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ARC 2018: traversata atlantica per un equipaggio di diabetici

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L'equipaggio che parteciperà all’ARC 2018
L'equipaggio che parteciperà alla prossima edizione dell’ARC 2018

La prossima edizione dell’ARC 2018, la regata atlantica che ogni anno parte da Las Palmas di Gran Canaria e arriva a Saint Lucia nelle Piccole Antille, vedrà la partecipazione di un equipaggio speciale formato da alcuni pazienti diabetici (di tipo 1, insulinodipendenti) che spontaneamente insieme al loro medico nonché direttore della Diabetologia della ASSL Olbia-ATS Sardegna e lo skipper/armatore della barca, partecipano a questa “avventura”.

Il focus di questa impresa sarà quello di studiare e monitorare gli effetti (fisiologici e non solo) derivanti da una lunga permanenza a bordo di una barca di 15 metri che attraverserà l'oceano Atlantico, con l’intento di dimostrare che il diabete di tipo 1, al giorno d’ oggi, non può e non deve più essere considerato una malattia invalidante.

È infatti opinione comune che chi soffre di questa patologia debba limitare le proprie attività ed evitare condizioni estreme, mentre con un adeguato approccio e la giusta consapevolezza (della patologia e dell’attività svolta) i limiti possono essere, se non annullati, almeno ridotti considerevolmente.

L‘equipaggio si sta preparando ormai da mesi a questa esperienza. Assieme allo staff medico si studiano diverse opzioni per poter monitorare e tracciare costantemente ogni variazione dei livelli glicemici, si analizzano i profili psicologici e si preparano i 'menù' quotidiani tenendo conto del contesto e delle esigenze dell'equipaggio. Durante la navigazione verranno utilizzati gli ultimi ritrovati tecnologici: microinfusori per somministrare insulina senza ausilio di siringhe interfacciati a sensori per il controllo in continuo della glicemia e agli Smartphone personali per garantire la massima flessibilità e semplicità di utilizzo.

Tutto ciò avverrà sotto controllo medico (presente a bordo) e tramite invio satellitare quotidiano dei dati rilevati verso la base operativa presso il centro di diabetologia di Olbia, dove un altro medico diabetologo coadiuvato da una biologa nutrizionista e da una psicologa, analizzerà i profili dei singoli partecipanti e suggerirà variazioni della dieta e nella somministrazione di insulina. Obiettivo finale del progetto è dimostrare che la traversata oceanica o esperienza simile potrà essere svolta anche senza la presenza del medico a bordo, situazione che non sempre risulta praticabile.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla tecnologia di cui oggi si dispone ma anche grazie all’impegno dei pazienti, dei medici e soprattutto degli sponsor, primo fra tutti la A.D.M.S. (Associazione Diabete Mellito e Celiachia Sardegna) e della SIMDO (Società Italiana Metabolismo Diabete e Obesità) che hanno contribuito materialmente a coprire quasi per intero i costi di questa impresa.