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Columbus "Dragon": varato ad Ancona il Palumbo Superyacht più grande

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Il Columbus 80m Dragon al momento del varo
Il Columbus 80m Dragon al momento del varo

Ogni volta che inizia la costruzione di una nuova nave di Palumbo Superyachts, accanto alla sua prua viene portato, quale segno beneaugurante, un giovane albero di ulivo che resta lì fino a quando lo yacht non è ultimato. Quando poi la nave lascia il capannone che l’ha vista prendere forma, l’ulivo viene tolto dal vaso e piantato nella terra del cantiere.

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Una tradizione ripetuta anche al termine della costruzione del Columbus “Dragon”, il gigante con scafo in acciaio e sovrastrutture in alluminio, 2.100 tonnellate di stazza, lungo 79,5 metri e largo 13,0, che stamattina abbiamo visto andare in acqua all’interno del cantiere Isa Yachts di Ancona.

I suoi possenti motori MTU 4000 M63L e la sua carena dislocante garantiscono una velocità massima di 16,5 nodi e, a 12 nodi di crociera, un’autonomia di 6.000 miglia nautiche. Linee esterne sviluppate da Hydrotec, interni firmati da Francesco Guida, si tratta della nave da diporto più grande costruita sotto l’egida di Palumbo Superyachts, che porta con sé un altro record significativo: è stata costruita in soli 27 mesi.

Il Columbus 80m Dragon in acqua
Il Columbus 80m Dragon in acqua

“Profonda ingegnerizzazione, fino al particolare più piccolo, grande organizzazione, efficienza e tanto lavoro fatto con passione da parte di tutti gli uomini che hanno contribuito alla realizzazione di questa nave.” A spiegare il “segreto” di tanta rapidità è Giuseppe Palumbo, terza generazione di una famiglia che, nell’ambito delle costruzioni e riparazioni navali, con il Gruppo Palumbo in 52 anni ha saputo creare una delle realtà più importanti fra quelle che operano nel bacino mediterraneo.

Un gruppo che nel 2008 si è lanciato anche nella yachting industry, prendendo forza nel tempo con un piano di crescita basato sull’acquisizione di sedi strategicamente posizionate: oltre al cantiere di Napoli, da dove tutto iniziò, sono sette i cantieri navali di cui ora dispone: tre, Messina, Rijeka, Tenerife, solo per riparazioni navali, poi Malta - dove il gruppo possiede due strutture, una delle quali lavora sempre nello shipping mentre l’altra è per il refit di navi da diporto - quindi Marsiglia – solo refit di superyacht - e infine Ancona e Savona che, oltre a garantire assistenza e lavori di ricondizionamento per yacht di ogni tipo, sono shipyard a tutti gli effetti, dove le navi da diporto vengono anche costruite. Più di 500 imbarcazioni riparate ogni anno, dalle porta container ai giga yacht, sintetizzano come il core business della holding Palumbo Group, oltre 900 dipendenti, resti quello delle riparazioni navali, qualsiasi tipo di nave commerciale, qualsiasi tipo di yacht, ma proprio le acquisizioni di Isa Yachts (2016) e Mondomarine (2018) con i rispettivi cantieri, stanno offrendo un’importante possibilità di crescita a un asset che, oltre alla notorietà sulle riviste patinate, potrà garantire incremento al fatturato. Più che una profezia, un dato di fatto poichè attualmente Palumbo Superyachts ha ben otto barche in costruzione – sei vendute e due speculative – suddivise fra i brand che compongono la sua offerta. Oltre ai citati Isa Yacht (linea di barche con scafi in acciaio e sovrastrutture in alluminio), Mondomarine (linea di barche con scafi e sovrastrutture in alluminio) e Columbus (unità full custom), a comporre l'offerta c’è anche il marchio Extra Yachts, che produce motoryacht con scafo in vetroresina, il cui primo modello, l’Extra 76’, l’abbiamo visto in occasione del Versilia Yachting Rendez-vous 2018. A questo seguiranno un 93’ – anteprima al Cannes Yachting Festival 2019 – e poi un 86’.

Giuseppe Palumbo e i manager di Palumbo Superyachts
Giuseppe Palumbo e i manager di Palumbo Superyachts durante i festeggiamenti per il varo di Dragon

Tornando al varo di Dragon, cerimonia festosa e suggestiva, va sottolineato che il battesimo dell’acqua di oggi è stato effettuato utilizzando il nuovo syncrolift che Palumbo Superyachts ha fatto realizzare in cantiere, manco a dirlo, con tempi record. In una manciata di mesi è stato messo in opera un sistema di sette piattaforme continue, utilizzabili a sezioni oppure come fossero tutt’una, con una capacità di sollevamento fino a 3.300 tonnellate, che lentamente ma inesorabilmente ha calato in acqua l’imponente scafo di Dragon. Dei suoi interni abbiamo saputo che a bordo, sul sun deck, c’è un piscina di 8 metri con impianto per il nuoto controcorrente, che il sottostante ponte ha un’area wellness/SPA completamente attrezzata, e che la beach area del lower deck è di 200 metri quadri. Di più non possiamo scrivere poiché l’armatore ha chiesto al momento la massima riservatezza su layout e allestimento della nave. Potremo scrivere qualcosa in più quando sarà esposta al Monaco Yacht Show 2019, il prossimo settembre.

Un momento della festa per il varo di Dragon
Un momento della festa per il varo di Dragon

 

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