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Intervista a Massimo Dighe, l'italiano che riporterà la vela alle Paralimpiadi

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Massimo Dighe, World Sailing Paralympic Manager
Massimo Dighe, World Sailing Paralympic Manager

Massimo Dighe, atleta azzurro ai Giochi di Londra 2012 nella classe Sonar, è stato nominato nel luglio 2016 Para World Sailing Manager dalla federazione internazionale vela – World Sailing. Per Dighe, nato a Iseo (Provincia di Brescia) nel 1976 e appassionato velista del 2006, è un incarico che corona un percorso nelle istituzioni sportive che lo aveva già visto nel consiglio della federazione dei velisti disabili (IFDS) e delegato nel Para World Sailing Committee, il comitato mondiale che si occupa dell’attività velica delle persone con disabilità. Il suo incarico comprende come uno dei principali obiettivi quello di riportare la disciplina della vela alle Paralimpiadi dopo l’esclusione all’appuntamento di Tokyo 2020. Massimo Dighe è affetto da tetraparesi dalla nascita. Lo ha intervistato il collega giornalista Andreas Ryll, potete leggere l'intera intervista al seguente link: http://www.bordreporter.com/intervista-massimo-dighe-para-world-sailing-manager/

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Qui un breve estratto 

"Attualmente Para World Sailing e World Sailing hanno in progetto di supportare gli eventi del 2017. Abbiamo preso un accordo con la GAC PINDAR, una delle aziende principale nel settore della logistica nel mondo, e soprattutto in ambito velico, curando anche la logistica della Volvo Ocean Race e dell’America’s Cup. L’azienda ci aiuterà a titolo gratuito nella movimentazione di tutte barche paralimpiche che parteciperanno ai vari eventi. Sappiamo che la situazione per molte nazioni è difficile da quando i fondi sono stati cancellati o ridotti. Perciò abbiamo definito un budget per aiutare i velisti e le nazioni emergenti a partecipare ai due eventi principali di quest’anno per la vela paralimpica – il World Cup a Hyères ed il Campionato Mondiale delle classi paralimpiche a Kiel".

"Già oggi la vela è tra i pochissimi sport che hanno un alto tasso di inclusione a livello paralimpico. Noi abbiamo regate a cui partecipano velisti disabili e normodotati nella stessa classe. La 2.4 mR organizza ogni anno un Campionato Mondiale Open con un centinaio di partecipanti. Anche campionati nazionali come quello italiano sono aperti a velisti disabili e non, quindi questo dimostra che la vela è uno sport assolutamente inclusivo. World Sailing continuerà a mantenere una oppure più regate paralimpiche in ogni tappa della World Cup. La classe 2.4 mR sarà inclusa nei prossimi anni, sicuramente fino al 2020. Abbiamo l’esigenza di aumentare la presenza femminile (Gender Equality) ma la nostra esigenza si scontra con il problema generale dello sport per disabili in cui la partecipazione della disabilità femminile è tra il 25 e 30% rispetto alla disabilità maschile. Dobbiamo anche includere le disabilità intellettive che fino ad oggi sono state lasciate un po’ in disparte. I nostri rappresentati, però, hanno partecipato ai seminari di classificazione del IPC (International Paralympics Committee) dove si è discusso molto delle disabilità intellettive e come queste possano essere integrate. Riguardo all’età media dobbiamo cercare di avvicinare più giovani allo sport della Vela Paralinpica perché l’età in cui una persona con disabilità si avvicina allo sport è spesso più alta di quella di una persona normodotata".

Quali sono i prossimi eventi in merito?

"La vela sarà inclusa per la prima volta nei Giochi Paralimpici Giovanili Europei 2017 che si disputeranno ad ottobre a Genova. Anche l’Argentina, paese ospitante dei Giochi Paralimpici Giovanili 2018, sta lavorando per fare in modo che la vela venga inclusa nel programma delle competizioni".

"Il nostro obiettivo principale è di ottenere il numero necessario di nazioni per poter così avere la reintroduzione della vela paralimpica a partire dal 2024. Stiamo lavorando perché lo dobbiamo prima di tutto agli atleti che come me si sono avvicinati alla vela. Questo sport ha aiutato molti ad uscire di casa e ad integrarsi. E quindi un impegno importante non solo per il prestigio di World Sailing ma soprattutto per continuare a dare ai nostri atleti il sogno di partecipare ai Olimpiadi".

Intervista di Andreas Ryll

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