversata del Lario conquistato a bordo del suo Laser rigorosamente standard - ha inviato a Stefano Carnevali, segretario della AICL, Associazione Italia Classi Laser e soprattutto ai laseristi praticanti.

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La gestione e la rappresentanza della deriva più diffusa al mondo, classe olimpica sia maschile che femminile, è da tempo oggetto di malumori da parte di molti atletii, sia a livello italiano che internazionale. Fece scalpore la presa di posizione del brasiliano Robert Scheidt,  plurimedagliato olimpico e pluriridato nella classe, a difesa del Laser che rischiava di venire estromesso come barca olimpica, indebolito da una querelle politico-economica relativa ai cantieri autorizzati a produrre la barca. Il Laser è stato riconfermato anche per Parigi 2024, ma la grande base di praticanti lamenta problematiche legate al nuovo corso dell'ILCA, l'associazione internazionale. 

Quello che si chiede è di ascoltare la base dei praticanti, Castelli avanza inoltre delle proposte. 
Ricordiamo che le persone e le associazioni citate, potranno replicare a questa lettera con il loro punto di vista inviandolo a info@pressmare.it

 

Lettera aperta


Da Alessandro Castelli ad Associazione Italia Classi Laser

 

Caro Stefano,

mi rivolgo a te in quanto segretario del distretto Laser italiano, socio principale di Eurilca.
Nel suo comunicato pubblicato il 1.12.2019 dopo l’Annual General Meeting Eurilca affermava che “EurILCA have scheduled an extraordinary EAGM for mid January to make any decision we believe necessary to protect the interests of our sailors, should significant progress on the above points not be apparent.”
Ritengo importante che i rappresentanti dei distretti Laser europei arrivino a questo meeting sapendo cosa ne pensano i loro associati in merito, visto che le decisioni da prendere avranno un impatto fondamentale sul futuro dell’attività della Loro classe.
Per questo motivo propongo che ogni distretto tenga un referendum (per via elettronica si fa in fretta, ogni associato avrà un indirizzo email od un numero di cellulare a cui scrivere un messaggio) su cosa fare.
Le opzioni realistiche sono due.

1)  Continuare l’attività della classe con le regole stabilite dall’attuale direttivo di ILCA, quindi con barche ed attrezzatura ILCA Dinghy costruite in almeno 9 cantieri diversi in concorrenza tra loro.

2)  Staccarsi da ILCA con una nuova classe che raggruppi tutti i proprietari di Laser e che porti avanti l’attività come fatto dagli anni 70 ad oggi con i Laser, in stretta monotipia ed il più possibile uguali, prodotti da un numero ristretto di cantieri.

Colgo l’occasione di questa lettera per manifestare ed argomentare la mia intenzione di voto. Io voterò l’opzione 2, per i seguenti motivi:

-  Il motivo principale per cui vado da tanti anni in Laser piuttosto che su un’altra barca è la sua stretta monotipia. Non voglio menate di barche od attrezzature con prestazioni diverse, che portano inevitabilmente alla rincorsa del prodotto migliore.
Gli ILCA Dinghy saranno sicuramente diversi tra loro nelle prestazioni e finiranno sicuramente con il costare di più. Chi nega questo o è stupido o è in malafede.

-  Il secondo motivo per cui vado in Laser è la sua semplicità e la sua durata nel tempo. Non mi interessa avere rig innovativi con vele innovative che mi facciano andare mezzo nodo in più. Ho tante altre barche a disposizione sul mercato per andare anche molto più veloce.

-  Il terzo motivo è che sono in totale disaccordo con l’attuale direttivo di ILCA, le cui azioni compiute negli ultimi 10 mesi non condivido nella maniera più assoluta.

Ho sentito l’irrefrenabile bisogno di scrivere questa lettera perché ho la sensazione che un gruppo di persone stia rovinando il nostro amato Laser e che noi laseristi non stiamo facendo nulla per difenderlo.

Saluti,
Alessandro Castelli

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