Home > Comunicazione > Press Mare > Navigazione in “Alto Mare”: UCINA e ANPAN spingono verso la soluzione

Navigazione in “Alto Mare”: UCINA e ANPAN spingono verso la soluzione

 Stampa articolo

Presto il pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate sulla navigazione in “Alto Mare”: UCINA e ANPAN spingono verso la soluzione

Navigazione in “Alto Mare”: UCINA e ANPAN spingono verso la soluzione
Navigazione in “Alto Mare”: UCINA e ANPAN spingono verso la soluzione

Abbiamo appreso dal Secolo XIX di ieri, 29 giugno, che l'Agenzia delle Entrate è prossima a fornire chiarimenti circa la definizione della navigazione in “alto mare”, con l’emanazione di una Risoluzione integrativa della n. 2/E del 2017. Gli uffici stanno lavorando da un paio di mesi sulle proposte presentate da UCINA Confindustria Nautica e ANPAN (Associazione dei Provveditori e Appaltatori navali). Dopo una serie di incontri intercorsi con i vertici dell’Amministrazione finanziaria, una nuova ri-soluzione è attesa nel giro di poche settimane.

Se da un lato stupisce che a mobilitarsi siano state essenzialmente queste due Associazioni - oltre ad Assocostieri, che si è mossa autonomamente - dall’altro ci conforta. Si perché la normativa sulla navigazione in “alto mare” è fondamentale per la competitività dell’intero cluster marittimo italiano. La normativa determina infatti le modalità di applicazione dell’articolo 8-bis del DPR 633/72, che stabilisce il regime di non imponibilità IVA alle operazioni riferite alle “navi adibite alla navigazione in alto mare” per trasporto, linea, pesca, salvataggio e assistenza, navigazione commerciale da diporto. E poiché con il termine “operazioni” ci si riferisce tanto all’acquisto, quanto agli approvvigionamenti e ai rifornimenti, si capisce che da qui passa la vitalità della nostra economia marittima.

Maurizio Balducci, Vice Presidente di UCINA
Maurizio Balducci, Vice Presidente di UCINA

Il Vice Presidente di UCINA con delega ai dossier fiscali, Maurizio Balducci, spiega: “Abbiamo lavorato nella direzione di adottare i criteri europei, cercando di impattare il meno possibile sulle nostre filiere. Nel predisporre il documento inviato all’Agenzia delle Entrate ci siamo confrontati con le altre Associazioni interessate, da Confitarma a Federagenti, e confidiamo sulla loro condivisione dei contenuti, ma il 15 Maggio, con la stagione estiva ormai alle porte, abbiamo inviato all’Agenzia le nostre osservazioni insieme ad ANPAN”.

Con la Risoluzione 2/E, l’Agenzia delle Entrate aveva stabilito che, per quanto attiene al regime di non imponibilità IVA, occorre riferirsi all’effettivo utilizzo e non più alla semplice abilitazione  dell’unità. Quindi a navigazioni che includono le “acque internazionali”, con tratti al di fuori dal limite di 12 miglia nautiche misurate a partire dalla linea di base. Il criterio scelto è quello storico: per poter operare in esenzione nell’anno in corso, le unità devono aver compiuto nell’anno precedente viaggi commerciali in “alto mare” in misura superiore al 70% del totale dei viaggi commerciali effettuati.

Apprendiamo che già a febbraio, marzo e poi in una articolata nota del 15 maggio scorso UCINA Confindustria Nautica e ANPAN hanno chiesto alcuni chiarimenti all’Agenzia delle Entrate sui quali gli uffici dell’Amministrazione finanziaria stanno lavorando da diverse settimane. In particolare che:

  1. il nuovo sistema introdotto dalla Risoluzione 2/2017 vada a regime in maniera non retroattiva;
  2. si preveda una dichiarazione dell’armatore per tutti quei casi di “discontinuità” nei quali non sia possibile ricostruire un dato storico sull’anno precedente (unità in costruzione o nuova, o che ha cambiato armatore o noleggiatore, oppure la rotta di linea, ecc.);
  3. sia fissata una procedura di rettifica della fatturazione originariamente effettuata, senza applicazione di sanzioni qualora l’armatore o l’utilizzatore che abbia reso la suddetta dichiarazione successivamente comunichi che la condizione relativa all’effettiva navigazione in “alto mare” non è stata soddisfatta;
  4. i viaggi da prendere in considerazione siano solo quelli commerciali, escludendo posizionamenti e riposizionamenti;
  5. sia esplicitamente riconosciuto che le spese degli spostamenti dell’unità, ancorché estranei dal computo del 70%, in quanto funzionali all’attività commerciale rientrino comunque nel regime di non imponibilità (così come viene fatto in Francia);
  6. con riguardo alla sussistenza  della navigazione prevalente in “alto mare” (o alla relativa dichiarazione), si stabilisca la responsabilità dell’armatore e la non sanzionabilità del fornitore.

 

 

Le ultime notizie di oggi
 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Pressmare