Dovere di memoria, inaugurata a Istanbul la mostra di Stefano Benazzo

Dovere di memoria, inaugurata a Istanbul la mostra di Stefano Benazzo

Close

L’artista e fotografo Stefano Benazzo, classe 1949, già ambasciatore d’Italia a Minsk e a Sofia, ha inaugurato una mostra fotografica personale che raccoglie una selezione di 60 foto di relitti scattate in giro per il mondo. La selezione sarà visitabile fino al 31 marzo presso il museo Rahmi M. Koç di Istanbul. I soggetti della mostra, intitolata “Duty of Memory” (Dovere di Memoria), sono relitti di navi e di barche spiaggiate, scatti che Benazzo ha pazientemente realizzato in quattro continenti in più di sei anni di lavoro, talvolta in luoghi accessibili, più spesso in angoli della terra a dir poco inospitali. «Sono onorato», dice Benazzo, «di essere stato invitato a esporre le mie fotografie in questo museo di trasporti in larga parte dedicato alla storia della nautica e della navigazione: non potevo sperare in una cornice più adatta per questa mostra (la sua quarantesima personale e la sedicesima sui relitti, nda), che si prefigge di diventare itinerante in Turchia».

Stefano Benazzo illustra le opere selezionate per la mostra a Rahmi M. Koç, magnate e filantropo turco, un’ora prima dell’apertura ufficiale (credit:
Stefano Benazzo illustra le opere selezionate per la mostra a Rahmi M. Koç, magnate e filantropo turco, un’ora prima dell’apertura ufficiale (credit: RMK Museum)

Tra giugno e ottobre, infatti, la selezione sarà ospitata in un altro dei musei del magnate e filantropo Rahmi M. Koç ad Ankara e, forse, anche a Bursa, grazie al sostegno del console onorario d’Italia di quella città. «Per una fortunata coincidenza, anche se nulla avviene per caso» - ha aggiunto Benazzo - «io e Rahmi Koç ci siamo trovati in piena sintonia sull’esigenza di rispettare il “Dovere di memoria” nei confronti di chi ha creato, gestito, condotto le navi, i mezzi, le attrezzature che hanno permesso all’uomo di fare crescere le nostre civiltà. Fotografo i relitti affinché essi possano ottenere la loro ultima occasione di esprimersi, grazie a delle immagini che portano in sé la vita dei marinai e la loro memoria; così i loro sogni rimangono vivi e continuano a esistere. Prestando attenzione ai resti di navi, io cerco di farle rivivere, riportando in vita chi vi ha navigato. Illustrando ogni singola immagine della mia mostra a Rahmi Koç e agli altri ospiti, rispondendo alle numerose domande, ho visto ancora una volta i miei relitti prendere vita: era come se a parlare fossero gli uomini un tempo imbarcati».

Alcuni libri di Benazzo, “Relitti / Wrecks” (Skira, 2017) attendono di essere venduti e autografati a beneficio degli ospiti (credit: RMK Museum)
Alcuni libri di Benazzo, “Relitti / Wrecks” (Skira, 2017) attendono di essere venduti e autografati a beneficio degli ospiti (credit: RMK Museum)

I soggetti esposti, fotografie stampate su lastre d’alluminio e plastificate, ritraggono navi d’acciaio e barche di legno spiaggiate in Italia, Grecia, Portogallo, Islanda, Mauritania, Namibia, isole Turks & Caicos, Georgia del Sud, Cile e Falkland/Malvinas. L’immagine utilizzata per la locandina - la stessa che figura sulla copertina del libro “Wrecks: Relitti” (Skira, 2017), volume che ha vinto un premio speciale Carlo Marincovich - ritrae il rimorchiatore d’alto mare Samson, in armamento per 57 anni, di cui 45 anni alle Falkland, dov’è stata scattata la foto; si tratta di un’unità che ha salvato dal disastro molte consorelle e centinaia di marittimi prima di essere radiata nel 1945. Una foto di grande impatto visivo, che è valso la pena scattare nonostante i 40 nodi che impedivano al treppiede di Benazzo di restare in posizione.

Massimo Gaiani, Ambasciatore d’Italia (il terzo da sinistra), in compagnia di Elena Sgarbi, Console Generale d’Italia a Istanbul (credit: RMK Museum)
Massimo Gaiani, Ambasciatore d’Italia (il terzo da sinistra), in compagnia di Elena Sgarbi, Console Generale d’Italia a Istanbul (credit: RMK Museum)

All’inaugurazione del 15 gennaio, tra gli altri, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia Massimo Gaiani ed Elena Sgarbi, Console generale d’Italia a Istanbul, che non hanno mancato di augurare il miglior successo all’ex collega conosciuto ai tempi in cui era ancora di casa alla Farnesina. Senza il loro supporto e il contributo nel reperimento di due sponsor (Yapi Kredi e Organik Group), forse la mostra non avrebbe avuto luogo.