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Andrea Pawlotzki: Seconda parte "Io speriamo che me la cavo" e la Mini Transat 2019

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Andrea Pawlotzki "Io speriamo che me la cavo"
Andrea Pawlotzki "Io speriamo che me la cavo"

Ecco la seconda parte del racconto di Andrea Pawlotzki, la prima parte è stata pubblicata ieri al seguente link: https://www.pressmare.it/it/comunicazione/press-mare/2018-02-19/andrea-pawlotzki-io-speriamo-che-me-la-cavo-mini-transat-12363

In 4 giorni di mare, tra rotture di vario tipo - come ad esempio un bompresso sfilato dalla sua trozza che si mette pericolosamente a volare a prua del mio Mini attaccato solo alla mura dello spi - ritorniamo se non vittoriosi almeno trionfanti sulla miriade di problemi che avremmo e in parte abbiamo potuto incontrare. Riuscendo inoltre a sormontare le difficoltà legate alla mia totale disconoscenza della barca: grazie mille Federico!

Considerando l’esiguo tempo a mia disposizione, dopo aver concluso il Fastnet, era per me indispensabile durante la passata stagione di effettuare il classico percorso di qualifica di 1000 miglia imposto dalla classe mini 650, necessario per potersi presentare al via della Mini Transat, e che non avrei avuto tempo di concludere quest’anno.

Rieccomi quindi ad agosto, con più o meno la stessa barca, leggermente migliorata da 3-4 giorni di lavori non stop (abitando lontano, i giorni passati in cantiere li sfrutto come se non ci fosse un domani) intento a prendere la partenza di un percorso di mille miglia che mi porterà, di nuovo, a visitare il Mare d’Irlanda, obbligandomi a contornare una meda situata ancora più a nord dello scoglio del Fastnet.

Come era da aspettarsi, pure in questo caso i problemi dovuti alla scarsa preparazione mia e della barca non sono mancati, e in diverse occasioni sono stato a due dita dall’abbandono. Malgrado ciò, dopo 10 giorni di mare ed uno stop tecnico di un giorno a Penzance, all’estremo sud ovest dell’Inghilterra, sono rientrato nelle tranquille acque del golfo di Morbihan, un estuario a sud di Lorient dove tengo la mia barca, stremato ma felice di quanto ero appena riuscito a realizzare.

In conclusione, se dovessi trarre un insegnamento dalla mia prima stagione in Mini6.50 rispondendo alla domanda: “ma si può fare una campagna mini con poco tempo e pochi soldi?” La risposta è sì, ma a condizione di farsi venire qualche capello bianco, e di essere disposti a fare dei grandi sacrifici.

E se dovessi rispondere all’altra, immancabile domanda: “Ma ne vale davvero la pena?” Bè, la risposta non può che essere sì!"

Andrea si sta preparando alla sua seconda stagione in Mini650, nella quale dovrà effettuare le 900 miglia in regata restanti per poter essere ammesso alla Mini Transat 2019.

Attualmente sta effettuando un piccolo refit della sua barca, che gli permetterà di affrontare il prossimo anno con un poco più di serenità. Per poter effettuare le riparazioni necessarie Andrea è alla ricerca di sponsor e/o sostenitori disposti ad aiutarlo nella sua impresa.

Per maggiori dettagli e informazioni:

https://www.facebook.com/pasailing2019/

http://www.pa-sailing.com/

 

 

 

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