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America’s Cup 35: la Vecchia Brocca ha preso il volo, destinazione Nuova Zelanda

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America’s Cup 35: la Vecchia Brocca ha preso il volo, destinazione Nuova Zelanda
America’s Cup 35: la Vecchia Brocca ha preso il volo, destinazione Nuova Zelanda

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Diciamolo: questa è stata un’edizione estremamente chiacchierata dell’America’s Cup, probabilmente una delle più controverse prima che le barche si iniziassero a sfidare in acqua, fra polemiche e ripetuti cambi dalle regole dettate dal Defender e dunque imposte agli sfidanti. Ma alla fine, quando a incrociarsi sono state le prue e non le penne, quando a gareggiare sono state barche ed equipaggi al posto di opinionisti e avvocati, è stata anche una delle edizioni più spettacolari e godibili dal pubblico a terra e da chi l’ha seguita in TV. Barche pazzesche, velocità monstre, qualche incidente spettacolare, marinai acrobati, ciclisti nerboruti, regate brevi, location fantastica… tutto ha contribuito a farne un’edizione da ricordare anche dal punto di vista sportivo.

Insomma, la Coppa ha portato con sé anche diverse cose buone sulle quali ragionare rispetto alle edizioni che verranno. Qui da noi già cresce l’entusiasmo per l’America’s Cup 36, per il ritorno - con il preminente ruolo di Challenger of Record, il rappresentante degli sfidanti - del Team Luna Rossa di patron Bertelli e per quello ventilato di altri sindacati nazionali. Impazza poi il "toto barca", con il pubblico diviso tra i fautori del ritorno ai monoscafi vs chi preferisce i catamarani, ma tutti o quasi abbiamo negli occhi il trionfo dei neozelandesi che in finale contro i pronostici non hanno lasciato scampo al Defender Oracle Team USA, rifilando un sonoro 7 a 1.

Così Emirates Team New Zealand, anzi il suo deus ex machina Grant Dalton, accompagnato dal suo fido scudiero Peter Burling, giovane timoniere carico di medaglie olimpiche ma senza esperienza specifica in Coppa, hanno avuto l’onore, su tutti, di rientrare ad Auckland tenendo la Vecchia Brocca ben in vista, come fanno i trionfatori. E in questo trionfo hanno preso parte anche gli italiani di ETNZ, tra cui Max Sirena, skipper di Luna Rossa prima del polemico ritiro, e Fabrizio Marabini, esperto di elettronica, nel giro della Coppa fin dai tempi del Moro di Venezia. 

La parata di Auckland non può che riportare alla memoria il primo arrivo in Nuova Zelanda della Vecchia Brocca, quella volta ad opera del compianto Sir Peter Blake, con l'allora astro nascente Russell Coutts al timone.

A seguire tutto, a immortalare on il suo obiettivo il lungo viaggio dell'America's Cup, le feste e le emozioni ci ha pensato l’amico Carlo Borlenghi, il quale ha inviato in redazione le belle immagini che abbiamo il piacere di proporvi in alta risoluzione.

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