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Marina Stella: concretezza e lavoro nel successo di UCINA

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Ucina, +35 nuove Aziende Associate nell'anno

 

 

Marina Stella, Direttore Generale di UCINA Confindustria Nautica
Marina Stella, Direttore Generale di UCINA Confindustria Nautica

UCINA Confindustria Nautica ha appena tenuto la Convention annuale dei Soci. Molti i contenuti del Satec 2017 - analisi di mercato, previsioni export sul triennio, focus sugli USA, soprattutto l’incontro con i più accreditati istituti di ricerca e innovazione tecnologica e industria 4.0 – e una tale messe di notizie e informazioni che ha rischiato di oscurare l’acquisizione di 35 Aziende neo associate.

Ma non è poca cosa. Ne parliamo con il Direttore generale, Marina Stella.

Confermo un’importante crescita, che – insieme al ritorno di tanti brand stranieri e nazionali al Salone Nuatico di Genova, in forte espansione rispetto al trend iniziato già lo scorso anno - ci riempie di soddisfazione. Anche perché è la migliore risposta al lavoro che svolgiamo.

Vogliamo ricordarle?

Non vorrei dimenticare qualche azienda, facendole torto. E’ una lista lunga, ma certamente potete averne notizia sul nostro sito (si tratta di Advanced Yachts, Agenziamagnum, Allegra, Apreafratelli, Aregai, Ascon, Asd, Canados, Castalia, Dhl, Fiart rent, Hightechnology, Hpm, Ida, Leghe Leggere Campanella, Marina di Sanlorenzo, Med, Micad, Modelplast, Motonautica Luchetti, Mp Network, Nadirmarine, Nauticaservice, Portosole Sanremo, Porto Turistico Domiziano, Promat, Ptmarine, Rancraft engineering, Rossi Navi, Seaguard, Slam, Tordimare, Tormarine, Tornado, Zodiac, ndr).

Quale ritiene sia la formula di questo che indubbiamente è il segno di un successo?

La concretezza e, come dicevo, il lavoro al servizio delle aziende, che sempre più spesso si rivolgono a noi per risolvere le problematiche. Più in generale l’assetto di un’associazione corale e plurale. Il primo atto della presidenza di Carla Demaria è stata la modifica dello statuto, oggi articolato in sette Assemblee di settore autonome. Questo ci permette di essere più vicini alle esigenze dei differenti comparti. Prima l'associazione si occupava solo della rappresentanza, della lobbying, della raccolta, analisi e diffusione dei dati, della promozione. Oggi fornisce anche supporto tecnico, normativo, giuridico e fiscale.

Poi c'è stato il lavoro sulla riforma del Codice della nautica.

Un lavoro immenso. Siamo l'unica associazione che ha partecipato alle attività di tutti i 12 tavoli tecnici ministeriali. A parte la Direzione competente, che ha messo in campo tutta se stessa, intorno a noi c’era il vuoto e lo abbiamo riempito con 47 incontri territoriali con diversi segmenti della filiera, anche all’estero, aperti a tutti non solo ai nostri associati, con realtà correlate come il leasing. Tanti operatori. Abbiamo sintetizzato tutte le loro istanze e le abbiamo portate al Ministero. Un confronto che purtroppo ha subito un rallentamento da quando il testo è arrivato agli uffici del Ministro.

Anche il Satec di quest'anno è stato diverso.

Si, segue l'evoluzione dell'Associazione. Da momento di confronto a strumento di servizio grazie alla presenza quest’anno dei più prestigiosi centri di ricerca e innovazione tecnologica del Paese, che ci hanno fornito una panoramica delle novità tecnologiche, dalla stampa in 3d dello scafo alla manutenzione predittiva, dalla logistica integrata alla resina “digitale”.

Forse siete più bravi a fare che a comunicare. Un’autocritica?

E’ possibile che su questo fronte dobbiamo ancora lavorare ed evolvere. Ma tutti insieme. Voglio dire che l’intera comunità degli Associati deve partecipare attivamente alla diffusione dei risultati delle attività oltre che ai momenti di incontro dell’Associazione.

 

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