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Intervista a Michele Gavino, amministratore delegato Gruppo Baglietto

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Ing. Michele Gavino, Amministratore delegato del Gruppo Baglietto
Ing. Michele Gavino, Amministratore delegato del Gruppo Baglietto

Silver Fox, 48 metri della T Line varato ad agosto e portato ai saloni autunnali, apre un nuovo corso del cantiere Baglietto. E presto con simbolo del Gabbiano ne arriveranno altri, ciascuno con un suo stile e un suo carattere per soddisfare gusti diversi. Sono parte di un piano di rilancio di un cantiere che guarda al futuro con un occhio alla sua antica tradizione

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Prendere in mano uno dei cantieri storici d’Italia che affonda le origini nella storia della nautica e lanciarlo con dinamicità e proattività verso il futuro può sembrare un’impresa facile. Ma bisogna avere in mano una strategia che sfrutta al meglio le carte vincenti di cui si dispone. Carte che non sembrano mancare al cantiere Baglietto, che proprio di recente ha concluso con successo l’iter certificativo in relazione ad un Sistema di Gestione Aziendale Integrato per la Qualità secondo la norma ISO 9001:2015, ottenendo dal Rina  il relativo Certificato di Conformità. Una realtà, quella del cantiere, con sede a La Spezia, che proprio partendo da solide basi di cui vanta sta perseguendo un piano di rilancio che mira a ricollocare il simbolo del “Gabbiano” tra l’olimpo dei maggiori brand internazionali. Dal 2012 di proprietà della famiglia Gavio, il cantiere vanta una lunga tradizione che affonda le sue origini nel lontano 800 ed oggi basa parte della sua strategia di rilancio sull’innovazione e sul nuovo con una particolare propensione verso la ricerca e lo sviluppo. Tiene le redini Michele Gavino, Ceo di Baglietto dal 2015, che PressMare ha incontrato di recente.

Ingegnere, da poco è stato presentato il nuovo T Line 48 metri Silver Fox. Che cosa rappresenta per Baglietto?

Silver Fox è frutto di una piattaforma di successo (sulla quale stiamo costruendo anche una gemella, la 10233 in consegna nel 2020); porta la firma di Francesco Paszkowski Design, di cui si riconoscono gli stilemi classici della tradizione Baglietto, mentre gli interni sono dell’Interior Design del cantiere. Il progetto ha molti  punti di forza. È soprattutto un’ulteriore prova della validità del progetto 48 metri dislocante (Silver Fox è la sister ship di Andiamo, il 48m che abbiamo presentato nel 2017) sviluppato su uno scafo che nel tempo ha dimostrato notevoli qualità di stabilità ed efficienza. Un progetto che combina ampi volumi interni, grandi spazi outdoor, con una linea raffinata e al tempo stesso sportiva. In questa recente costruzione Baglietto offre ulteriori sviluppi negli spazi outdoor, come il beach club, uno spazio in cui l’armatore e la famiglia possono vivere il mare, utilizzare i giochi d’acqua, fare attività fitness o wellness, a livello dell’acqua.

Il nuovo Baglietto T Line 48 metri Silver Fox
Il nuovo Baglietto T Line 48 metri Silver Fox

E a livello di progettazione che tipo di strategia avete tracciato?

Abbiamo cercato di ampliare la gamma di imbarcazioni il più possibile, in modo che i clienti possano scegliere tra diverse piattaforme navali (tra i 40 e 70 metri), differenti stili, e potenze diverse con linee identificative forti e chiare che fanno comunque percepire che in qualsiasi caso si è di fronte a un Baglietto, soprattutto se viste tra tante barche in mezzo al mare. Quindi abbiamo pensato di affidare le linee dei futuri yacht Baglietto a differenti designer e vedere come riuscivano a interpretare il nostro brand e la nostra storia. E la scelta si è rivelata giusta, visto che gli ultimi due contratti, due piattaforme completamente nuove ed interamente custom,  portano la firma di nuovi designer: entrambi sono di Horacio Bozzo ma uno, di 54 m, ha l’interior design realizzato da Hot Lab (ed è attualmente in costruzione) , l’altro, di 40 m, ha interni di Achille Salvagni. 

Quindi avete messo su una squadra di progettisti diversi?

In pratica sì: ai progetti di Francesco Paszkowski Design, che rappresentano la summa degli stilemi di Baglietto, si affiancano quelli disegnati da Frank Mulder (70 metri Sestante) di Horacio Bozzo, di Hot Lab e di Santa Maria Magnolfi. Ciascuno ha i suoi caratteri distintivi diversi. Tutti sono assolutamente dei Baglietto. 

Ci fornisce alcuni tratti distintivi di ciascun progetto?

Il 70 metri  di Frank Mulder,  ha dato vita a una piattaforma di nuovissima concezione e ci ha permesso una barca di grandi dimensioni con velocità anche al di sopra della media, con consumi leggermente ridotti. Mulder ha una forza notevole anche dal punto di vista dell’ingegneria.  
Lo studio Santa Maria Magnolfi di Milano (fondato da due giovani, Valentina Magnolfi e Federico Santa Maria, che arrivano dalla scuola e dalla tradizione toscana di yacht designer); è riuscito a sviluppare una linea dalla connotazione militare che a noi piace molto, perché si lega al nostro passato. A Monaco quest’anno abbiamo presentato un nuovissimo progetto di una barca di 43m dalle caratteristiche di vero Explorer.  
Horacio Bozzo definisce forme sinuose e molto “femminili”, a differenza di altri designer che hanno linee più dure, ed è bravo anche a fare risaltare le linee esterne. Lo studio Hot Lab, ha una grande capacità di interpretare il nostro brand: sul disegno esterno prendono spunto dalle linee delle automobili classiche sportive italiane, come le Lamborghini, le Ferrari. 
Francesco Paszkowski, quasi superfluo parlare di lui, ha assorbito gli stilemi di Baglietto, e addirittura quando cerca di rinfrescare le linee del cantiere, siamo noi che lo blocchiamo. Ne è un esempio il progetto di 65m anch’esso presentato all’ultimo salone di Monaco. 

Baglietto è stato insignito del premio 100 eccellenze italiane 2107: un riconoscimento importante per voi…

Assolutamente. Baglietto basa tutto sulla continua ricerca. La tecnologia è importantissima. Noi cerchiamo sempre soluzioni e idee nuove. Spesso abbiamo a che fare con tycoon che queste tecnologie le conoscono anche meglio di noi o addirittura le producono. Il cosiddetto “know how” è un concetto che agevola moltissimo i designer che si trovano a lavorare con noi su un terreno molto fertile. Insieme ai designer stiamo lavorando sull’uso dei materiali performanti e al contempo leggeri e riciclabili, e ne stanno nascendo cose interessanti. Dobbiamo anche essere attenti alle propulsioni e alle emissioni in atmosfera, oggi gli armatori sono molto attenti a questo argomento e sono persone anche estremamente preparate.

Che cosa rappresenta per voi l’aver ottenuto dal Rina il certificato di Conformità ISO 9001:2015

È un altro importante tassello che va a rafforzare la reputazione di Baglietto S.p.A. in termini di affidabilità, qualità e innovazione. Questo successo rappresenta per noi un punto di partenza e un valido strumento per la realizzazione di processi efficienti che soddisfino appieno le aspettative dei nostri clienti.

 

Désirée Sormani

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