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Giro del mondo a vela in solitario: record per François Gabart

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François Gabart a bordo del suo Macif
François Gabart a bordo del suo Macif

Giro del mondo a vela in solitario senza scalo: nuovo record per François Gabart

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42 giorni, 16 ore, 40 minuti e 35 secondi a 27,2 nodi di media, polverizzato il precedente limite.

Continua la grandeur francese nell’ambito dei giri del mondo a vela grazie a François Gabart che questa mattina ha portato a termine ciò che si può definire una performance straordinaria. Il 34enne marinaio francese è infatti riuscito a infrangere il precedente limite di Thomas Coville - 49 giorni, 3 ore, 4 minuti e 28 secondi – di quasi una settimana, portandolo a 42 giorni, 16 ore, 40 minuti e 35 secondi a 27,2 nodi di media. La prima cosa che viene in mente a chi ha dimestichezza col mare, con le barche e la vela, ma anche probabilmente per chi di questo sport non sa nulla è WOW!

Oltre alla bravura, alla preparazione fisica e mentale e al coraggio del biondo Gabart, di questa impresa va anche messa in risalto l’importanza del mezzo, una barca modernissima, il trimarano MACIF. È uno slanciato bestione in fibra di carbonio di 30 metri di lunghezza per 21 di larghezza - varato nell’agosto del 2015, ha 430 mq di superficie velica che raggiunge i 650mq nelle andature portanti e daggerboard (non foil) che servono a ridurre la superficie bagnata degli scafi laterali, dunque l’attrito in navigazione - costruito intorno al suo skipper, che Gabart controlla e gestisce da solo grazie a una sofisticata rete di strumenti di misurazione, sensori e computer.

MACIF il trimarano che ha stabilito il nuovo limite di 42 giorni, 16 ore, 40 minuti e 35 secondi
MACIF il trimarano che ha stabilito il nuovo limite di 42 giorni, 16 ore, 40 minuti e 35 secondi

Manco a dirlo, lo studio di architettura navale che ha firmato il progetto è il francese Van Peteghem Lauriot-Prévost (VPLP), a dir poco degli specialisti nell’ambito dei multiscafi sia da competizione sia da diporto, che si è avvalso dei più sofisticati e affidabili sistemi di computazione fluidodinamica (CFD) per affinare il concept e le sue linee d’acqua, fino a farlo divenire una vera e propria Formula 1. Oltre alla leggerezza della costruzione e alla capacità di resistere a enormi sollecitazioni, tale da garantire la massima affidabilità, la barca si è dimostrata sin da subito tremendamente veloce e, soprattutto, capace di sfoderare il massimo delle performance anche con un equipaggio ridotto davvero all’osso ovvero il solo François. Il 95% delle manovre che servono a gestire le vele e condurre la barca è nel pozzetto dove ci sono ruote del timone, verricelli e garrocci ma anche il supporto delle informazioni provenienti dai citati sensori, che come interfaccia con lo skipper utilizzano schermi fissi, con display touchscreen, e tablet portatili, che duplicano quelli principali.

Elettronica a go-go, efficace per rendere possibile il tuning continuo del trimarano, al variare delle condizioni di mare e vento, ma anche ridondante, poiché per raggiungere certi traguardi nulla può essere lasciato al caso: due sono computer di gestione, due i monitor per la loro visualizzazione, con sistemi radio e GPS multipli e ben tre piloti automatici.

Macif, questo il nome del trimarano (e dello sponsor!) che ha consentito a Gabart a raggiungere il traguardo di oggi, è insomma il nuovo riferimento in termini progettuali e tecnologici per tutti coloro, navigatori solitari ed equipaggi, che vorranno d’ora in poi tentare l’assalto al giro del mondo a vela senza scalo e assistenza sulla rotta ortodromica ufficiale WSSRC di 21.600 miglia (40.003 km). I numeri, d’altronde, parlano in questo senso. Basta infatti pensare che il nuovo record stabilito oggi da François Gabart, oltre ad aver polverizzato quello del precedente solitario, Coville, si è tremendamente avvicinato al limite stabilito a fine gennaio 2017 da Idec Sport, sempre un trimarano ma generato da e con una tecnologia precedente, che aveva però a bordo sei persone d’equipaggio. Il detentore del Trofeo Jules Verne, Francis Joyon con il suo team, ha infatti impiegato solo un giorno e mezzo in meno rispetto a Gabart, portando il limite assoluto a 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi.

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