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Enzo Majorca ci lascia con una grande eredità morale

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Enzo Maiorca
Enzo Maiorca

Capita di rado, per fortuna, di dover rimpiangere nella stessa giornata due grandi uomini: stamani abbiamo pubblicato un ricordo del progettista Renato "Sonny" Levi, precursore della moderna motonautica. Poche ore dopo è arrivata la notizia della morte di Enzo Majorca, mito dell'apnea. Due modi completamente diversi di intendere il rapporto con il mare, due grandi uomini ognuno innovatore nel suo ambito. Riportiamo per gentile concessione de La Stampa l'articolo online consultabile nella versione integrale al seguente link: http://www.lastampa.it/2016/11/13/italia/cronache/morto-enzo-maiorca-il-signore-degli-abissi-za75nW404B3iFOsIgHtJwJ/pagina.html

Enzo Majorca è morto all’alba di oggi nella sua casa di Siracusa, aveva 85 anni. Una leggenda del binomio fra l’uomo e il mare. Sanguigno, a volte spigoloso, ha collezionato record di immersioni in apnea: «Il mare è stata la mia seconda casa - confessava- io gli sono grato». La camera ardente è stata allestita a Palazzo Vermexio, a Siracusa. 

Una carriera nella quale, dagli anni ’60 fino ai primi anni ’90, si è spinto sempre più giù raggiungendo, con la tecnica dell’assetto variabile, profondità mai conquistate prima dall’uomo. «Un giorno - rivelò - un amico medico mi ha mostrato un articolo in cui si parlava di un nuovo record di profondità a -41 metri, strappato a Bucher da Falco e Novelli. Era l’estate 1956 e rimasi fortemente suggestionato da quell’impresa così audace». Partì da -45 metri nel 1960, battendo il brasiliano Amerigo Santarelli. Si migliorò per 17 volte, l’ultima nel 1988, quando, dopo essersi ritirato nel 1976, tornò all’apnea e arrivò a toccare uno stupefacente -101 all’età di 57 anni. In assetto costante restano un’impresa nella storia di questa disciplina i -55 metri del 1979.

Ambientalista e vegetariano  

Dopo avere abbandonato la pratica agonistica, Majorca aveva sposato l’impegno ambientalista, divenuto nel tempo la sua nuova passione, difesa anche da senatore fra il 1994 e il ’96. È stato anche l’ispiratore del cartello di associazioni “Sos Siracusa”, che si batte per la tutela delle zone archeologiche, ma anche del paesaggio, marino e non. Nel 2006 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito di Marina per le gesta sportive e la difesa dell’ambiente. Era diventato vegetariano, una scelta che spiegava così: «Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967». 

I funerali  

La camera ardente è stata allestita nel salone «Paolo Borsellino» al secondo piano di palazzo Vermexio, sede del Comune di Siracusa. La salma sarà trasferita nel primo pomeriggio di oggi nel palazzo municipale di piazza Duomo. La camera ardente sarà aperta fino a tutta la giornata di domani. I funerali in forma solenne saranno celebrati martedì in Cattedrale. 

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