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Donald Trump presidente USA: quale scenario per la nautica?

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Il nuovo presidente USA, Donald Trump
Il nuovo presidente USA, Donald Trump

La nautica con Trump

L'elezione di un nuovo presidente USA è un evento capace di influenzare il mondo: ragioniamo su cosa potrà accadere nel nostro, quello della nautica 

E’ ancora presto per esprimere giudizi, ma dopo l’impennata del valore dell’euro rispetto al dollaro, verificatasi nelle 24 ore successive ai risultati dell’elezione di Trump, tutti gli esportatori di barche hanno tremato. Poi oggi, inaspettatamente è crollato il prezzo dell’oro e tutte le borse mondiali hanno aperto e chiuso in rialzo: l’euro è quotato come in precedenza a 1, 0912. Verrebbe da dire, tanto rumore per nulla. Ma non è così, perché l’intenzione protezionistica del nuovo presidente americano rimane, come quella di una maggiore collaborazione politica ed economica con la Russia di Putin, che può solo schiacciare sotto tutti gli aspetti l’UE acefala e scoordinata di cui facciamo parte.

L’intenzione di Trump di abbassare drasticamente le tasse negli Usa rientra in una tradizione politica comune sia ai democratici che ai repubblicani, meno stato nell’economia nazionale, affinché ognuno possa realizzare le sue ambizioni secondo le sue capacità, che è poi andando a stringere è il mito americano, la difesa del privato rispetto al pubblico. Tale difesa è ardua per mille comprensibili ragioni ma finché avrà successo è il segreto della prosperità statunitense. E i presidenti americani, qualsiasi sia il partito da cui provengano, devono difendere questo principio. L’avversione di tanti americani per il progetto di assistenza sanitaria pubblica proposto da Obama, pur auspicabile, nasce proprio da questo modo di sentire, ma è inaccettabile perché aprirebbe la porta ad altri attacchi al privato, come ad esempio il controllo sulla vendita delle armi. E l’imprenditore battagliero e i milioni di americani che sperano che almeno i loro figli possano conquistare il successo, si sono ribellati.

Abbassare le tasse in maniera così drastica come chiesto da Trump non sarà facile, ma se si realizzerà renderà più che rosee le prospettive di esportazioni verso quell’area. Dal nostro interessato punto di vista, attraendo investitori ancor più che nel passato, aumenterà gli acquirenti di barche, specialmente di quelle importanti. Se ciò avverrà, il dollaro inevitabilmente si apprezzerà, nonostante la volontà contraria già espressa in proposito dal nuovo inquilino della Casa Bianca. E’ vero che all’inizio del 2016 il debito pubblico federale americano ha raggiunto i 19.200 miliardi di dollari, ma là non si tasseranno come in Europa i cittadini, il taglio delle tasse è l’unica strada per ridurlo.

Tutto considerato, il robusto intervento fiscale di Trump, se rimarrà tale, dovrebbe aprire prospettive assai interessanti per la vendita di barche negli Usa. L’industria nautica americana preparandosi alla grande crisi del 2008 e poi gestendola, ha chiuso e accorpato stabilimenti, riducendosi all’essenziale. Non è possibile attaccarla sull’offerta, immensa, di barche per tutti, ma per i ricchi la nostra produzione custom e semicustom è attraente, l’abbiamo visto in questi anni grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo delle nostre costruzioni. In quel che resta della fascia delle cosiddette imbarcazioni, dobbiamo vedercela con Francia e Regno Unito. Quella inglese dopo un iniziale vantaggio per la svalutazione della sterlina con l’euro dopo Brexit, è al momento la principale concorrente dei nostri cantieri, ma incomincia a incontrare difficoltà nazionali. Per quel che riguarda la Francia, il nostro concorrente è essenzialmente un grosso gruppo, con cantieri anche negli Usa, ma quel paese più che per vendite ci toglie molto lavoro di settore attraverso la sua fitta rete di portualità turistica.

Ora la domanda che tutti si pongono riguarda i cospicui dazi doganali che Trump vuole applicare per difendersi principalmente dalla concorrenza del dumping cinese: lo farà veramente? Nonostante la Cina sia di fatto proprietaria del miliardario debito pubblico Usa? La volontà dell’uomo al momento più potente del mondo è sicuramente importante, ma è assai difficile districarsi nella miriade di trattati, accordi e interessi che allacciano gli Usa al resto del mondo. E’ indicativa in proposito, l’immediata trasformazione di Trump da protagonista in mister presidente, ha addirittura elogiato la concorrente che prima voleva vedere in galera. Almeno per il momento, sembra aver rassicurato il partito e con esso gli avversari e le borse. Vedremo

L.P.

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