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La Nautica al servizio dei Disabili: la parola al nostro lettore Luigi D'Angelo

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L'accessibilità in barca per i disabili, un problema da risolvere, foto Bluewago.jpg
L'accessibilità in barca per i disabili, un problema da risolvere, foto Bluewago.jpg

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il seguente documento, a firma del nostro affezionato lettore Luigi D'Angelo, per contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica su di un problema che riguarda parecchi appassionati del mare in condizione di disabilità. Auspichiamo che anche attraverso la diffusione di questo documento si possa mettere in moto quell'iter burocratico a livello nazionale ed europeo atto a risolvere il problema dell'accessibilità dei disabili al mare ed alle barche, dando un chiaro segnale di civiltà e solidarietà a chi attualmente non può godere il diporto nautico in piena autonomia e libertà.

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Forio, 2 agosto 2016

Da: Luigi D'Angelo

A: Agea Laura

Oggetto: disabili e diritti della persona

 

Gentile Onorevole Laura Agea,

Le sottopongo una situazione paradossale che riguarda le persone disabili in Italia, come il sottoscritto.

E’ ormai assodato che il rapporto con il mare e le attività nautiche, come la nautica da diporto, sono altamente terapeutiche e promuovono il benessere psicofisico della persona. Ciò premesso, il diritto della persona disabile con gravi difficoltà di deambulazione ad usufruire di tale opportunità è negato nella stragrande maggioranza dei porti turistici italiani; fatta eccezione per alcune realtà regionali ( v. Toscana ) che risultano più sensibili al problema.

La cosa, a mio avviso grave, che andrebbe chiarita anche in sede europea, è che nei porti turistici italiani gestiti dagli Enti locali non si applicano agevolazioni nei confronti dei disabili. Se, ad esempio, per la sosta di un’auto che trasporta un disabile sono previsti in tutte le città italiane e in tutta Europa stalli di sosta riservati e gratuiti se muniti di contrassegno, perché per lo stesso disabile nel porto turistico gestito dal Comune non sono previsti ormeggi riservati e gratuiti? Il suolo (in questo caso lo specchio d’acqua del porto) non è sempre comunale?

Un disabile che vuole vivere il mare nel porto di Forio d’Ischia (Na) - Comune dove risiedo - è costretto a pagare cifre astronomiche in banchina che per un pensionato sono insostenibili! Va detto che per i residenti storici del succitato comune sono previsti ormeggi alla boa a tariffe molto accessibili, al di sotto o pari ai mille euro l’anno;  ma… non c’è un’imbarcazione del gestore comunale attrezzata con un sollevatore per il trasporto dei disabili affetti da gravi deficit motori per trasportarli sulla loro barca alla boa; dunque, chi come me ha una barca è OBBLIGATO ad andare in banchina con conseguente oneri a carico. Sono a conoscenza di altre persone nelle mie condizioni (amputati ad uno o più arti, tra cui ex marinai che sul mare hanno trascorso una vita) che hanno dovuto rinunciare. Già perché attualmente la  soluzione è non avere una barca, anche piccola, e rinunciare a tutto . Rinunciare ad un’uscita in mare, ad una battuta di pesca, a stare gli con amici, con i propri familiari, a sentirsi bene con se stessi dimenticando per qualche ora la propria condizione esistenziale . 

Mi sono rivolto a Lei perché ho letto che tra le sue ultime attività è intervenuta nella discussione sull’Attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dal suo intervento ho ritenuto che Lei fosse la persona più adatta a comprendere le difficoltà che incontrano le persone disabili nella loro vita. 

Certo il problema specifico che Le ho sottoposto è ben poca cosa rispetto alla complessità della Convenzione di cui si sta occupando, ma spero che sappia tradurre questa mia piccola problematica in un’interpellanza al Parlamento Europeo affinché si esprima su questo argomento che per tanti disabili è di vitale importanza . 

Confidando in suo riscontro, Le auguro buon lavoro parlamentare e ripongo in Lei e nel Movimento 5 Stelle la mia unica speranza.

Distinti saluti

prof. Luigi D’Angelo
 

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